Lo sport estremo, il kitesurfing, sta conquistando un numero crescente di amanti dell’emozione positiva che provoca il contatto con la natura.

Ma cos’è il kitesurfing? Come il windsurfing, è uno sport da tavola, ma in questo caso il kiter, o il guidatore, usa il kite.

Il kite, l’aquilone, è il principale motore dell’ azione. Le sue dimensioni, che vanno dai 5 ai 20 m2, consentono la raccolta dell’energia eolica e la collegano al kiter tramite un sistema di funi da 20 a 25 m. Con l’aiuto del sistema di controllo, il kiter regola la direzione dell’aquilone verso sinistra o destra. Durante la competizione, si saltano dei cilindri in uno spazio relativamente piccolo in mezzo ad un gruppo di concorrenti.

Martin Dolenc ha scoperto il surf molto presto grazie al suo padre, Ivica, che lo ha seguito come allenatore durante il suo sviluppo sportivo. Il giovane Dolenc ha realizzato un’impressionante carriera sportiva, ma è rimasto modesto e accessibile, grazie a che abbiamo facilmente fatto una breve intervista scoprendo qual’è il suo posto preferito per il kitesurfing.

LA STORIA DEL KITESURFING

– Ho iniziato con il kitesurfing a 8 anni, durante l’inverno in Egitto, e nell’estate del 2009 ho cominciato a gareggiare. Ho continuato ad allenarmi a causa di quella sensazione speciale che fornisce il kite. Mio padre è il mio più grande supporto ed ispirazione. Oltre a diventare due volte il co-campione mondiale e tre volte campione degli junior, la cosa che mi fa più è la vittoria all’European Senior Kite Championship. Il posto dove preferisco fare il kitesurfing è la baia tra Kamenjak e Marlera, ovvero Premantura, perché è uno dei pochi posti sull’Adriatico in cui è possibile praticare il kitesurfing sull’onda. Sia in autunno che in primavera c’è sempre molto vento. Se non praticassi il kitesurfing, non so cosa farei. Probabilmente studierei qualcosa, il sabato starei nei Giardini e girerei in giro per Pola come fanno tutti i miei coetanei.