Dicono che la bellezza svanisce, mentre la fame resta, e spesso si consiglia di sposare uno chef. Secondo gli esempi abbiamo potuto notare che c’è del vero in tutto questo. Lo chef si preoccupa veramente che le persone che li stanno vicino mangiano bene, scelgono cibi, ascoltano la tradizione, ma creano nuove creazioni, proprio come Dean Čitar, un ex ristoratore istriano, e oggi uno degli chef della popolare catena di ristoranti italiani nel Regno Unito.

Con la sua passione e l’amore verso la cucina, Čitar si è trasferito in un altro paese dove la cultura è diversa dalla nostra, ma l’amore per il pasto preparato in un modo particolare è ugualmente sveglio nello stomaco di tutte le persone.

Abbiamo parlato a lungo con Dean e lui ci ha fatto scoprire le ragioni della sua partenza, cosa ha scoperto in Inghilterra e quali sono le emozioni che si risvegliano in lui quando cucina.

UN NUOVO INIZIO AD INGHILTERRA

– È stato un grande passo andarmene. Sono tornato a Parenzo dall’Italia quando avevo 19 anni. Mentre lavoravo in Italia, poiché non avevo ancora la macchina, stavo quasi per tutto il tempo nell’albergo in cui lavoravo e mi mancava costantemente Parenzo. Qui ho fatto una certa carriera. Ho aperto un ristorante che è andato male per colpa mia ma anche degli altri. Sono sempre stato alla ricerca di un modo per restare, in attesa dei giorni migliori, ma poi a 32 ho capito che tutto era stagnante, soprattutto quando ho visto come una nostra grossa società utilizzava dei sporchi giochi, ore non pagate, grandi tagli sulla busta paga, promesse costanti che rimangono solo alle parole pronunciate. Non mi sono dato più tempo per aspettare quei giorni migliori e ho deciso di andare via. In Inghilterra attualmente lavoro per una delle più grandi catene di ristoranti italiani. Carlo Distefano, un parrucchiere siciliano, ha iniziato tutta la storia quando emigrò in Inghilterra ed aprì il suo primo ristorante a Birmingham, dove attualmente lavoro. Oggi lo chiamano il padrino dei pranzi di Birmingham, e spesso proprio in questo suo primo ristorante, noto come San Carlo, vengono le celebrità famose.

PROGRESSO

– Siamo una ventina in cucina, di cui quindici Italiani, i camerieri sono tutti Italiani, quindi la lingua non mi è un problema. Gli Inglesi, per quello che ho potuto vedere, sono molto professionali e apprezzano davvero il lavoro e lo sforzo di un uomo, pronti a motivare un lavoratore. Mi piace la cultura che c’è lì. Hai i tuoi diritti e la paga è davvero buona. Per poco tempo che sto là, posso dire che ho già avuto dei progressi. Da cuoco ordinario sono passato a sous-chef. Dato che in ogni ristorante si mangia lo stesso, cuciniamo secondo lo stesso ordinamento, ma a volte, quando cucino per dei manager, ho la possibilità di cucinare qualcosa a modo mio. La cucina istriana è molto apprezzata e spesso mi chiedono di cucinare qualche specialità della nostra cucina.

INGLESI IN CUCINA

– Pensavo che gli Inglesi non avessero una cultura culinaria, ma da quando sono lì, ho notato cosa veramente sanno. L’unico problema è che le generazioni non hanno continuato la tradizione. Sono molto apprezzati per i loro arrosti. Nella loro offerta culinaria, ci sono molti tipi di arrosti con patate che vengono elaborate in tre modi. La preparazione inizia il giorno prima in modo che il giorno successivo si concluda. Ci sono salse di ossa particolari che vengono cotte per 24 ore e poi filtrate. Sono molto bravi a preparare i dolci e gli piace molto mangiare le cose dolci.

EMOZIONI MENTRE SI CUCINA

– Mentre sto cucinando, provo sono molte emozioni. La cucina mi rende calmo, soprattutto quando qualcuno mi fa arrabbiare, quando sono in una sorta di stress o quando è un brutto giorno. Lasciami in cucina, dammi le padelle, dammi gli alimenti, fammi cucinare qualcosa ed allora posso dire di aver una buona giornata e mi sento molto meglio. Questo è qualcosa con cui posso esprimere me stesso, ciò che è in me, la passione, l’amore. Mi occupo sempre di avere il cibo fresco. Faccio agli ospiti esattamente ciò che anche a me piace di più. Ogni grande chef insegnerà al proprio allievo di cucinare all’ospite come cucinerebbe per sé. Se quello che stai cucinando va bene a te, andrà bene anche all’ospite. E se mangiamo qualcosa di buono, saremo anche di buonumore.

https://www.youtube.com/watch?v=CzpVmyzbYLg

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