
L’odontoiatria è una delle poche professioni in cui conoscenza, precisione ed empatia si incontrano quasi quotidianamente, proprio nei momenti in cui le persone sono spesso più vulnerabili. Essere odontoiatra oggi significa molto più che eccellenza tecnica. Significa comprendere la paura, costruire fiducia, seguire le tecnologie più avanzate, ma allo stesso tempo rimanere saldamente radicati in un approccio umano. Ci sono anche numerose sfide, dallo sviluppo rapido della professione e dalle alte aspettative dei pazienti, alla gestione del team e alla creazione di un ambiente in cui la qualità non è un obiettivo, ma uno standard. Proprio in questo spazio tra scienza e persona nascono coloro che non costruiscono solo una pratica, ma anche una visione.
Una di loro è Erika Stocovaz Lukin, odontoiatra che non vede il proprio percorso professionale come una serie di passi, ma come una storia costruita con cuore, conoscenza e coraggio. La sua dedizione al lavoro si percepisce in ogni dettaglio, ma ciò che la distingue è proprio il modo in cui unisce competenza e profonda comprensione delle persone. Attraverso il suo lavoro dimostra che la medicina d’eccellenza non esiste senza fiducia, e che la fiducia non si costruisce senza una cura autentica.
Al centro della sua storia si trova Dental Stocovaz, ovvero un luogo in cui qualità, spirito di squadra e relazioni interpersonali costituiscono la base di ogni successo. Tuttavia, Erika va anche oltre. Attraverso il progetto One Concept, amplia i confini dell’odontoiatria tradizionale e crea uno spazio in cui il paziente riceve un supporto sanitario completo, integrato e sicuro. La sua imprenditorialità non nasce dall’ambizione fine a sé stessa, ma dal desiderio di migliorare il sistema e l’esperienza di ogni individuo che le accorda fiducia.
Ciò che rende questa storia speciale è anche il suo impegno umanitario. Erika non vede l’aiuto agli altri come un’aggiunta alla carriera, ma come una sua parte integrante. Proprio attraverso questi momenti, come lei stessa sottolinea, il lavoro acquista il suo significato più profondo.
Sempre solare e aperta a nuove collaborazioni, Erika ci ha offerto delle risposte interessanti sulla sua esperienza personale nel lavoro professionale, che condividiamo con voi di seguito.
I SOGNI POSSONO REALIZZARSI SE LO DESIDERIAMO DAVVERO
– Il momento in cui ho capito che voglio qualcosa di diverso è difficile da definire. Nel corso degli anni di volontariato negli studi odontoiatrici ho imparato tante cose e senza tutte queste conoscenze sicuramente non avrei potuto essere così coraggiosa da aprire il mio studio a 25 anni, con due figli piccoli. Tuttavia, durante tutto quel tempo dentro di me si sviluppava un’idea di come avrei voluto che fosse il mio lavoro. Provenendo da una famiglia con radici nel settore odontoiatrico, mio padre aveva un laboratorio dentistico, sapevo che un giorno sarei diventata capo di me stessa, ovvero che avremmo avviato un’attività familiare. Fin da piccola sapevo esattamente cosa volevo, ma sapevo pure cosa non volevo, il che spesso è forse ancora più importante. I miei genitori e mio fratello mi hanno dato libertà e fiducia per iniziare insieme a loro a costruire questa bellissima storia. L’inizio non è stato affatto facile. Non ho ricevuto un’attività già pronta dai miei genitori, avevo il laboratorio di mio padre, ma non i miei pazienti. Lo studio è stato avviato da zero, con una sola poltrona odontoiatrica e un computer portatile acquistato con il pagamento a rate. Oggi posso dire che tutto è possibile e che i sogni possono realizzarsi se lo desideriamo davvero e diamo tutto noi stessi, e anche di più, per riuscire.
