Il ciclismo è una fantastica opzione ricreativa con cui si può aumentare la vitalità del proprio corpo. Oltre a bruciare i grassi, si risveglia l’ormone della felicità e si arricchisce l’esperienza superando gli ostacoli interessanti e osservando la ricchezza della natura. Tuttavia, c’è uno svantaggio ed è correlato alla guida su strade pubbliche dove i ciclisti sono infastiditi dagli automobilisti e gli automobilisti, come sottolinea il ciclista di lunga data Relvis Glavić, vedono i ciclisti come dei gatti neri sulla strada.

PROBLEMA NELLE INFRASTRUTTURE STRADALI

– Per quanto riguarda il ciclismo sulla strada, il problema risiede nelle infrastrutture stradali. Le strade sono impervie e strette. Le strade più pericolose sono sul Canale di Leme ed a Tarska vala. Su questi percorsi è difficile che due camion passino su due corsie, figuriamoci due auto ed i ciclisti. Per aggirarli, si deve fare un giro ampio. Alle famiglie dovrebbe essere vietato guidare su autostrade e strade pubbliche perché alcune sezioni non sono percorribili nemmeno con le macchine. Siamo ancora indietro rispetto all’Italia ed alla Slovenia. Si dovrebbero costruire dei parchi MBT, come lo ha fatto Porto Albona, e accolgo con favore la direzione in cui il Porto Albona si sta sviluppando. Parenzo dovrebbe rivitalizzare i sentieri ed ogni persona che si occupa della ristorazione dovrebbe indirizzarci le famiglie che desiderano sperimentare il ciclismo in Istria in tali parchi ed istruirli a non muoversi sulle strade pubbliche. Vado in bicicletta da otto anni e non so se sono mai andato da Torre a Parenzo in bici durante l’estate. I ciclisti nel traffico sembrano un gatto nero sulla strada. Suggerisco a tutti i ciclisti di evitare tutto quello stress e di muoversi nell’entroterra dell’Istria. Penso che dovrebbe venir messi sotto l’attrezzatura obbligatoria i radar che vengono montati sulle biciclette che rilevano la presenza delle macchine già a 100 metri di distanza.

PERCORSI MTB

– Alcuni anni fa, i comuni hanno iniziato a creare piste ciclabili, il che è u ottima cosa. Abbiamo la Parenzana dove puoi osservare la magia della natura incontaminata e creare una fantastica storia nella natura. I turisti dovrebbero essere indirizzati verso i percorsi MTB dove la natura è ancora incontaminata, si possono avere delle avventure e disavventure interessanti. L’Istria non è solo mare e sole. Con la bici si può conoscere meglio l’interno dell’Istria, tutta quella meravigliosa ricchezza della natura. C’è il lago di Buttoniga, Buie, la Parenzana. È con la Parenzana si può creare un’ottima promozione per l’Istria, ma anche per la Croazia. Organizzare una maratona fino a Trieste e da Trieste ad Udine fino alle Dolomiti, usare l’Europa e tutte le sue possibilità visto che i confini sono aperti adesso. Potrebbe essere veramente una bella maratona che inizia nelle Dolomiti e finisce a Parenzo. Ciò porterebbe a Parenzo circa 1000 ciclisti, ma anche il loro team, che influenzerebbe l’ulteriore sviluppo del turismo sportivo.

SALUTE ED INTRATTENIMENTO

– Il ciclismo porta prima la salute e poi il divertimento. Si deve praticare lo sport. Mia moglie ed io cerchiamo di dare l’esempio ai nostri figli per indirizzarli verso lo sport, a stare il meno possibile davanti al computer ed evitare di stare nei bar e di pratica i giochi d’azzardo. Gli sloveni che sono 20 anni avanti a noi riguardo le abitudini ci possono essere un buon esempio. Lavorano da lunedì a venerdì mentre nei fine settimana praticano lo sport, trekking, mountain bike, corsa. È importante che i giovani capiscano come vivere in modo sano senza i bar e giochi d’azzardo. Noi adulti dovremmo essere d’esempio per i giovani. Abbiamo 168 ore durante la settimana. Io ne dedico 10 allo sport, che è poco. Dedichiamo molto tempo al lavoro, un po’ alla famiglia e solo 10 ore rimangono per noi stessi. È tutta una questione di buona organizzazione che, oltre alla vita personale dell’individuo, si rifletterebbe sull’economia e sul tenore di vita. Siamo sempre alla ricerca del colpevole nelle altre persone mentre, in sostanza, i colpevoli siamo noi stessi per la nostra scarsa organizzazione personale.