
Ogni male porta anche qualcosa di buono. Nonostante la situazione con la pandemia abbia scosso il mondo intero, è successo qualcosa di buono, tempo che possiamo dedicare ai nostri cari ma anche a noi stessi. Nella speranza che tutto torni presto al normalità a cui eravamo abituati con le precauzioni adottate, la cantante istriana Irena Giorgi ci ha raccontato quanto le manca lavorare direttamente con le persone ed i bambini, ma dall’altra parte le piace il fatto d’essersi trasferita in campagna dove trascorre il tempo con il marito e la figlia.
DALLA CITTÀ ALLA CAMPAGNA
– Il covid ha portato grandi cambiamenti nelle nostre vite, possiamo dichiararlo tutti sicuramente. La vita con le maschere fa parte ormai della nostra quotidianità, chi lo direbbe prima. Il lockdown totale ci ha fatto anche bene. In quel periodo della nostra vita, ci siamo trasferiti in campagna e abbiamo così realizzato il nostro sogno tanto atteso. La vita in città per me è stata solo una decisione temporanea che purtroppo ha preso 11 lunghi anni della mia vita. Entrando nel mondo della nostra principessa, ci siamo seriamente imbarcati nella realizzazione di questa questione e ci siamo trasferiti in campagna dove la nostra Ena vivrà un’infanzia sana e felice circondata dall’aria pulita, natura e animali.
PRIORITÀ DELLA VITA
– A prescindere del covid a cui tutti in qualche modo, volendo oppur no, ci siamo adattati, le mie giornate erano piene completamente. La mia famiglia viene prima di tutto. Prendersi cura di un bambino richiede l’attenzione massima ec il tempo di ogni madre, il che mi rende immensamente felice, felicissima, e Mauro è un marito, padre e amico meraviglioso. In ogni momento è lì per noi due. Vita da sposati? Passiamo molto tempo insieme dato che lavora molto da casa. Finora questo non è stato un problema per noi. In effetti, è bello quando stiamo così tanto insieme. Finalmente. La nostra vita era decisamente iperattiva, dovevamo trovare il momento giusto per fermarci un attimo, anche se questo era forzato. Credo che sia stata una buona idea per tutti noi riavviare le priorità della vita nella nostra testa. Non è tutto negli affari e nella vita frettolosa. I momenti trascorsi con i propri cari sono sicuramente i più preziosi. Ed è esattamente quello che mi manca di più. Pensiamo ai membri della famiglia più anziani, a distanza. Una distanza troppo lunga di cui voglio vederne la fine. I nostri genitori sono anziani, hanno bisogno di noi più che mai, hanno bisogno dell’amore e della vicinanza dei loro nipoti, e tutto questo dura da troppo tempo.
NOSTALGIA
– La scuola è un luogo in cui posso sentire fortemente la negatività di questa sfortunata pandemia. Cerco di essere creativa e positiva, i bambini mi danno la forza, ma come musicista mi manca la musica nel nostro senso classico, cantando in un coro, grandi cori che un tempo si riunivano intorno a me e il nostro meraviglioso pianoforte in una bellissima aula di musica. Com’era bello sentire il canto dei bambini nella scuola. Questo rivoglio indietro. Voglio tornare agli spettacoli con bambini, allegre danze di folcloristi, viaggi, registrazioni. Credo che il prossimo anno scolastico sarà come una volta, lo desidero veramente. E infine, mi mancano molto le esibizioni. Come tutti i musicisti, viviamo per loro e per il contatto con il pubblico. Uscite, viaggi, verrà tutto nuovamente. Spero che presto vedremo questo brutto periodo come il passato e attendo con ansia alcune nuove sfide di vita gioiose e sane. I desideri di tutti noi sono troppo grandi per non essere realizzati. La primavera bussa alle nostre porte, e solo se lo vogliamo, la natura è sempre un bellissimo e inesauribile rifugio di pace, bellezza, profumo e ispirazione.
