
Dietro ogni movimento di danza si nascondono ore di lavoro, sacrifici, successi e difficoltà che il pubblico spesso non vede. Mentre sul palco tutto appare leggero, elegante e spontaneo, dietro le quinte nascono storie che plasmano non solo gli artisti, ma anche le persone. La danza non è soltanto una performance: è una forma di espressione, uno spazio per le emozioni e, spesso, una vera e propria vocazione che accompagna una persona fin dalla più tenera età.
Una delle persone che ha dedicato la propria vita a quest’arte è Klara Pergolis, ballerina, coreografa e insegnante che da anni opera sulla scena della danza croata. Attraverso il suo lavoro ha formato numerose generazioni di danzatori, sviluppato progetti che uniscono arte ed educazione e promosso costantemente la danza come strumento di crescita personale e di espressione creativa. La sua esperienza comprende spettacoli, coreografie, direzione di programmi di danza e la creazione di nuove opportunità per i giovani ballerini. Alla base di tutto vi è un amore per il movimento che la accompagna fin dall’infanzia.
Nella nostra conversazione con Klara abbiamo affrontato i momenti che hanno segnato il suo percorso artistico, le sfide della professione della danza, le emozioni che trasmette attraverso il movimento e gli insegnamenti che ha appreso lavorando con persone di tutte le età.
LA COREOGRAFIA CHE HA CAMBIATO LA PROSPETTIVA
– Se devo sceglierne una sola, è sicuramente la mia prima esibizione di danza da bambina, quando ho assaporato per la prima volta la magia del palcoscenico. Dopo quella prima esibizione ero certa di voler danzare per tutta la vita.
LA VERITÀ DIETRO I RIFLETTORI
– Spesso si idealizza l’immagine del ballerino perché sul palco tutto sembra glamour e facile. Tuttavia, ogni risultato ha il suo prezzo, fatto di sacrifici fin dalla più giovane età. Da bambini bisogna essere presenti a ogni prova e a ogni spettacolo, perché la danza è un’attività di gruppo. Niente compleanni o gite se coincidono con gli impegni di danza. Ore e ore trascorse in sala per quei tre minuti sul palco, per non parlare degli anni di allenamento necessari affinché tutto appaia perfetto.
LE EMOZIONI ATTRAVERSO IL MOVIMENTO
– Spesso canalizzo la mia gioia o la mia tristezza attraverso la danza e questo mi basta. Non è necessario che il mio messaggio raggiunga qualcuno affinché io possa liberare le mie emozioni. È proprio questa la magia della danza che ti porta sempre a ritornarci. Qualunque emozione il pubblico porti con sé è positiva, purché provi qualcosa. Questo è, in fondo, il vero scopo di un artista. Se guardiamo una performance di danza e non sentiamo nulla, allora qualcosa non va. Lavorando con bambini e adulti ho imparato che la passione è la forza motrice più grande che possediamo, e nasce dall’amore. A volte dimentichiamo quanto sia importante fare qualcosa semplicemente perché ci rende felici. Non deve esserci necessariamente un altro tornaconto.
IL RITORNO ALLA PROPRIA PASSIONE
– C’è stato un momento in cui pensavo che il mio posto non fosse più nella danza e di aver dato tutto ciò che avevo. Durante quel periodo lontano dalla danza ho capito quanto la amassi davvero e quanto facesse parte della mia vita. È proprio allora che è nato Fresheels.
OGNI EMOZIONE HA VALORE
– Credo che ogni artista sia un individuo unico, e lo siano anche le sue emozioni. La tristezza è un’emozione molto potente che può plasmare un artista, ma opere altrettanto significative possono nascere dalla felicità, dalla speranza o dai semplici momenti della vita quotidiana.
