Dicono che è importante partecipare, ma questo non vale per un vero atleta. Il vero spirito sportivo non va alla competizione per viaggiare e vedere il mondo. Un vero atleta va ad una competizione per portare a casa una medaglia da questa competizione e non si ferma a causa degli ostacoli, ma si orienta verso i risultati desiderati. Questa è la storia di Mikela Ristoski, atleta di Giochi Paralimpici da Pola, che, rappresentando la Croazia ed il Club atletico Istria, ha vinto numerose medaglie e riconoscimenti, e secondo la Federazione Atletica croata di persone con disabilità è considerato la senior di maggior successo del 2017 e del 2018.

Durante la carriera sportiva è importante che l’atleta trovi il sostegno dalle persone che si ritrovano in una situazione simile, il sostegno del pubblico, ma anche un vero spirito sportivo sul che ci testimoniato Mikela.

FORTE SUPPORTO DALL’INIZIO

– Ho iniziato ad allenarmi a scuola. Jelena Vuković è arrivata un giorno a scuola chiedendo chi vorrebbe iniziare ad allenarsi ed ho cominciato con lei ad allenarmi. Siamo spesso insieme nelle competizioni. Ho una solida relazione con lei, a volte ci incontriamo in città e parliamo. Sono grata per l’attenzione che la gente mi da. Tutti quelli che conoscono i miei risultati spesso mi fermano e si congratulano con me per i miei successi. Sono felice d’avere il loro supporto.

SPIRITO SPORTIVO CHE NON RINUNCIA

– È bello viaggiare e partecipare alle competizioni. Mi piace divertirmi, ma cerco sempre di ottenere i risultati migliori. Dopo la gara, vado nei bei posti che visito grazie alle gare. La cosa più importante secondo me è che non ho mai mollato. Non posso dire di essermi del tutto consumata. Posso allenarmi per qualche altro anno, ma verrà il giorno in cui non potrò più farlo. Il mio desiderio è di allenarmi finché il mio corpo me lo permette. L’anno scorso ho avuto una ferita, ho avuto la spina calcaneare. Quando siamo andati a Berlino alla competizione, l’allenatore mi ha detto che potevamo arrenderci se non mi sentivo pronta. Io non volevo rinunciare alla competizione e non mi interessava il risultato ma volevo solo prendermi una medaglia. Ed era così. Mi sono concentrata su me stessa e sulla mia gamba e non volevo tornare a casa senza una medaglia. Ho ottenuto il terzo posto. Dopo la gara non ho potuto camminare e stavo morendo dai dolori, ma ero felice di aver vinto una medaglia.

https://www.youtube.com/watch?v=xVqsS8RT88o

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