Il lavoro di qualità contribuisce alla crescita dell’individuo ma anche del gruppo. Tuttavia, più grande è il gruppo, più grande è la necessità per dei nuovi investimenti affinché il gruppo possa svilupparsi bene e ottenere risultati interessanti sia per sé che per l’ambiente.

Di recente abbiamo avuto l’onore di parlare con la stella del canottaggio istriano Nickol Udovičić, che in qualità di allenatore del Club di canottaggio Arupinum di Rovigno ha presentato i problemi che il club sta affrontando a causa dell’invidiabile aumento dei membri, motivo per cui ha iniziato con la campagna di crowdfunding per l’acquisto di nuove barche, a remi e singola, e sei paia di remi del valore di 220.000,00 HRK, che il club ha presentato sul proprio profilo di Facebook.

NECESSITÀ DI BARCHE

– Siamo un club che esiste a Rovigno da 115 anni e le barche che utilizziamo sono molto vecchie. L’ultimo acquisto fu fatto nel 1997 e utilizziamo anche le barche molto più vecchie, dei primi anni ’90 e due vecchissime in legno che saranno esposte nel museo dobbiamo solo rinnovarle prima. Poiché abbiamo più bambini nel club che barche, ci siamo resi conto della necessità di acquisto delle nuove barche. Dipendiamo dal budget della città che ci aiuta con i costi attuali per andare alle regate, dirigere e gli stipendi degli allentori, mentre noi ci dobbiamo occupare dell’attrezzatura. Poiché il club non ha abbastanza soldi per acquistare queste nuove barche, seguendo l’esempio d’altri club che hanno richiesto i fondi in modo simile, abbiamo deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi per l’acquisto delle barche.

AUMENTO DEL NUMERO DEI MEMBRI

– Quando ho accettato il ruolo di allenatore del club nel 2018, avevamo circa una dozzina di membri di cui sei si allenavo seriamente. Dopo tre anni di attività, il numero è aumentato e abbiamo più di quaranta membri. Spero che questo aumento sia il risultato del nostro lavoro di qualità.

DEDIZIONE

– Ho iniziato a remare nel 2000 e ho passato tutto quello che si poteva passare, dall’età più giovane in cui ero un vogatore mediocre fino al periodo in cui studiavo alla Facoltà di ingegneria navale di Fiume in cui sono riuscito a raggiungere le norme della squadra nazionale e nel 2010 ho partecipato ai Mondiali. Anche lo sport ha avuto un effetto positivo sul mio impegno educativo. Mi sono laureato nel 2012 e posso dire di essere stato un ottimo studente. Ho coordinato i miei studi con il canottaggio. Mi allenavo due volte al giorno. Sono stato sette volte campione nazionale di canottaggio. L’anno scorso ho vinto il mio ultimo titolo. Uso i miei risultati per motivare i bambini durante l’allenamento. Se sono riuscito io, che non ho la predisposizione fisica per remare per via dell’altezza e non sono un’immagine di vogatore come viene solitamente presentata, possono anche loro ottenere i risultati invidiabili con un lavoro costante, dedizione e sacrificio. Sebbene l’altezza svolga un ruolo importante, non significa che sarà la condizione principale per progredire nel canottaggio. Se un vogatore alto non mostra la volontà e non conduce un allenamento costante perché è pigro per natura, è improbabile che riesca a ottenere qualcosa. D’altra parte, so incontrare vogatori non così alti che hanno una grande voglia e passione che mostrano progressi molto veloci con il loro impegno. Durante ogni allenamento bisogna fare attenzione a non esagerare e sovraccaricare il bambino, e fare tutto nella misura in cui il suo corpo glielo permette.70% delle capacità che un vogatore dovrebbe avere per via della resistenza. Con un lavoro lungo a bassa intensità, il vogatore viene gradualmente portato a diventare bravo. Un bambino che riesce a mettere da parte più tempo all’inizio per l’allenamento senza tante pause si svilupperà sicuramente meglio di uno che si arrende dopo i 400 metri ed è costantemente alla ricerca di scuse per riposarsi. In questo sport, la perseveranza fa la differenza.

SQUADRA

– Da atleta, ho sempre considerato l’allenatore come un’autorità che ti indica la strada, e sta a te decidere se ascoltarlo o essere testardo. Ora che sono un allenatore, vedo quanto sia difficile per gli atleti mantenere quel percorso. L’allenatore di solito vede quelle parti che non puoi vedere da solo in barca, ed è questa la cosa importante con cui queste due persone devono lavorare insieme. Un allenatore senza un atleta non può ottenere nulla, e un atleta se non c’è un allenatore che lo seguirà e correggerà, si perderà sempre qualcosa. Un allenatore con il suo occhio e la sua conoscenza può aiutare un atleta a fare la differenza.

LIBERTÀ SULLA PROFONDITÀ DEL MARE

– La sensazione quando sei in mezzo al mare, quando senti l’acqua scivolare sotto di te e senti la libertà stando sopra le profondità del mare, l’esperienza di grandi tramonti o albe perché la maggior parte degli allenamenti sono al mattino e le soddisfazioni dei premi legati alle gare, sono i motivi per cui continuo a fare canottaggio. In paragone con il motoscafo, dove fa tutto il motore, mentre quando si rema ogni distanza è raggiunta grazie al proprio corpo ed il proprio lavoro, e questo evoca una particolare sensazione di soddisfazione.