
In alcuni sport si richiede una forza straordinaria, in altri una velocità sorpredente, mentre nel triathlon sono necessari entrambi. Una giovane studente del ginnasio di Pola Chiara Peruško ha impressionato con i propri successi nela triathlon sia il pubblico locale che quello straniero, e le è arrivato anche il famoso Harvard Prize Book con cui vengono premiate i giovani talenti da tutto il mondo e li apre la porta di Harvad come possibilità di ulteriore istruzione formale.
Anche se le è stata offerta l’ opportunità di studiare ad Harvard, Chiara ha deciso di rimanere in Croazia e studiare la chimica a Zagabria e continuare ad allenarsi nel triathlon. Abbiamo parlato con Chiara e abbiamo scoperto come la sua storia è iniziata con il triathlon, quando l’ha trasformata d’attività ricreativa ad attività competitiva e cosa per lei significa ogni allenamento.
DAL JUDO AL TRIATHLON
-Ho scelto accidentalmente il triathlon dopo che ho abbandonato il judo cercando uno sport più dinamico, in cui si lavora più sulla forma fisica che sulla potenza. Ho scoperto per caso il triathlon sui manifesti dello stadio Uljanik quando li ci sono andata per il primo allenamento d’atletica che non avevo nemmeno iniziato perché sono andata immediatamente al triathlon. Pratico il triathlon per circa cinque anni, di cui quattro anni sono stati competitivi, mentre per un anno sono stata in sospeso a causa di malattia. Questi sono per lo più tre sport; nuoto, ciclismo e corsa. Ci sono diverse discipline. Entrando nella categoria junior, mi sto allenando per un triathlon di sprint in cui ho 50 m di nuoto, 20 km di ciclismo e 5 km di corsa. Tutto si svolge in un complesso di transizione, dove passiamo dal ciclismo alla bici, dalla bici alla corsa.
DALLA RICREAZIONE AL GAREGGIARE
– Personalmente, il nuoto m’è la parte più difficile perché si deve lavorare molto sulla tecnica e lo si sviluppa per anni, ed io ho iniziato piuttosto tardi in confronto agli altri. Avevo 12 anni quando ho iniziato, mentre gli altri cominciavano con sette od otto anni, quindi ero un po’ indietro rispetto all’arretratezza tecnica. Ma nuotare non è ciò che è cruciale per la gara, il correre è quello che è più importante per raggiungere una posizione in classifica. Inizialmente, non avevo intenzione di gareggiare ma solo di ricrearmi, ma man mano che avanzavo nel tempo, ero attratta dal tentativo di raggiungere il loro livello e successivamente di gareggiare con loro.
ALLENAMENTO COME SFOGO
– Ora, m’è bello sfogarmi un po’ dalla scuola e allenarmi, e queste gare danno ulteriormente grandi opportunità per viaggiare, incontrare nuove persone, ed è bello fare dello sport. Penso che lo sport sia molto importante nella vita perché è positivo che le persone facciano almeno qualcosa per se perché è molto sano e fa bene al circuito mentale. La sensazione di correre 10 km è semplicemente eccellente e non può essere sostituita con nessuna terapia di rilassamento. Penso che questo sia qualcosa di cui tutti hanno bisogno almeno in qualche senso ricreativo nella vita.
