Lo spirito italiano con il talento croato abbiamo trovato come risultato del lavoro che l’allenatore Cristian Piazzese da Mira ha fatto con la squadra croata di pallavolo di Parenzo.

Dal 1961, la squadra OK Poreč è una fonte continua di talenti. Con l’arrivo di Cristian, le ragazze hanno avuto l’opportunità di conoscere un approccio diverso nella pallavolo e far crescere di più la propria esperienza sportiva. Piazzese ci ha raccontato su come è arrivato a Parenzo, come ha deciso di dedicarsi al lavoro di allenatore, quale consiglio darebbe a chi inizia a giocare e cosa dovrebbe avere un giocatore per impressionarlo.

ALL’INIZIO È STATA DURA

– Il mio procuratore mi ha parlato di un nuovo progetto che stava nascendo tra OK Poreč e RC Cannes, squadra militante in Superliga Francese e partecipante alla Champions League, un progetto ambizioso ed interessante, ed io avevo volevo avere un’esperienza all’estero. Quando sono arrivato, tre settimane in ritardo rispetto alla preparazione, sono state promosse le ragazze più giovani alla loro prima esperienza nella massima serie e abbiamo cominciato a lavorare sodo e con molta più continuità di quello che erano abituate. All’inizio è stata dura, io dovevo capire la cultura sportiva, e non solo di un nuovo paese e allo stesso tempo cercare di trasmettere la mia filosofia di pallavolo, la lingua non ha aiutato ma alla fine, con alti e bassi, abbiamo raggiunto una salvezza tranquilla ed a parer mio abbiamo sviluppato anche un discreto gioco.

DEDICARSI ALL’ALLENAMENTO

– Ho cominciato ad allenare che ero giovanissimo, avevo 24 anni e nel frattempo giocavo anche. Quando ho capito che avrei avuto molte più possibilità come allenatore, mi dedicai pienamente a questo. Penso sia un passaggio naturale, c’è a chi arriva prima e a chi dopo, l’importante è riconoscere di avere delle qualità comunicative e di leadership. Non ho un grande vissuto come giocatore, ma negli anni ho imparato che il talento da solo vale poco. Quello che separa il talentuoso dalla persona di successo è il duro lavoro. Per vincere una partita non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano.

UN CONSIGLIO A CHI INIZIA A GIOCARE

– Il consiglio che darei ad uno che ha appena iniziato a giocare a pallavolo è di concentrarsi di più sulla tecnica individuale, di aver voglia di migliorarsi tutti i giorni e sforzarsi di superare i propri limiti. Il gioco è divertente ma alla lunga è limitante soprattutto nella fase di apprendimento. Se fin da piccoli non si cura la tecnica individuale eliminando i difetti, questi saranno un effetto limitante per la carriera.

INTELLIGENZA TATTICA

– Lasciando stare le qualità fisico-atletiche, la caratteristica che preferisco nei giocatori è l’intelligenza tattica, cioè trovare delle soluzioni alle difficoltà che uno sport di situazione come il volley ci mette davanti in ogni momento della partita. Spesso i giocatori si limitano a rifugiarsi nelle proprie sicurezze e non escono dalla loro “zona di conforto”. La voglia di Imparare e migliorarsi non deve mai mancare, sia per i giocatori ma anche per noi allenatori.