
Marko Bolković è uno dei realizzatori del famoso festival di Pola Visualia dove utilizzando la tecnologia esprime l’arte in modo creativo e moderno.
Prima d’ arrivare al concetto per la Visualia, Marko ha avuto esperienze interessanti nel segmento con diversi aspetti di design di illuminazione e più tardi anche del suono. Dal momento che si terrà quest’anno la quinta stagione del festival, abbiamo parlato con Bolković ed abbiamo scoperto qualcosa su di lui, sul significato della festa e del suo principio di funzionamento ed in seguito vi offriamo la sua versione dei fatti sul festival Visualia.
DA ASSISTENTE TECNICO AL DIRIGENTE DEL FESTIVAL
– Con tredici anni ho iniziato come assistente tecnico del teatro INAT e d’ allora in qualche modo, questo m’accompagna in tutta la vita. In primo luogo sono stato progettista d’ illuminazione, poi sono passato al suono, per studiare in avanti a Lubiana presso l’Istituto SAE per il suono così che sono diventato un tecnico d‘illuminazione e tono. Ho iniziato a lavorare ai festival come un dirigente tecnico, ma allora ha già iniziato a bruciarmi dentro che è bello lavorare per gli altri, ma voglio stabilire qualcosa di proprio. Nel 2008 ho fondato un’associazione Sonitus ed abbiamo affrontato solo la parte musicale, bande e workshop. Nel 2012, abbiamo raccolto l’intero collettivo dell’associazioni ed abbiamo sulle novità nelle attività della stessa. C’è venuta l’idea di mappatura 3D che per ognuno era una sfida perché non sapevamo che cosa è e come funziona. Abbiamo fatto una mappatura 3D a Pola nel marzo 2013, ed è stata seguita dal primo festival d’istruzione nel mese di agosto del 2013. Nel 2014, abbiamo iniziato a collaborare con il TZ di Pola e con i giganti incandescente e per me personalmente è stato molto interessante. In privato sono una persona con tanti interessi. Se imparo qualcosa, può accadere che m’ annoiamo. In Visualia è bello che non si può mai imparare tutto. C’è sempre qualcosa di nuovo, perché si tratta della nuova tecnologia. Ogni giorno si trovano nuove sfide creative, si sviluppano nuove installazione e nuovi concetti del festival. Sono contento d’aver trovato una direzione nella vita dove si può trovare sempre qualcosa di nuovo.
ALLA RICERCA DI SFIDA
– Non mi piace lo stereotipo e la brocciatura classica. Cerco sempre una sfida. Ouesto mi da una soddisfazione. Quando imparo qualcosa di nuovo da fare, mi interessa il passo successivo. Per nove mesi dell’anno facciamo gli esperimenti alla ricerca di nuovi impianti e la tecnologia e questo ci stimola di più, oltre alla organizzazione del festival, che ogni anno cerchiamo di rendere più bello, migliore e più grande. Questo è qualcosa che ci tiene in modo uguale in questo gruppo di appassionati che informalmente chiamamo Visualia group, composto da giovani scienziati informatici, artisti e ragazzi hardware, come li chiamiamo noi, un gruppo di persone che si offrono volontariamente ad esplorare le nuove tecnologie e l’arte.
CONCETTO DI FESTA
– Il solo concetto del festival ha questa grandezza di mostrare alla società una nuova bellezza visiva, una nuova luce della città. Ciò che a me è personalmente veramente bello è che il festival è riuscito ad ottenere un po’ d’ energia positiva tra le persone. Nel 2014, in una sola serata, nella città c’erano 12.000 persone. Questa emozione che è accaduta dopo che la quale ho sentito spesso di passaggio estranei rigraziarmi per quello che ho fatto per Pola aggiungendo che Pola non era mai così affollata come per il festival. Le persone sono uscite fuori sulla strada e si sono sentite bene, e credo che al giorno d’oggi e la cosa più importante per uscire da tutto il grigio che in genere ci bombarda di informazioni negative ed abbiamo bisogno di tempo per uscire e di stare bene. La maggior parte delle opere sono visivamente attraenti, colorate e belle. Ci sono anche opere che hanno un messaggio artistico più forte che fanno riflettere l’uomo su di tutto.
L’INTERAZIONE CON IL PUBBLICO SENZA IL CHIASSO
– Ci piace fare il lavoro interattivo con il pubblico, che a sua volta crea nuovi impianti e lavori dove esercitano come artisti. Essi non sono solo di passaggio come degli osservatori del festival. Diamo loro la possibilità di provare a sé stessi d’ essere degli artisti. È sempre interessante per i bambini ma anche per gli anziani. Esso è destinato a tutte le età e non ha restrizioni. Non è necessario avere una certa conoscenza per arrivare al festival. Noi cerchiamo di fare qualcosa di attraente. La specialità di questo festival è che si svolge nel centro della città e senza il chiasso.
BALTAZAR NEL 21 ° SECOLO
– Proprio così mi piace sentirmi. I nostri incarichi settimanali dell’associazione sono proprio così. Ognuno di noi cerca in Internet ed esplora le nuove tecnologie. La conclusione della creatività è quello di vedere alcune cose esistenti e collegare le cose incompatibili. Questo è il nostro compito principale. Prova qualcosa di sfruttare in altro modo. Letteralmente andiamo in giro per la stanza avanti ed indietro e un sacco di pensare sulle nuove possibilità. Molti dei nostri esperimenti non hanno successo o sono incompleti perché ci fissiamo degli obiettivi che forse in questo momento a causa della tecnologia e la fisica non sono possibili, ma anche loro ci danno motivo per qualche ulteriore riflessione. Impariamo sempre qualcosa di nuovo e per questo siamo entusiasti, e, naturalmente, una gran parte dei progetti riesce ad realizzarsi e quello che ci è più importante è imparare qualcosa di nuovo. Ciò di cui siamo orgogliosi è che facciamo tutto da soli. Non usiamo il sistema di dare le proprie idee ad un’altra società, ma ci piace imparare tutto direttamente tramite il lavoro.
