Spesso competiamo con gli altri spingendoci oltre i nostri limiti e raggiungendo dei record più o meno mirati. Quando questi record non sono solo nostri personali, ma ricevono anche un titolo mondiale, l’orgoglio cresce e la storia assume una visione deltutto diversa, con la quale prendiamo coscienza della nostra missione, come ci ha detto Valentina Cafolla, studentessa di chinesiologia di Rovigno, dopo il suo risultato record nelle immersione.

In soli due giorni Valentina, membro del diving club di Rovigno SUB, ha stupito il mondo con i suoi due record di immersioni subacquee sotto il ghiaccio sul lago ghiacciato di Anterselva in Italia. Sotto un ghiaccio con lo spessore di 45 cm, Valentina si è immersa con la monopinna fino a 140 metri, stabilendo così un record mondiale. Successivamente, ha fatto il suo secondo record mondiale di 80 metri di immersioni subacquee sotto il ghiaccio con la bipinna.

Ancora emozionata, Valentina ci ha menzionato che vorrebbe che il suo risultato diventi un’ispirazione per le giovani generazioni affinché non rinuncino ai propri sogni.

DALLA CURIOSITÀ ALL’IMMERSIONE

– La mia storia sportiva è iniziata molto tempo fa, fin da giovane mi sono sempre dedicata allo sport con tennis, pallavolo, vela, ginnastica ritmica, nuoto pinnato e immersioni subacquee. Faccio le immersioni da sempre. Ho sempre amato stare sotto l’acqua. All’inizio, all’età di otto anni, facevo a gara con i miei cugini e fratelli a chi si immergeva più in profondità e ogni anno il limite aumentava di 2 metri, fino ai 14 anni, quando mi sono tuffata per la prima volta a 30 metri. Tutta la mia famiglia è legata al mare ed è così che mi è stata trasmessa questa passione. Ricordo in particolare un evento quando avevo 8 anni in cui andai a pescare in apnea con mio padre. Stava pescando e io lo inseguivo dalla superficie cercando di raggiungere le profondità vicino a lui, ma senza successo. Dopo un po’ di tempo, quando stavo lentamente rinunciando alle profondità, venne da me e indicò un enorme pesce. Era la ricciola, più grande di me ed aveva dei colori bellissimi. In quel momento si risvegliò in me una certa curiosità per tutto quello che c’era nella profondità. Poiché l’immersione è uno sport impegnativo, è necessario che la persona sia maggiorenne per iniziare a praticarlo. Ecco perché ho dovuto aspettare il mio diciottesimo compleanno per poter gareggiare. Fu durante questo periodo che ho conosciuto una coppia che cercava una ragazza che tentasse di battere il record sotto il ghiaccio. Mi è sembrata una grande opportunità iniziare a gareggiare nelle immersioni. L’unica differenza era che sotto il ghiaccio gareggiavo sulla distanza e non in profondità.

DINAMICA VS PROFONDITÀ

– L’immersione in apnea comprende diverse discipline, le due più famose sono l’immersione dinamica e quella profonda. Ogni disciplina ha i suoi lati più difficili e quelli più facili. Sicuramente penso che la dinamica sia molto più impegnativa della profondità perché in dinamica nuoti costantemente e sei vicino alla superficie dell’acqua e puoi uscire quando vuoi, e, in realtà, la parte più difficile qui è lottare per non emergere troppo presto. Per quanto riguarda l’immersione specifica sotto il ghiaccio, la cosa più difficile è che non puoi emergere quando vuoi, sei limitato dal ghiaccio. Il lago dove mi sono immersa si trova a 1.600 m di altitudine, dove l’ossigeno nell’aria è più scarso. La sensazione che mi accompagna durante le immersioni è una sensazione di pace, silenzio e divertimento sott’acqua. Voglio staccare la spina dal mondo esterno e rilassarmi. Grazie alle immersioni sono diventato molto più calma e paziente in alcune situazioni della vita in cui prima scoppiavo. Sono decisamente diventata più obiettiva riguardo alla vita e quando mi trovo in situazioni stressanti so come affrontarle.

IMPOSTAZIONE ED ESTENSIONE DEI RECORD

– Dal 2020 fino a quest’anno, era stato rinviato il ritorno sotto i ghiacci a causa del Covid. Poiché l’organizzazione mondiale delle immersioni CMAS non aveva alcun record nella dinamica con la bipinna, ho deciso di stabilirlo io, accanto all’estensione del mio record del 2017 nella dinamica con la monopinna. Ero sola durante la discesa, ma solo un giorno prima del mio tentativo, una donna giapponese, Yasuko Ozeki, in Giappone ha esteso di 1 m il mio precedente record mondiale d’immersione in apnea sotto il ghiaccio. Penso che noi siamo sempre in competizione con gli altri atleti e allo stesso tempo con noi stessi. Questo record indica il percorso della mia carriera sportiva nell’apnea. Ho iniziato a gareggiare nel 2016 con l’immersione apnea in questa disciplina, dinamica sotto il ghiaccio. Dopo il 2017 ho iniziato a nuotare con le pinne, e 2 anni fa sono tornata al mio amore primario, ovvero l’immersione in apnea. Non voglio che il mio successo sia solo una soddisfazione personale, ma vorrei anche che fosse d’ispirazione per le giovani generazioni a non rinunciare ai propri sogni. (foto – Predrag Vučković)