Nel 2016 l’Istria s’è stupita positivamente con l’icona Goran Tomić ch’era venuto in NK Istra 1961 in un momento molto difficile del club ed ha creato quello che è stato da lungo atteso.
Goran è stato molto breve nel club come allenatore principale, ma ha lasciato una traccia mozzafiato sollevando di nuovo il club sui piedi prima della sua partenza per la Cina, dove quattro mesi fa è diventato l’assistente del leggendario allenatore Sven-Göran Eriksson per Shenzhen.
Tomić s’era già trovato nel collegamento tra l’ Oriente e l’Occidente, sia come giocatore che come allenatore. Abbiamo parlato con lui dopo la partita in cui Eriksson è riuscito a far rimanere Shenzhen sulla vetta della Jia League. Egli ci ha rivelato le differenze e le somiglianze tra l’Oriente e l’Occidente, cosa l’ha particolarmente stupito in Istria, quale cucina preferisce, cos’ è importante durante l’allenamento, com’ è il lavoro con Eriksson e molte cose interessanti che potete leggere in seguito.

LE DIFFERENZE E LE SOMIGLIANZE NEL PRINCIPIO DELL’ALLENAMENTO DELL’ ORIENTE E DELL’ OCCIDENTE

– Per quanto riguarda i principi di formazione, non c’è differenza. Quando ho allenato la squadra in Croazia o la squadra in Oriente, non c’era assolutamente nessuna differenza. L’unica differenza è il modo di vivere dei giocatori cinesi, che si differenzia molto dalle abitudini dei giocatori europei. La maggior parte dei giocatori di solito vive insieme durante tutto l’anno e hanno ben poco tempo per una vita personale. Li piacono gli allenatori europei siccome lo stile d’allenamento europeo, diciamolo, è molto più facile e per questo viene accettato con le mani aperte. Gli asiatici s’allenano qunatitivamente di più ed in questo siamo molto diversi.

ATTIVITÀ IN NK Istra 1961
– Mi sono ritrovato in una situazione molto difficile che ho accettato come una sfida. Ho ricevuto una squadra che non avevo selezionato ma ci siamo preparati in volo. Non c’era molto tempo per delle preparazioni ad un lungo termine, ma è stato tutto di breve durata. Qui c’era la necessità d’un approccio psicologico della squadra e di fare certi cambiamenti nella tattica. Non avevo davanti tanto tempo per preparare i giocatori in cinque o sei settimane, in modo che possa fare tutto quello che avevo immaginato. Sono andato con il desiderio di creare energia positiva e di voltare tutto verso un senso d’appartenenza al gruppo. Passo dopo passo ci siamo messi in regola e alla fine è andato tutto bene.

I RICORDI D’ISTRIA
– È successo che ho trascorso l’estate a Pula, penso che questo sia il periodo migliore dell’anno. Pola è una meravigliosa d’estate e mi sono rimanaste fortemente impresse nella memoria le passeggiate nel centro della città ed intorno all’Arena. Così passavo il tempo libero durante la sera fino mentre il tempo per il nuoto a causa dei continui allenamenti non c’era e per questo non ho visto tanto il Abbiamo trascorso i giorni esclusivamente con il lavoro e l’allenamento e non c’era tempo per altro.

CUCINA CINESE O ISTRIANA
– Preferisco la cucina istriana anche se mi sono abituato alla cucina cinese, perché questa è la mia quinta stagione in Cina. Per tutto il tempo ho mangiato nel ristorante Boccaporta e ho davvero apprezzato le specialità istriane. È stato fenomenale. Il cibo cinese è altrettanto leggero, ma selettivamente preferiscom il cibo istriano. Ho mangiato in un ristorante d’alto livello ed il tutto m’ è rimasto impresso nella memoria.

