La danza è molto più di un movimento. La danza è il linguaggio del corpo con cui esprimiamo emozioni che a volte non sappiamo o non possiamo dire a parole. Per alcuni la danza è una fuga, per altri una terapia, per altri ancora una disciplina, e per molti uno spazio di libertà in cui imparano a conoscere se stessi, gli altri e il mondo. Attraverso la danza si costruisce l’autostima, si impara la pazienza, si sviluppano l’empatia e il senso di appartenenza.

Nella vita di numerosi ballerini, bambini e giovani dell’Istria, questo segno è indissolubilmente legato al lavoro di Sandra Demarin. Come allenatrice, mentore e guida, Sandra non vede la danza solo come tecnica e risultati, ma come un processo di crescita personale e di formazione del carattere. Il suo percorso professionale, intrecciato con esperienze personali, ha plasmato un approccio in cui disciplina e calore, ambizione e umanità hanno lo stesso valore.

Abbiamo parlato con la sempre solare Sandra dei momenti di svolta, dei valori e delle lezioni che la danza porta, sia a lei che a coloro che guida ogni giorno.

TRACCE DI VITA
– Un segno profondo su di me lo ha lasciato l’allenamento sotto la guida di Ivona Brnelić, così come le lezioni presso il centro di formazione per allenatori. A livello personale, il mio percorso di vita ha certamente accompagnato anche quello professionale. Ogni fase della vita, le lezioni, le esperienze belle e quelle meno belle mi hanno formata come persona e come allenatrice. Una svolta importante nella mia vita è stato il periodo trascorso nel 2012 a New York nell’ambito di un programma di danza al Broadway Dance Center. Era un periodo successivo alla morte di mio padre e a un’altra perdita privata. In quel tempo mi cercavo, mi mettevo in discussione e mi addentravo in parti di me che potevo esplorare solo in un luogo lontano dalle persone e dalla quotidianità che conoscevo. Dopo il ritorno in Croazia è iniziata lentamente anche la storia di Saltatrix. Un altro periodo impegnativo dal punto di vista professionale è stato quello della pandemia, un lungo arco di tempo che ha messo alla prova la pazienza e la capacità di adattamento in condizioni difficili e talvolta impossibili.

DEFINIZIONE DI SUCCESSO
– Il successo nella danza e nell’allenamento è la felicità di tornare a casa a fine giornata stanchi, ma appagati. Appagati da ogni piccolo progresso di ogni singolo bambino, da ogni sorriso e sguardo di gratitudine, da ogni abbraccio. Il successo nella danza è senza dubbio un processo. Un processo che dipende da ogni individuo e dalla sua definizione di felicità. Un processo che spinge i ballerini più ambiziosi a dare il massimo, a lavorare su se stessi anche oltre gli allenamenti regolari, ma anche il processo di coloro che vedono la danza come una fonte di gioia e divertimento e che cercano di mantenere viva quella gioia dentro di sé.

RESPONSABILITÀ DEGLI ALLENATORI
– La responsabilità più grande che noi allenatori abbiamo è quella di non minare e distruggere nel bambino la gioia che prova mentre danza. La responsabilità di insegnare loro, insieme agli allenamenti, anche l’empatia, il lavoro di squadra, di rafforzare la loro autostima quando necessario e di insegnare loro quanto sia importante rispettare gli altri ballerini, non invidiare, ma trovare negli altri una motivazione per il proprio progresso. E, per quanto possibile in quelle poche ore mensili, insegnare loro che oltre a essere bravi ballerini devono essere anche brave persone. La danza insegna la pazienza e il fatto che per tutto ciò per cui una persona si impegna nella vita, i risultati non mancano. Con gli anni di esperienza so riconoscere il momento in cui lo scherzo durante l’allenamento prende un po’ troppo spazio. In quei casi mi basta usare un tono più serio per far capire ai bambini che la disciplina deve esistere. Di solito i bambini capiscono se si parla loro con rispetto. Non amo la parola severità, preferisco usare il termine serietà. Sono i momenti delle ultime preparazioni prima delle gare e delle esibizioni. Come supporto e punto di riferimento sono sempre presente per loro, sia che si rivolgano a me privatamente con un problema, sia che noti qualche difficoltà individuale o di gruppo all’interno della squadra. Dedico sempre cinque minuti dell’allenamento al dialogo se noto un’ingiustizia tra i bambini. Per me è importante che tutti in sala si sentano a proprio agio e accettati.

TRAMPOLINO DI LANCIO
– Essendo una persona piuttosto competitiva, quando ero più giovane e ricoprivo attivamente il ruolo di ballerina per me erano importanti il riconoscimento, la prima fila nelle coreografie, l’approvazione. Con il tempo, questo lato di me, attraverso il lavoro di allenatrice, si è trasformato nel desiderio di trasmettere ai bambini il mio sapere nel miglior modo possibile e di indirizzarli ulteriormente in ambiti che non sono la mia specializzazione. Oggi per me è fondamentale che un bambino esca dalla sala felice e che io sia talvolta un trampolino di lancio per qualcuno che decide di dedicarsi alla danza e di continuare anche dopo il percorso di istruzione formale.

VENTAGLIO DI CONOSCENZE
– Ritengo che una persona impari per tutta la vita, quindi è indispensabile migliorarsi costantemente e lavorare su se stessi per avere un ventaglio di conoscenze e competenze da offrire agli altri. Dall’altra parte, la danza e il movimento restano il mio grande amore, non solo un lavoro, perciò ho istintivamente una forte fame di imparare cose nuove. Cerco di seguire e ascoltare le esigenze dei bambini e dei giovani affinché, attraverso workshop o partecipazioni a competizioni, possiamo offrire loro quel qualcosa in più a cui aspirano e che li rende felici.

FIDUCIA IN SE STESSI E RISPETTO DEGLI ALTRI
– Il mio desiderio è che i miei ballerini credano in se stessi, ma che abbiano anche rispetto per gli altri e per il loro progresso. Tutti dobbiamo tendere a migliorare in ciò che facciamo e amiamo, ma non a scapito dei valori umani fondamentali. È più importante, per esempio, saper consolare un amico che non è soddisfatto della propria esibizione in una gara e gioire delle piccole cose, piuttosto che essere rigidamente orientati solo al proprio successo. La gioia è bella quando la condividiamo.