
Una vita dedicata al calcio è piena di sacrifici, ma anche ricca di esperienze. Molti giocatori iniziano la loro carriera calcistica, ma la vita li spinge poi in una direzione diversa. Mateo Bertoša appartiene a quel piccolo gruppo di giocatori che dedica la sua vita al calcio, dalla sua lunga carriera professionale da calciatore fino al suo attuale ruolo di allenatore di giovani speranze calcistiche.
Mateo ha scoperto il suo amore per il calcio fin da piccolo e gradualmente ha accumulato la sua esperienza giocando sia per club nazionali che stranieri. Oggi il suo desiderio è trasmettere le sue conoscenze e l’esperienza ai bambini e a coloro che come lui vogliono giocare a calcio professionalmente, nella speranza di aiutare i giovani a raggiungere i loro obiettivi, di cui ci ha parlato in un’interessante conversazione che abbiamo svolto proprio sul campo di calcio di Cittanova, luogo che lo lega agli inizi della sua ricca carriera calcistica.
FORMAZIONE DELL’ ESPERIENZA NEL CALCIO PROFESSIONALE
– Vengo da Cittanova e proprio qui dove ci troviamo, ho iniziato la mia carriera da calciatore professionista attraverso la scuola calcio. Successivamente sono finito al club Jadran di Parenzo, da dove attraverso la selezione sono finito alla Scuola giovanile di Fiume e ho firmato il mio primo contratto professionale proprio a Fiume. Quando la mia carriera ha iniziato a svilupparsi rapidamente, sono andato in Grecia, poi a Široki Brijeg in Bosnia ed Erzegovina, e poi dopo 4 anni sono ritoranato a Fiume, dove ho giocato un gran numero di partite, sia di campionato nazionale che quelle legate all’UEFA Europa League. Ho avuto poi la trasferta in Istria e dall’Istria sono andato in Italia dove ho giocato per Pro Vercelli. Dopo per un breve periodo giocavo in Abbazia da cui sono partito a Baghdad, un viaggio calcistico un po’ più esotico. Dopo il ritorno a casa ho giocato ad Abbazia e ho indirizzato la mia carriera verso Buie e ora a Cittanova.

Quest’anno ho iniziato a svolgere anche altre attività. Prima passavo dalle 8 alle 10 ore al giorno giocando a calcio, e quando ero fuori dal campo dovevo comunque comportarmi in modo professionale, cioè dovevo stare attento e prendermi cura di me stesso. Quando impari a vivere in questo modo, segui questo stile di vita per tutta la vita e lo applichi in tutte le tue attività. Ho vent’anni di carriera calcistica e da calciatore impari ad essere professionale 24 ore su 24. Ci sono grandi rinunce accompagnate da una tenacia costante. Come tutti sanno, i calciatori guadagnano tanto e davvero, mentre giochi, hai anche un buon reddito e puoi permetterti qualcosa in più di un lavoratore medio, ma devi imparare ad essere sempre pronto a a fare qualche rinuncia come anche a comportarti professionalmente sul campo, ma anche fuori dal campo. In qualche modo sono molto legato al club di Fiume perché mentre giocavo lì la mia carriera era in un certo senso al culmine. Ho giocato nell’UEFA Europa League che è un’esperienza indescrivibile. Abbiamo vinto la Coppa di Croazia in quel periodo. In qualche modo mi sentivo proprio bene in quel club. Dopo Fiume sono venuta in Istria, dove ho anche trascorso un bel periodo, nonostante tutte le difficoltà che abbiamo avuto. C’era una bella squadra e le persone di buon cuore che ci hanno aiutato costantemente e non ci hanno mai lasciato soli.
CONDIVISIONE DI CONOSCENZE ED ESPERIENZE CON I GIOVANI
– Dopo 20 anni di carriera che ho formato fuori da Cittanova, sono tornata in questa piccole città dove ho iniziato tutto e alla quale si legano i miei bei ricordi d’infanzia. Dopotutto, è il club con cui ho iniziato e ho realizzato quei bei passi da principiante che nessun calciatore può e non deve dimenticare. Oggi cerco di condividere con i ragazzi con cui mi alleno la mia esperienza maturata giocando per anni all’estero. Una volta che si ottiene l’approccio professionale e quando ti abitui ad una tale vita, vuoi insegnarlo anche ai giocatori. Insegno ai bambini ad essere persistenti, costanti e ad amare quello che fanno, mentre tutto il resto viene dopo. Se sei persistente, se ti piace fare quello che fai e se partecipi regolarmente agli allenamenti, i tuoi obiettivi diventeranno gradualmente realtà. Mi alleno con bambini piccoli e con loro non espongo dei grandi obiettivi, se non quelli che ho appena citato. Man mano che i bambini crescono, si emettono gli obiettivi leggermente più grandi. È difficile per i bambini di oggi fissare degli obiettivi perché vivono dall’oggi al domani. Già in prima elementare, quando ho visto che faceva al caso mio, mi sono subito posta il mio obiettivo. Ho visto una partita di calcio in televisione e volevo essere al posto di quei giocatori. Per raggiungere questo obiettivo ho iniziato ad allenarmi. Oggi ci incontra raramente un bambino che ha un obiettivo. Sento il bisogno di motivare i bambini a muoversi. Posso condividere con loro la mia esperienza, quello che ho vissuto nella mia carriera, ma gran parte dei risultati dipende dal lavoro di quei bambini, dalla motivazione che arriva dai loro genitori e dall’ambiente in cui vivono.

