
La palla tra le mani, padroneggiarla e la conquista dei risultati è la qualità di un atleta, ma dare la palla agli altri, padroneggiarne i movimenti e motivarli a conquistare dei risultati è la qualità di un allenatore. Ivica Radočaj, l’allenatore del club di pallavolo femminile di Umago, ci ha raccontato le sfide che sta affrontando come allenatore.
IL RUOLO DELL’ALLENATORE DI PALLAVOLO
– Come in ogni lavoro, l’allenatore deve principalmente amare quello che sta facendo. Vedo il ruolo dell’allenatore principalmente come educatore e poi come allenatore di un determinato sport. Il suo compito dovrebbe essere quello di trasmettere ai bambini l’amore per lo sport, insegnarli quali sono i valori della vita attraverso lo sport, come funzionare in squadra, impegnarsi e dedicarsi, risolvere i problemi ed affrontare le delusioni. Per poter svolgere bene il proprio ruolo, l’allenatore deve essere consapevole che sta avendo la massima autorità, in cui deve essere coerente ed equo nelle sue decisioni e, soprattutto, deve essere impegnato e coscienzioso riguardo a quello che sta facendo. Sono sempre motivato grazie al desiderio di progredire, di cercare soluzioni in situazioni difficili, che si tratti di allenamento, di una partita o di questa situazione attuale con una pandemia. Guardo sempre le cose in modo positivo e cerco di trovare una soluzione ad ogni problema. Cerco sempre di migliorare, lavorando su me stesso con qualche ulteriore istruzione. Riesamino e mi analizzo costantemente, se ho impostato bene l’allenamento, determinato bene le tattiche, se avrei dovuto parlare in modo diverso al momento del time-out, se l’ho chiamato al momento giusto, ecc. Così acquisisco esperienza da varie situazioni, analizzandole ma anche imparando da loro.
CONQUISTARE E COSTRUIRE LA FIDUCIA
– Per conquistare la fiducia dei giocatori, è importante essere coerente ma anche stabilire molta comunicazione. Quando le giocatrici riconoscono che quello che facciamo durante l’allenamento e che quello che li viene spiegato l’allenamento dà dei risultati progressivi, e con questo si stabilisce il progresso della squadra e si raggiungono dei risultati migliori, si crea un’atmosfera positiva, c’è maggiore soddisfazione e divertimento nel gioco, si rafforza la connessione allenatore-giocatrice e si costruisce la fiducia. E quando dico coerente, intendo i rapporti all’interno della squadra, che le stesse regole di condotta valgono per tutti e che attraverso la conversazione con ogni giocatrice viene spiegato il ruolo nella squadra e che questo poi venga rispettato da me, porta anche verso una maggiore fiducia nei miei confronti ed in confronto al mio lavoro.
FORMAZIONE DELL’IDENTITÀ DI SQUADRA
– Ogni allenatore ha la sua personalità ed il suo carattere, che vuole copiare nella squadra, nel modo di giocare della sua squadra, cercando di creare un’identità di squadra. Qui torniamo alla fiducia perché è il primo passo per convincere un gruppo di persone a fare quello che vuoi tu. Una volta stabilita la fiducia, è più facile costruire un’identità perché ora hai un gruppo disposto a seguire le tue idee. Dopodiché, ci vuole molto lavoro e ripetizione attraverso gli allenamenti per adottare determinati automatismi nel gioco. Quando questi automatismi raggiungono un livello elevato, possiamo dire che la squadra ha un’identità riconoscibile, con cui si vede il tratto dell’allenatore.
COSA FARE SE L’ATLETA NON È D’ACCORDO CON ALCUNE DECISIONI?
– Dipende da quali decisioni si tratta. Ma io mi attengo ad una sorta di accordo e che insieme rispettiamo. Subito all’inizio della stagione, quando si forma la squadra, li dico: “Durante la stagione ci saranno cose e decisioni che potrete scegliere e che saranno solo vostre, saremo d’accordo su alcune cose man mano che arriveranno, ed alcune cose deciderò io ed a riguardo non ci saranno discussioni. “. Quando faccio questo tipo di presentazione subito all’inizio, non ci sono problemi in seguito. E ovviamente la comunicazione è la chiave di tutto, non c’è problema che non possa essere risolto con una conversazione concreta.
SOSTEGNO DEGLI ATLETI NELL’ACQUISIZIONEDELLA FIDUCIA
– Proviamo fiducia in noi stessi grazie all’arrivo della qualità. Attraverso l’allenamento cerco di sistemare le cose con i giocatori, il che li rende automaticamente più sicuri in se stessi e nelle proprie prestazioni. Come a scuola, più studi, più sai e più sei pronto e sicuro, meno hai paura dell’esame. Certo, capita che la forma cada per una stagione completa, che si verifichi un errore durante la partita e poi con qualche mia critica cade la fiducia in se stessi, ma poi lo risolviamo parlando, comunicando e lavorando durante l’allenamento, e mostrando che ogni ostacolo viene vissuto e compreso come una sfida e non come un peso. (f: Iva Jakac Brajković)
