L’ortopedia, pur essendo una disciplina medica impegnativa, offre una sorprendente dose di creatività e innovazione. Ogni paziente rappresenta una sfida unica e trovare la soluzione ottimale spesso richiede non solo una profonda conoscenza medica, ma anche la capacità di “pensare fuori dagli schemi”. Dalla pianificazione di procedure complesse di ricostruzione all’adattamento di dispositivi ortopedici, uno specialista ortopedico ricerca l’equilibrio tra i principi scientifici e le esigenze individuali del paziente.

Ivan Rakovac è uno specialista ortopedico altamente qualificato ed esperto, noto per la sua grande dedizione ai pazienti. La sua dedizione si riflette non solo nelle procedure chirurgiche, ma anche in un’attenta diagnosi, nella pianificazione del trattamento e nella riabilitazione postoperatoria, garantendo risultati ottimali e migliorando la qualità della vita dei suoi pazienti.

Rakovac ha formato una carriera di successo lavorando in rinomate strutture sanitarie e la sua formazione continua, in particolare nei campi della medicina manuale, dell’artroscopia e della chirurgia mini-invasiva, garantisce ai pazienti l’accesso ai metodi di trattamento più moderni ed efficaci.

Il suo contributo alla scienza, attraverso numerose pubblicazioni e lo sviluppo di tecniche innovative come la calcaneoplastica ecoguidata, conferma ulteriormente la sua competenza e il suo impegno nel migliorare l’assistenza ortopedica.

Incuriositi dal suo lavoro costante e di successo, abbiamo contattato Ivan Rakovec per saperne di più su di lui e vi invitiamo a conoscerlo meglio attraverso questo articolo.

ORTOPEDIA – UNA DISCIPLINA IMPEGNATIVA

– Ho avuto la fortuna di sapere fin da bambino che volevo diventare un ortopedico. L’idea si è insinuata alla fine della scuola elementare e tutte le decisioni successive sono derivate da essa. Non è stato difficile indirizzare le mie energie a quel tempo. Un medico esperto ha affermato che è importante stabilire la direzione il prima possibile nella fase di apprendimento, non divagare. L’ortopedia è una disciplina impegnativa, le ore giornaliere sono limitate, la vita è fatta di giorni limitati ed è necessario rimanere concentrati in ogni momento per mantenere un livello alto di professionalità.

UN LAVORO ESTREMAMENTE INTERESSANTE E CREATIVO

– Dopo 15 anni trascorsi nel settore pubblico, ho iniziato a pensare di aprire un policlinico. Le giornate di lavoro si ripetevano, diventando una semplice serie, e ho deciso che era giunto il momento di un nuovo passo, ed è così che è iniziato tutto. Sono stato il direttore di una clinica privata per molti anni, un lavoro estremamente interessante e creativo. Le differenze tra il settore pubblico e quello privato sono enormi. A differenza del settore pubblico, dove le persone si rivolgono al sistema “per forza di volontà”, nel settore privato il medico combatte e difende ogni paziente. È necessario creare valore aggiunto al servizio e al ruolo medico, principalmente nella direzione di una medicina migliore e più personalizzata.

LA SFIDA PIÙ GRANDE È TROVARE LA SOLUZIONE IDEALE

– La medicina, come professione, è molto meno precisa di quanto si immagini. La medicina è vasta, ma pone comunque al medico il numero di domande uguale alle loro risposte. La sfida più grande è trovare la soluzione ideale: è qui che la medicina si trasforma, si trasforma in scienza e crea l’unità tra professione pratica e scienza applicata. Un paziente si siede di fronte a te in studio, presenta sintomi specifici, un cambiamento insolito nel corpo, e in quel momento inizia la ricerca della risposta giusta. A volte dura giorni, leggendo letteratura, sfogliando libri e parlando con i colleghi. Sono orgoglioso che in diverse occasioni una ricerca di questo tipo abbia portato a momenti di “eureka!”: è così che ho iniziato a sviluppare una delle direzioni più importanti del mio lavoro: la chirurgia mininvasiva in ortopedia. La medicina è una scienza applicata: molto rapidamente, dopo il completamento del processo di verifica, le ultime conquiste iniziano a trovare la loro applicazione nella pratica. Stare al passo con le ultime innovazioni non è facile, ma è necessario per un medico prendere decisioni con certezza. Prima andavo in diversi centri europei per 4 giorni di formazione ogni due mesi, ora ci vado ogni 2-3 mesi. Se siamo ben preparati, soprattutto come chirurghi, allora questo lavoro è meraviglioso, altrimenti è una sofferenza per noi, e quel che è peggio per il paziente.

È NECESSARIO RISPETTARE IL PAZIENTE

– Affinché l’intervento chirurgico venga eseguito con successo e si ottenga il risultato desiderato, è necessario rispettare il paziente, conoscere la professione e valutare correttamente le proprie capacità. Vorrei sottolineare ancora una volta il rispetto per il paziente come il momento più importante: tutto ciò che ne consegue. Poi entriamo in sala operatoria, dove ancora una volta tre cose fanno la differenza: conoscenza, esperienza e tecnologia moderna. Se vogliamo un risultato perfetto, la tecnologia con cui lavoriamo deve essere la migliore possibile. Quando si dispone delle migliori apparecchiature, la chirurgia, per quanto impegnativa, si trasforma in piacere e gioia! Ci sono, naturalmente, interventi chirurgici brutti, ma necessari: non ne parleremo adesso.

ATTIVO ANCHE NELLA SCIENZA

– Fin dall’inizio, parallelamente alla mia professione, mi sono dedicato attivamente alla scienza, ottenendo il titolo di Dottore in Scienze, poi di Ricercatore, Professore Associato e Ricercatore presso l’Università. Ho pubblicato diverse tecniche chirurgiche originali, tra cui vorrei evidenziare la prima resezione ossea ecoguidata al mondo. Attualmente, sto lavorando a un importante progetto sul tema della chirurgia dell’anca e spero che presto se ne parli molto nel nostro Paese.

IL TITOLO DI MIGLIOR MEDICO

– Il primo anno, quando hanno iniziato a premiarmi, ero un po’ imbarazzato. Per qualche motivo, mi hanno scelto, il che mi è sembrato ingiusto nei confronti dei tanti bravissimi medici che mi circondano. Il riconoscimento è molto piacevole e mi rende felice ogni anno.

LA VITA PRIVATA DI UNO SPECIALISTA

– La mia famiglia, mia moglie e i miei tre figli potrebbero parlarne a lungo, ma la vita fuori dal lavoro è impegnativa quanto quella lavorativa. Sono addestrato a lavorare in uno studio medico e in una sala operatoria: conosco quegli algoritmi. Appena torno a casa, inizia l’improvvisazione! A casa, sono sicuramente meno sicuro delle decisioni che prendo, quindi cerco di ascoltare di più e di decidere di meno. Quindi, passo per passo, ogni giorno succede qualcosa di bello. Credo che sto andando relativamente bene, sto resistendo, ma lo dirà comunque il tempo.