
Ogni problema ha la sua soluzione, ogni dolore ha la sua terapia. Il fisioterapista Marijan Brkljača, membro dello staff di NK Istra 1961, offre a ciascuno dei suoi clienti una terapia su misura per ottenere al più presto possibile i risultati desiderati.
Oltre ad essere stato affianco a Mirko Filipović per diversi anni, Brkljača ha lavorato con un gran numero di atleti. Lo stesso Brkljača ci ha raccontato durante una conversazione veramente piacevole come ha scelto il suo percorso di vita, cosa significa essere un fisioterapista e come sembra il suo orario di lavoro.
DALL’IDOLO AL CAMBIAMENTO
– Non ho deciso di fare fisioterapia da oggi a domani. La vita mi ha portato verso questa via. Tutti noi da bambini abbiamo avuto una visione su ciò che volevamo diventare un giorno. Spesso è un idolo concreto. Nel mio caso, era mio padre. Dato che era nell’edilizia e andavo spesso con lui nei cantieri, volevo diventare un operaio edile. Con il tempo, è cambiato tutto. Ero circondato da adulti che usavano i servizi di noi giovani per dei massaggi sulla schiena. Ho visto questo come un’opportunità in cui posso aiutare le persone e mi sono iscritto al Liceo Medico di Pola. E mi sono davvero divertito lì. Sono stato un ottimo studente. Poi mi sono iscritto allo studio per fisioterapisti a Fiume. Non mi è mai piaciuta l’idea di lavorare in ospedale, ma ho sempre avuto il desiderio di aiutare qualcuno e, alla fine, ho scoperto che anche potevo essere pagato per farlo. La fisioterapia mi si è rivelata d’essere buona decisione che avevo fatto. Non credo che potrei fare nient’altro nella mia vita.
LAVORARE CON GLI ATLETI
– Tempo fa ero un’atleta. Ho giocato a calcio e pallacanestro. Dopo un infortunio al ginocchio, mi sono fermato e mi sono orientato più verso il libro. La mia esperienza sportiva mi aiuta a lavorare con gli atleti tuttora. Amo lavorare con atleti professionisti. Il lavoro con loro è molto specifico ed è il mio preferito. Gli atleti vogliono tornare in forma al più presto ed è per questo ho un buon feedback con loro. Con persone che non vivono una storia sportiva e vengono a fare la terapia di un mese, è molto più difficile a lavorare ed ottenere i risultati desiderati. La vita sportiva è diversa. Con gli atleti proviamo insieme le emozioni del successo e della sconfitta, le vincite e le sconfitte delle partite e delle gare, e si forma un rapporto molto più stretto.
ORARIO DI LAVORO DI UN FISIOTERAPISTA
– Ho sentito che in ospedale durante il fine settimana stanno a casa e che lavorano otto ore al giorno. Nello sport, se si tratta di un fisioterapista professionista che è legato al club, nelle fasi dei preparativi si lavora per tutto il giorno, ma quando si entra nel ritmo normale del campionato allora si tratta di qualche ora al giorno. Per quanto riguarda i giorni di ferie, non sono andato in vacanza da 15 anni. Ricordo che le ultime ferie che ho preso era mentre lavoravo nel Policlinico Peharec. Quest’anno ho promesso alla mia famiglia che saremmo andati in crociera. Ma poi è arrivato il periodo della corona virus e hanno posticipato la mia crociera. Era un segno che per me le ferie non esistono. Lavoro costantemente e tuttora godo quando vado al lavoro, mi fa piacere ogni chiamata che ricevo in relazione al lavoro. Troviamo tutti la nostra fonte d’energia, per me è il mio lavoro. Entrando in clinica dimentico tutto ciò che mi dà fastidio e godo sempre. Oltre all’ambulanza a Pola, ho anche un’ambulanza a Vienna, viaggio molto.
APPROCCIO UGUALE
– Lavoro con un gran numero di atleti. È sempre più difficile dove sei emotivamente presente, dove vedi una lotta e sei limitato per quanto riguarda qualità. Accade che cerchi di riportare un giocatore in gioco, e lui infine scompare e fa male. Mi approccio ad ogni cliente allo stesso modo, che sia un atleta o no, con il desiderio di farlo guarire abbastanza velocemente. Da sempre seguo diversi corsi e oggi ci sono davvero molte tecniche d’uso. Ogni tanto si inizia a promuovere qualcosa di nuovo. Non voglio sembrare arrogante, ma penso comunque che la miglior cosa sia il tocco umano. Ho l’elettroterapia, ma non la uso. Non sto dicendo che non aiuta, ma secondo me è meglio il tocco umano, un po’ di esercizi e movimenti. Durante la terapia utilizzo la mia tecnica che adeguo alle esigenze dei clienti.
