Chiunque che sta praticando qualche sport ha dei propri obiettivi che vuole raggiungere nello sviluppo della propria carriera. Il famoso combattente istriano Ivan Vitasović del Trojan di Pola, anche dopo tutti i suoi successi, è ancora guidato dallo stesso obiettivo, cioè quello di dare la versione migliore di sé stesso, sia in allenamento che durante la prestazione concreta nel combattimento, che abbiamo avuto l’opportunità di vedere durante il suo combattimento con Filip Stawowy con il quale ha registrato il suo primo incontro all’interno di KSW.

Come ci ha raccontato lo stesso Vitasović, la vittoria è stata solo la ciliegina sulla torta dopo una preparazione molto intensa e difficile, portata a termine con l’aiuto e il supporto del suo fedele allenatore Zelg Galešić. Siamo riusciti a parlare a lungo con il grande combattente e scoprire di più sulla sua preparazione, sulle sue apparizioni in pubblico e sulle sue ambizioni che lo portano ad essere la migliore versione di sé stesso in tutto ciò che fa.

LA VITTORIA – CILIEGINA SULLA TORTA

– Questa vittoria ha significato molto per me, dato che in questi due mesi ho avuto i preparativi più difficili finora. Ho avuto difficoltà ad affrontare questi preparativi e la vittoria è stata come la ciliegina sulla torta. I preparativi sono stati davvero duri e non sono andato bene in allenamento, ma alla fine tutto ha preso forma ed eccoci qui con il risultato. Ho vinto e questa è la cosa più importante adesso. I preparativi non sono cambiati molto, ma ho avuto difficoltà a seguirli bene siccome non ho avuto il tempo di riprendermi da un allenamento all’altro. All’inizio della settimana facevo dei grandi allenamenti, ma alla fine, verso giovedì e venerdì, ero pessimo nell’allenamento come mai prima d’ora. Il mio corpo semplicemente non ha avuto il tempo di riprendersi dal lunedì al venerdì. Diventa difficile quando ti metti in testa qualcosa come dovrebbe essere, cioè come ti dovresti allenare, e nell’allenamento reale questo non si manifesta. So quanto mi applico e quando capita che un giorno qualcosa non vada per il verso giusto, sono arrabbiato e nervoso con me stesso, ma alla fine tutto ha dato i suoi frutti.

DISCIPLINA

– Qui non c’è più una motivazione, è più una questione di disciplina. La motivazione arriva quando sei riposato e quando hai voglia di fare qualcosa. Per la maggior parte del tempo non riesco a riposarmi, ma sono disciplinato e mi alleno anche quando non ne ho voglia. La disciplina è molto importante sia nello sport che nella vita.

CALCOLO

– In questo sport, in fin dei conti, si fa il calcolo delle sconfitte e delle vittorie. Mi permette di crescere mentalmente e credo che nessun altro sport permetta questo tipo di sviluppo a livello mentale. E quando le cose non vanno come vorrei e tutto sembra essere contro di me, lotto da solo con la sconfitta e cerco di tornare ad allenarmi e a combattere nella migliore luce possibile.

LA MIGLIORE VERSIONE DI ME STESSO

– La mia ambizione è sempre rimasta la stessa. Sono guidato dal fatto che devo essere la versione migliore di me stesso. All’inizio, le mie ambizioni erano molto più grandi e più forti, e ora mi limito a essere la versione migliore di me stesso e a fare tutto passo per passo. Non mi preoccupo affatto rigurardo a dei contenuti non necessari. Se non riesco a essere la versione migliore di me stesso, cerco di risolverlo giorno dopo giorno con i miei obiettivi a breve termine. Mi sono reso conto che fai del tuo meglio e lotti per raggiungere la vittoria, ma poi la felicità dopo la vittoria dura solo tre giorni e poi passo semplicemente ad altri obblighi. Nel corso degli anni, ho imparato che la vittoria e la sconfitta ti danno quella sensazione di felicità o tristezza di breve durata, ma trovi il tuo ritmo durante l’allenamento dove ti senti bene. La vittoria è una ricompensa per lo sforzo specifico che metti nei molti mesi di lavoro. La sconfitta ti mette un po’ di tristezza, ma non è niente di terribile. Nei combattimenti impari che la vittoria e la sconfitta sono legate ad un sentimento di felicità o tristezza di breve durata, tutto gira e spetta a te svilupparti ulteriormente.

FIDUCIA NELL’ALLENATORE

– Sono al Trojan fin dall’inizio, da quando il club è stato fondato. Non vedo Zelg solo come allenatore, ma siamo amici da anni. Mi fido completamente di lui. Analizziamo insieme le partite, vediamo quali nuove tattiche sono da adottare e cerchiamo di implementarle insieme. Ci vediamo ogni giorno e parliamo degli obiettivi riguardanti il nostro club.

HO IL MIO STILE DI VITA

– Non sono un tipo che parla tanto in pubblico, anche se non ho problemi a parlare in pubblico. Posso dire che sono un tipo di persona più riservata e ho il mio stile di vita. Non sono un estroverso che mi spingerò ad essere ovunque si presenti l’opportunità. Quando la gente mi chiama, rispondo. Apprezzo ogni invito, ma non mi creo problemi se non posso partecipare da qualche parte. Trovi sempre il tempo per qualsiasi cosa. Sinceramente ho poco tempo, ma so come gestire il tempo che ho. Posso sempre dedicare qualche minuto alla settimana a tutti gli impegni mediatici perché rientrano anche loro nella nostra attività sportiva.

AMBIZIONI ATTUALI

– Le mie ambizioni sono le seguenti; so che ho uno spettacolo all’Arena di Pola, questa settimana mi riposo mentre la prossima settimana continuo a lavorare in palestra per mantenere semplicemente la forma e più tardi, a luglio, inizieremo i preparativi per l’Arena di Pola e dopo che mi riposerò nuovamente e vedrò se ci sarà un combattimento KSW a dicembre o gennaio. Mi pongo sempre obiettivi a breve termine, perché con obiettivi a lungo termine tutto può cambiare molto rapidamente. Il combattimento mi piace tuttora, ma mi prendo sempre una settimana di pausa perché devo riprendermi un po’ da tutto e concedermi alcune cose, soprattutto il cibo che non mi sono concesso durante i preparativi. Mi prendo una piccola pausa dallo sport per volerlo di nuovo. Quando sei in preparazione con due allenamenti al giorno, diventi troppo stanco e semplicemente il riposo è più del necessario.