ASILO SPORTIVO
– L’asilo sportivo universale è stato creato come una mia idea. Dato che da ragazzo mi sono allenato a Cittanova e me lo ricordo bene, ho visto la possibilità di avviare un programma per i bambini dell’asilo. Ho iniziato a implementare quell’idea a Castua. I genitori ed i bambini erano molto soddisfatti dei risultati che abbiamo ottenuto e io ho continuato a farlo anche a Cittanova. Onestamente, lo faccio ormai da tre anni di cui questo è il nostro secondo anno a Cittanova e vedo quanti progressi hanno fatto i bambini in così poco tempo. La loro attività sportiva influisce anche sul loro successo scolastico. Ho ricevuto informazioni da una madre che prima il bambino non sapeva nemmeno camminare correttamente e, grazie al nostro lavoro, le sue capacità motorie, la concentrazione e anche il suo umore sono migliorate. Oggi i bambini non sanno cadere, non sanno tenersi, non sanno arrampicarsi e non sanno nemmeno correre. Questo è esattamente ciò su cui sto lavorando e sto cercando di aiutare quanti più bambini possibile a diventare intraprendenti e pronti all’azione. Sono molto felice di poterlo fare con tutta la mia conoscenza e pazienza e alla fine notare anche qualche tipo di risultato concreto.

SUCCESSO NEL CALCIO
– Si può parlare all’infinito del successo nel calcio. Per qualcuno vincere il campionato croato è un successo, qualcun altro sarà più interessato alla Champions League, qualcun altro guarderà tutto solo ai guadagni. Per me il successo si lega alla soddisfazione per tutto quello che si fa in una giornata, indipendentemente dal club per cui giochi e per quale somma di denaro. Nella società odierna è difficile ottenere un grande successo perché ci sono molti più predatori intorno che ti rendono tutto difficile. C’è poco sostegno per motivare qualcuno ad avere successo. Secondo quello che ho notato con i ragazzi di Cittanova e tutto quello che facciamo con loro, possiamo incoraggiare proprio questo tipo di successo. Il mio desiderio è di formare una grande scuola di calcio, che i nostri ragazzi possano giocare da senior a Cittanova e che si formi un grande potenziale per realizzare una carriera come ho fatto io e anche migliore di quella. Ho preso la licenza C e ho iniziato a lavorare qui con i nostri ragazzi e per ora questo mi basta. Voglio crescere gradualmente come allenatore così come sono cresciuto come calciatore. In questo lavoro voglio rivalutare le mie capacità. Sono ancora un giocatore attivo e finché gioco attivamente non riesco a pensare ad obiettivi più grandi di questi in questo momento.

