Ci sono calciatori la cui storia non può essere misurata soltanto attraverso il numero di partite, gol o trofei conquistati. Il loro valore cresce negli anni, attraverso l’esperienza, gli alti e i bassi, gli infortuni, le vittorie, le sconfitte, gli spogliatoi e le persone che incontrano lungo il cammino. È un calcio che matura insieme al giocatore, un calcio che forse con gli anni cambia volto, ma che non perde mai ciò che conta di più: l’amore per il gioco.

È proprio con questo amore per il calcio che oggi vive Emanuel Valenta. Sulle sue spalle ci sono anni di dedizione, numerose sfide ed esperienze che non si possono imparare sui libri. La sua carriera racconta la storia di un giocatore che, nel corso del tempo, ha costruito se stesso, ma anche il proprio rapporto con il calcio. Nelle sue parole si percepisce ciò che spesso distingue un giocatore esperto da chi è ancora alla ricerca del proprio posto, la consapevolezza che i risultati non arrivano dall’oggi al domani e che il miglior calcio si costruisce attraverso ogni nuovo allenamento, ogni partita e ogni sfida.

Oggi Emanuel è completamente concentrato sul nuovo capitolo della sua carriera da calciatore e sul NKUljanik. Quando parla di calcio lo fa in modo semplice, diretto e senza grandi frasi ad effetto. Come qualcuno che non si è limitato a giocarlo, ma che lo ha vissuto per anni.

Ciò che può colpire particolarmente nelle sue risposte è il fatto che dietro al calciatore si vede l’uomo: una persona che dà valore alla squadra, allo spogliatoio, ai tifosi, alle amicizie e, prima di tutto, al gioco stesso. Le sue parole dimostrano chiaramente che dentro di lui c’è ancora la fame di partite, di nuove vittorie e di momenti destinati a rimanere nella memoria.

Il calcio maturo non è la fine del percorso, ma il momento in cui tutto ciò che un giocatore ha imparato, sentito e vissuto negli anni inizia ad acquisire il suo pieno valore. E forse è proprio questa la più grande forza di un calciatore come lo è Valenta. Gli anni portano esperienza, l’esperienza porta serenità, ma l’amore per il gioco rimane lo stesso.



UNA CRESCITA COSTANTE
Il calcio è praticamente la mia vita. Sicuramente, nel corso degli anni, molte cose sono cambiate, ma l’amore per il calcio è rimasto tutto il tempoforte. La mia più grande motivazione è quella di diventare un giocatore migliore giorno dopo giorno e di aiutare sempre la mia squadra. So che i successi e i risultati non arrivano dall’oggi al domani e proprio per questo sono motivato a dare il meglio di me. In questo momento sono completamente concentrato sulla mia carriera da calciatore. Ne parleremo quando sarà il momento e, fino ad allora, venite alla Veruda e sostenete il NK Uljanik.

IL CALCIO PORTA MOMENTI BELLI E DIFFICILI

– Il momento più difficile è stato quando mi sono fratturato la clavicola e non ho potuto aiutare la squadra per un mese. Non riuscivo proprio ad accettarlo, perché non mi era mai capitato prima di rimanere fuori dal campo per un mese e mezzo. Il ricordo più bello è sicuramente la vittoria del campionato con il Chions in Italia, in occasione del 50° anniversario del club. È stata anche la mia migliore stagione calcistica da quando gioco a calcio e ho conosciuto anche degli amici che, credo, avrò al mio fianco per tutta la vita.

PRIMA DI TUTTO SI DEVE ESSERE UMANI
Credo che il talento sia qualcosa che niente può superare, ma se non avete disciplina, perseveranza e forza mentale, non andrete molto lontano. Sia nel gioco che nella preparazione, prima di tutto bisogna essere umani.

LO SPOGLIATOIO CREA AMICIZIE
– Lo spogliatoio è il luogo in cui nascono le amicizie più speciali. È qualcosa che bisogna semplicemente vivere. Di solito preferisco tenere per me questi momenti, perché sono proprio loro ad aver creato quella coesione e quella fiducia.

I TIFOSI SONO LA NOSTRA FORZA

– I tifosi sono il nostro anello più importante. La loro fiducia in noi rappresenta una responsabilità ulteriore, ma anche una motivazione speciale. Allo stesso tempo, voglio invitarli a venire allo stadio sempre più numerosi e a sostenerci, mentre noi daremo tutto per non deluderli mai. Credo che insieme a loro possiamo scrivere un nuovo capitolo per tutti noi.

UN CONSIGLIO AI GIOVANI

– Prima di tutto, che trovino un buon manager. Consiglierei loro di vivere il calcio e di goderselo fino in fondo, di credere in se stessi, qualunque cosa accada, e di non rinunciare mai a ciò che desiderano. Devono sempre ascoltare e rispettare gli allenatori, imparare giorno dopo giorno, assimilare tutto e poi sfruttarlo quando arriverà il loro momento. (foto – Fabrizio Rosson)