CUORE E FOCUS SUL CAMPO
– Focus è la cosa più importante. Se un giocatore non si concentra su ciò che sta facendo, allora certamente non ci saranno i risultati, e nemmeno il successo. Il cuore nel campo non lasciano tutti i giocatori. Ho avuto la fortuna d’allenare in Istria un sacco di giocatori che hanno veramente lasciato il cuore sul campo. È stata una squadra di carattere ed essere l’allenatore ad un gruppo di questo tipo può essere solo un privilegio. La squadra è in grado di raggiungere il suo massimo sul campo, quindi non ho avuto problemi anche ad ottenere dei risultati. Un paio di giocatori era davvero di carattere e si diedero completamente ogni volta sul campo. Non si devono dire i loro nomi perché il pubblico sa già identificare chi sono questi giocatori. Il pubblico apprezza sempre maggiormente questo tipo di giocatori.

CAMBIAMENTI NELL’
ALLENAMENTO
– Sono passati dieci anni da quando ero un giocatore, e, naturalmente, come ogni cosa, ed il calcio ha progredito, specialmente nei follow-up. Statistiche d’allenamento e delle partite stimolano tanto il progresso quindi ricevo tutte le informazioni necessarie su ogni sessione d’allenamento ed ogni partita. I giocatori indossano i GPS durante l’allenamento e la partita. Il tutto è molto avanzato rispetto quando ero un giocatore. Il semplice controllo della formazione è molto importante perché per me, come allenatore, dà un sacco di informazioni in base alle quali posso pianificare l’allenamento.

RAPPORTO CON ERIKSSON

– Siamo i primi sulla tabella. Anche se nella mia carriera ho avuto un sacco di successo, questi ultimi quattro mesi sono stati i migliori mesi della carriera d’ allenatore e vanno oltre alle mie aspettative. Credo che sia stata la mossa migliore che ho fatto. Mi affascianato da Eriksson come allenatore. Su di lui non bisogna parlare troppo perché è un uomo che ha vinto un sacco di trofei nella sua carriera. In primo luogo, posso dire che è come persona estremamente semplice, pieno di rispetto verso tutti e diffonde l’energia positiva intorno in un modo che mi piace molto con anche all’allenattore di condizione, che era con me anche a Pula. Il modo in cui gestisce le situazioni in qualche modo riconosciuto sé stesso, abbiamo un sacco di somiglianze. Non si tratta d’un allenamento in qualche modo autorevole con le grida e rumori. Il suo modo di gestione si basa sul principio del rispetto ed un comportamento da gentiluomo.

RAPPORTO CON GIOCATORI
– Il rapporto tra l’allenatore ed i giocatori è molto importante per arriavare al successo in una stagione, in generale. Penso che si dovrebbe comportare normalmente. In un gruppo di 25 giocatori, con un gruppo puoi avere un bel rapporto, ma ci sarà sempre una manciata di giocatori che non sono soddisfatti e non volgiono ascoltare gli allenatori perché pensano che non hanno bisogno di giocare nel modo suggerito, non c’é una squadra dove tutti i 25 giocatori sono felici e soddisfatto. Quando ero un giocatore, nemmeno io certe cose non la capivo. Ma ora, con questa posizione, vedo che l’allenatore è colui che decide di giocare con gli 11 migliori giocatori e vedo tutto tramite un’altre perspettiva. Il rapporto è molto importante e viene allestito con una normale comunicazione in un modo onesto e aperto.

RAPPORTI PRIVATI

– Non appena ho iniziato questo lavoro, come giocatore, ho cambiato cinque stati. Sono stato un anno o due in uno stato per poi cambiarlo cosicché già d’allora ha sofferto la mia vita personale. Quando ho intrapreso il lavoro d’allenattore, sapevo già che ci sono delle carenze. Quando ho accettato tutto, vuol dire che ho accettato e quest’altra cosa, che non è favorevole. Tuttavia, sono consapevole di tutto questo e l’ho accettato. Nonostante tutte le belle cose che il lavoro d’allenatore porta, la vita privata è quella che ne soffre.

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