
Un corpo sano rivela uno spirito sano che si collega con le buone abitudini e alla cura di sé stessi e del proprio corpo. La presidente dell’associazione di ricreazione sportiva ProSport Ana Beaković si prende cura della salute dei suoi membri attraverso i vari programmi di ricreazione sportiva che ritiene notevolmente diversa dall’allenamento sportivo professionale.
Insieme abbiamo parlato con l’allenatrice delle sue attività ricreative sportive e abbiamo scoperto qualcosa in più su ProSport e sulle novità che hanno portato i cambiamenti di questo periodo.
RICREAZIONE SPORTIVA
– Ho finito la chinesiologia dove mi sono concentrata sulla ricreazione sportiva. Ho avuto pochissime esperienze di sport professionale e di casi in cui c’erano delle gravi terapie chinesiologiche. Ho provato a lavorare a scuola con i bambini, ma mi sono ritrovata meglio con la ricreazione sportiva. In qualche modo è più comodo per me lavorare nella ricreazione perché il 99% delle persone con cui lavoro mi mostra la propria gratitudine per alcuni benefici che hanno avuto dall’allenamento e mi dà un segno che sto facendo qualcosa di buono, ma anche mi regala una motivazione costante. Non si tratta di coloro che devono venire ma di quelli che lo vogliono fare.

A differenza dello sport professionale, non abbiamo grandi aspettative riguardo al risultato e quindi non c’è stress. A Parenzo abbiamo le condizioni ideali per la ricreazione, ma la promozione della ricreazione va in un’altra direzione che personalmente non considero salutare e buona per il corpo poiché si incoraggia costantemente ad essere più forti, a pompare i muscoli, l’attenzione è sull’aspetto e si usano gli elementi dello sport professionale come ricreazione. Applicare lo stesso allenamento per gli atleti professionisti agli ricreativi che sono ogni giorno seduti per otto ore durante il lavoro, non va bene. Posso anche dire che non tutti gli sport fanno bene al corpo. Le persone con cui lavoro sono consapevoli a riguardo e questo mi rende felice. Cerco di aiutare le persone ad accettare il proprio corpo. Non dobbiamo avere tutti lo stesso aspetto. La ricreazione non è uno sport e nemmeno lo dovrebbe esserlo. È importante che attraverso la ricreazione le persone diventino più funzionali e vivano normalmente. Non voglio che i miei membri si sprechino troppo durante l’allenamento e che non possano fare niente il giorno dopo a casa dove hanno centomila altre responsabilità. Il riposo è molto importante per la rigenerazione del corpo. So fermare i membri in modo che non esagerino per poi suggerirli di riposare per un po’. È sufficiente venire all’allenamento due o tre volte a settimana e dedicarsi ad altre attività.
GRANDE GIOIA NEL LAVORO CON I BAMBINI
– Il gruppo con bambini mi dà una grande gioia. Sicuramente mi impegnano tantissimo, il che è normale perché sono in un periodo in cui cercano tanti contenuti, ma, grazie a loro, ho ricevuto così tanto amore come mai nella vita.
PROSPORT
– Lavoriamo con gruppi diversi e tutti possono trovare qualcosa per se stessi. Abbiamo pilates gold adatto a tutti. Poi c’è il pilates di media intensità dove la maggior parte delle persone ha tra i 30 e 35 anni, il programma è una forma di ricreazione molto ricercata perché non è troppo intenso, ma comunque il corpo si allena per bene, soprattutto dopo che è stato per tanto tempo seduto a causa del lavoro. Abbiamo anche gruppi per coloro che vogliono qualcosa di più forte, con pesi, programma cardio, trx e programmi individuali. La collega ed io siamo ben organizzate, abbiamo ognuna il proprio turno. Di tutti questi programmi, ho un gruppo e da ognuno imparo sempre qualcosa di interessante. Anche se mi piace quello che faccio, lo vedo come un lavoro con cui mi guadagno da vivere. Ma è altrettanto appagante quando ricevo una mostra di gratitudine dai membri.

ALLENAMENTO ALL’ARIA APERTA
– Ultimamente ho iniziato a promuovere l’allenamento all’aria aperta. A Parenzo abbiamo le condizioni perfette per questo tipo di attività durante tutto l’anno. Non ci avevo mai pensato prima. Ero a mio agio nella palestra, lavorando al caldo con tutti l’attrezzatura di cui avevo bisogno. La situazione con il covid, ci ha spinto a dedicarci alle attività nella natura e ho capito che questo ha molti buoni effetti. Mi dispiace di non essermi orientata in questa direzione prima.
BUONE ABITUDINI
– È molto difficile acquisire buone abitudini. Ci vogliono anni per adottare completamente qualsiasi buona abitudine. Quando l’abitudine non è naturale, c’è una forte resistenza nelle persone, il che è normale perché incoraggia ad uscire dalla zona di comfort. Questo non è comodo a nessuno, nemmeno a me, e tutto dipende da quanto una persona sia disposta a crescere.