LA QUALITÀ COME IMPERATIVO NEL LAVORO
– Il primo e fondamentale imperativo per noi è stato e rimarrà la qualità. Per essere di qualità dobbiamo rispettare e coltivare determinati valori, soprattutto l’umiltà. Finché siamo umili nella vita, abbiamo la possibilità di imparare e credo che questa sia la qualità più importante da coltivare, perché da essa derivano tutte le altre. L’empatia, la fiducia, il rispetto reciproco e la considerazione sono i valori sui quali costruiamo prima le relazioni all’interno del team e poi con i nostri pazienti. Attraverso il lavoro quotidiano ci mettiamo sempre in discussione e in questo modo cresciamo e ci sviluppiamo ogni giorno, sia professionalmente che personalmente. Ci rispettiamo a vicenda anche se siamo molto diversi per carattere e stile di vita, ma sul lavoro abbiamo un obiettivo comune: offrire ai nostri pazienti la migliore cura possibile e andare al lavoro con il sorriso. Questa stessa energia viene percepita dai nostri pazienti, e questo ci rende particolarmente felici quando lo leggiamo nei nostri questionari di feedback.
EQUILIBRIO TRA PROFESSIONALITÀ E CALORE
– Per quanto riguarda l’equilibrio tra la professionalità e la fiducia, posso dire che nasce dalle relazioni di qualità all’interno del team, perché tutto parte da lì. Quando il team gode di fiducia reciproca, i pazienti lo percepiscono e si affidano più facilmente a noi. L’equilibrio arriva naturalmente quando si ha molta conoscenza e si è consapevoli di investire tutto nel proprio sviluppo, perché questo porta sicurezza, e la sicurezza genera fiducia nei pazienti. L’approccio umano è qualcosa che, a mio parere, è difficile da imparare: si vive, e bisogna avere un team che lo viva allo stesso modo. Il mio team è sicuramente composto da persone che ogni giorno si mettono di fronte a nuove sfide e gioiscono per ogni successo, per ogni nuovo sorriso e per ogni persona a cui abbiamo restituito il sorriso e la fiducia nella salute.
ATTIVITÀ UMANITARIE CHE RESTANO NEL CUORE
– Innanzitutto credo che dobbiamo essere grati di avere la possibilità di aiutare gli altri. Oggi spesso le persone si perdono nella velocità quotidiana e nello stile imposto da vari canali. Il lavoro umanitario è un raggio di sole che mi riporta sulla giusta strada e risveglia in me un vero senso di soddisfazione. La sensazione di aver aiutato qualcuno non può essere sostituita da nessuna ricompensa economica. Nel nostro lavoro affrontiamo molte situazioni in cui i pazienti, per vari motivi, non sono in grado di prendersi cura della propria salute, e la possibilità di aiutarli e restituire loro speranza in un domani migliore riempie i nostri cuori. È difficile descrivere a parole l’emozione quando si riesce a stabilire un contatto con un bambino con l’autismo, o quando si può dedicare del tempo a una ragazza senza un adeguato supporto familiare e restituirle il sorriso, oppure quando si restituisce il sorriso a una persona anziana che lo ha sognato per tutta la vita e ci dice di essersi sentita una star. Vorrei menzionare dei genitori che hanno lasciato in me un segno profondo. Sono i genitori di un ragazzo con autismo che ha iniziato a venire da noi da bambino. Lavorare con lui ha riempito il mio cuore, e il contatto che sono riuscita a creare con lui resterà per sempre nei miei ricordi. Per me è stato un successo, soprattutto perché era all’inizio della mia carriera, e sono grata ai suoi genitori per la fiducia che mi hanno dato. Li prendo spesso come esempio quando penso all’aspetto umano. Sono persone che guidano i propri figli con tanto amore, in modo così semplice, ma così ricco di valori. Questo amore è percepito sia dai loro figli che dall’ambiente circostante. È meraviglioso vivere per dare, invece di aspettare di ricevere. È una benedizione essere nella condizione di donare se stessi agli altri.
ONE CONCEPT – UN INSIEME DI VISIONE, ESTETICA E STRATEGIA
– Tutto è partito dall’odontoiatria, che volevamo portare a un livello superiore. Come siamo arrivati all’idea di One Concept? Ascoltando i nostri pazienti. Durante le conversazioni sentivamo spesso dire che la sanità dovrebbe essere proprio come la nostra odontoiatria. Il complimento di una paziente, che disse che ci sono pochi medici come noi che si prendono cura davvero della salute dei propri pazienti, mi ha portata a riflettere sul fatto che il nostro territorio è ricco di risorse, ma che la sanità è in realtà trascurata. Per la maggior parte delle visite specialistiche bisogna viaggiare e informarsi su a chi rivolgersi. L’idea è quella di avere in un unico luogo professionisti di fiducia, in modo che, in caso di problema, si sappia dove rivolgersi per trovare una soluzione. Se non siamo in grado di offrirla, vi indirizzeremo sicuramente nel posto giusto. Per questo, nel nostro piccolo network abbiamo riunito specialità in grado di offrire servizi di alto livello nelle condizioni che possiamo garantire, seguendo anche le specialità collegate alla nostra odontoiatria.
