
Il mare è il luogo in cui la natura mostra tutta la sua forza, ma anche il suo silenzio più affascinante. Sotto la superficie scompaiono il rumore quotidiano, la frenesia e lo stress, e ogni respiro acquista un valore speciale. L’apnea non è soltanto uno sport. È un incontro con sé stessi, una prova di forza mentale, disciplina e fiducia nel proprio corpo. È un mondo in cui non c’è spazio per il panico, ma solo per la calma, la concentrazione e il rispetto per il mare, che a ogni immersione ricorda quanto sia potente e imprevedibile.
Proprio in questo mondo ha trovato il suo posto tra i migliori Donat Faraguna Gnjatović, uno degli apneisti croati di maggior successo. Campione nazionale croato, membro e commissario tecnico della nazionale croata AIDA e atleta che si è affermato tra i migliori apneisti del mondo, Donat dimostra con i suoi risultati che l’eccellenza si costruisce attraverso anni di lavoro, disciplina e amore per il mare. Dietro profondità impressionanti si nasconde un uomo convinto che ogni immersione rappresenti un’opportunità per fare nuove esperienze, imparare qualcosa di nuovo e superare i propri limiti.
Abbiamo avuto il piacere di conversare con Donat in un’intervista davvero interessante, che ci ha permesso di scoprire ancora di più il fascinante mondo dell’apnea.
ALLA RICERCA DEI PROPRI LIMITI
– Per me l’apnea significa esplorare i miei limiti, le mie possibilità e imparare a diventare sempre migliore in ciò che amo. Allo stesso tempo è anche scoperta, divertimento, contatto con la natura e un modo per conoscere il pianeta su cui viviamo. Il 71% della Terra è coperto dall’acqua e questo apre infinite possibilità di apprendimento. Durante la preparazione e l’immersione, nella situazione ideale, la mia mente è completamente vuota. Mi immergo soltanto con una molletta per il naso e senza maschera, così vedo solamente la cima bianca e il blu del mare sullo sfondo. L’unico pensiero è che la compensazione della pressione nelle orecchie funzioni correttamente. Dopo la virata e nel momento in cui inizio la risalita, tutto si spegne: entro in una modalità completamente automatica e mi rilasso.
IL RISPETTO PER IL MARE
– Quando ero più giovane ci sono state alcune immersioni in cui si sono verificate situazioni particolari che mi hanno ricordato quanto sia importante avere sempre un grande rispetto per il mare. Per quanto riguarda le esperienze positive, ricordo molto bene la maggior parte delle mie immersioni riuscite, soprattutto i record personali e in particolare le quote “tonde”. Tuttavia continuo ad aspettare con impazienza l’immersione a 100 metri.
LA CALMA È SICUREZZA
– L’apnea è uno sport davvero sicuro se praticato nel modo corretto e non presenta grandi pericoli. L’obiettivo principale è valutare bene i rischi e controllare tutte le variabili affinché il minor numero possibile di fattori possa destabilizzarti. È uno sport estremamente mentale: se non sei rilassato, la percentuale di successo diminuisce drasticamente. Credo però che con una buona preparazione e un allenamento adeguato tutto possa essere gestito. Mi piace anche allenarmi in condizioni imperfette, come nel Mare Adriatico, con onde, correnti e grandi variazioni di temperatura, perché questo prepara meglio alle reali condizioni che si incontrano nelle competizioni in tutto il mondo.
TALENTO O DISCIPLINA
– Il talento è importante per arrivare ai massimi livelli, ma senza lavoro non esistono risultati. Ho praticato molti sport diversi e ho visto tante volte atleti molto più talentuosi di me ottenere risultati inferiori proprio per la mancanza di dedizione e disciplina. Direi che i miei punti di forza principali sono la concentrazione, la dedizione e la disciplina. Molte volte non ho voglia di allenarmi, ma semplicemente non mi concedo l’opzione di saltare un allenamento. Un altro aspetto fondamentale che ho capito lavorando come allenatore è l’importanza di avere il tecnico giusto. Molti atleti non sanno quando rallentare e quando aumentare il ritmo, ed è proprio qui che un allenatore capace di comprenderti fa la differenza. Fin dall’inizio della mia carriera nell’apnea il mio allenatore è stato Vitomir Maričić, uno dei migliori apneisti della storia, e senza di lui non sarei dove sono oggi. Il talento conta per raggiungere il vertice, ma credo che faccia davvero la differenza soprattutto all’inizio. Con il passare del tempo diventano sempre più importanti la dedizione, la concentrazione e la disciplina.
L’AMORE PRIMA DELLE MEDAGLIE
– Credo che l’amore per questo sport sia la cosa più importante. Il 95% degli apneisti pratica questa disciplina per divertimento e passione, e nella maggior parte degli sport gli atleti sono amatori che praticano ciò che amano. D’altra parte è impossibile diventare campioni senza amare davvero il proprio sport: la base è la stessa, cambiano soltanto gli obiettivi.
IL MARE CHIEDE RESPONSABILITÀ
– La preparazione mentale è fondamentale nell’apnea perché il mare è imprevedibile e le condizioni possono cambiare drasticamente in qualsiasi momento. La meditazione è uno degli strumenti che utilizziamo, così come la visualizzazione, che alcuni atleti impiegano più di altri. Con l’esperienza, però, la necessità di questi strumenti di base diminuisce. Prima di dedicarmi all’apnea ho praticato per oltre dieci anni la pesca subacquea agonistica e ho visto con i miei occhi quanto abbiamo danneggiato il nostro mare. La quantità di vita marina si è ridotta drasticamente e, se non cambierà qualcosa, distruggeremo irreversibilmente un ecosistema essenziale per la nostra esistenza. Durante gli allenamenti e le competizioni è molto raro incontrare animali marini, perché tendono a stare lontani. Tuttavia, tra i miei progetti c’è quello di immergermi con gli squali e il mio sogno più grande è vedere un grande squalo bianco nel suo ambiente naturale.
IL RITUALE PRIMA DELL’IMMERSIONE
– Le giornate di gara seguono una routine precisa e tutto si svolge sempre nello stesso modo. Il giorno della competizione non mangio mai nulla prima dell’immersione, bevo soltanto elettroliti o bevande isotoniche e cerco di rimanere il più a lungo possibile nella mia stanza. Almeno un’ora e mezza prima dell’immersione mi piace essere già sulla piattaforma, dove inizia la preparazione: indosso l’attrezzatura, controllo tutto e mi preparo mentalmente. Dieci minuti prima dell’inizio sono già in acqua, in attesa, completamente rilassato. Gli ultimi tre minuti sono già programmati: ogni respiro, ogni movimento e ogni posizione.
UN CONSIGLIO AL GIOVANE DONAT
– Se potessi dare un consiglio al Donat più giovane, gli direi che tutto è possibile e che può realizzare qualsiasi sogno. Dai sempre il massimo, ma soprattutto non dimenticare mai di divertirti. Senza divertimento non ci sono risultati.