IMPORTANZA DELLE EMOZIONI
– L’emozione è tutto, sia nel lavoro che nella vita. Noi siamo al lavoro, ma per i nostri pazienti questo è la vita. Per questo ogni terapia viene affrontata pensando a cosa vorremmo per noi stessi: “Con quale approccio saremmo soddisfatti? Cosa ci renderebbe felici e renderebbe l’esperienza più semplice?”. Una conferenza sullo sviluppo del business mi è rimasta particolarmente impressa, intitolata “Guidare con il cuore o con la ragione?”. Sicuramente bisogna guidare il team con il cuore. Il cuore non sbaglia mai, conduce sempre nella direzione giusta. La ragione ci aiuta invece a rimanere con i piedi per terra. Tutti ricordiamo le emozioni che abbiamo vissuto, ma affinché siano positive, quando parlo del team, tutti dobbiamo sapere bene qual è il nostro compito e dedicarci pienamente ai protocolli, che personalmente amo molto perché ci danno sicurezza e riducono lo stress, permettendoci così di godere davvero di ciò che facciamo. Siamo più leggeri.
OGGI COMPRENDO MEGLIO GLI ALTRI, MA ANCHE ME STESSA
– La sfida professionale più grande è stata imparare a vedere le cose da un’altra prospettiva. Per temperamento e carattere sono molto diretta, esplosiva, impaziente, ma anche molto determinata. Questa determinazione mi ha portata all’attuale livello di autocontrollo, che è il risultato di anni di lavoro su me stessa. Non si può guidare un team senza saper controllare le proprie emozioni. Per me questa è stata la sfida più grande: accettare che non siamo tutti uguali e che non pensiamo tutti allo stesso modo. Oggi sono grata alla vita per avermi dato l’opportunità di lavorare su me stessa, attraverso molta analisi personale, dei miei comportamenti, reazioni ed emozioni. Posso dire che oggi comprendo meglio gli altri, ma anche me stessa.
MESSAGGIO PER I FUTURI COLLEGHI
– Se sognate qualcosa e lo desiderate davvero dal profondo del cuore, potete realizzarlo. Non sarà facile e non sarà veloce, ma ogni giorno sarete più vicini. Se ogni passo non vi appaga, forse non siete sulla strada giusta. Credo che l’obiettivo sia costruire se stessi e la propria carriera allo stesso tempo. Non condivido l’idea moderna che, se non si crea un lavoro che funziona senza di noi, si sia schiavi di esso. Personalmente amo il mio lavoro e ne godo. La mia carriera è parte di me, e una non potrebbe esistere senza l’altra. Non sarei la stessa persona senza il mio percorso professionale.
COME VUOLE ESSERE RICONOSCIUTO DENTAL STOCOVAZ NEI PROSSIMI 10 ANNI?
– Per la fiducia. Può sembrare banale, ma vorrei che in quel periodo diventassimo sinonimo di qualità e fiducia. Un luogo in cui si sa che ci si prenderà cura di voi come se foste parte della famiglia. Vogli che facciamo la differenza e dimostriamo come un team giovane, con obiettivi chiari e una direzione comune, possa raggiungere tutto ciò che si propone, indipendentemente da dove si trovi. Anche se per noi Umago è meravigliosa ed è la nostra casa, dobbiamo essere realistici: è relativamente isolata e non è facile attirare i migliori specialisti e garantire le migliori condizioni e cure alla nostra comunità. Questa è la nostra sfida: avere una clinica che rispetti i più alti standard sanitari mondiali, un team soddisfatto del proprio lavoro e pazienti felici ai quali abbiamo cambiato la qualità della vita in meglio.
