
Lo sport delle majorette è molto più di coreografie spettacolari, movimenti precisi, bastoni che volano nell’aria e sorrisi che il pubblico vede sul palco. Dietro pochi minuti di esibizione ci sono anni di allenamento, disciplina, concentrazione, preparazione fisica, coordinazione, lavoro di squadra e, soprattutto, una perseveranza impeccabile. Ogni movimento deve essere preciso. Ogni ragazza deve conoscere il proprio posto e l’intero gruppo deve respirare come un’unica persona. Proprio per questo, il successo in gara non è soltanto una questione di talento, ma il risultato di un lungo lavoro, della responsabilità e della fiducia.
Nel corso degli anni, le Majorette di Umago sono diventate una parte importante della vita sportiva e sociale della città di Umago, partecipando a numerose manifestazioni, competizioni in Croazia e anche su palcoscenici internazionali. Dietro il successo di oggi c’è il nome di Ivana Šušteršić, allenatrice internazionale certificata e, allo stesso tempo, presidente dell’Associazione per la cultura e l’intrattenimento “Gaia”, sotto la cui guida le Majorette di Umago continuano a crescere e a svilupparsi.
Per Ivana, lo sport delle majorette non è soltanto competizione e conquista di medaglie. Nella sua visione emerge con particolare forza l’idea che un’allenatrice non sia soltanto la persona che corregge un passo o prepara una coreografia. Secondo Ivana, l’allenatrice è allo stesso tempo educatrice, psicologa, animatrice, amica, ma soprattutto una persona capace di riconoscere il potenziale di ogni bambina anche quando lei stessa non riesce ancora a vederlo.
Per questo le Majorette di Umago sono molto più di un gruppo di ragazze che si allenano insieme. Sono generazioni che crescono una accanto all’altra, componenti più grandi che trasmettono le proprie conoscenze alle più giovani, amicizie che nascono attraverso viaggi e competizioni e un senso di comunità che si costruisce allenamento dopo allenamento.
Con Ivana Šušteršić abbiamo parlato proprio di quel lato dello sport delle majorette che il pubblico non vede.
PIÙ DI UN SEMPLICE SPORT
– Lo sport delle majorette, anche se in Croazia non è ancora riconosciuto pienamente come sport ma piuttosto come arte performativa nell’ambito della cultura, è molto più di uno sport. Basta guardare le ragazze che marciano, non solo sul palco ma anche sul parquet di gara, per vedere bambine e ragazze che giorno dopo giorno crescono e diventano una versione migliore di se stesse. E posso dire con grande orgoglio che sono piccole grandi persone che, esibizione dopo esibizione, costruiscono se stesse come donne forti, indipendenti e coraggiose, che amano ciò che fanno.
QUELLO CHE IL PUBBLICO NON VEDE
– Il pubblico ovvero gli spettatori vedono 2 minuti e 30 secondi di danza delle majorette, che è una forma artistica di espressione e il piacere della sua universalità grazie alla combinazione del passo delle majorette e dei movimenti di danza, utilizzando diversi attrezzi propri di questa disciplina, e questa sarebbe una definizione semplificata della danza delle majorette. Ciò che realmente si nasconde dietro i sorrisi delle nostre bambine e ragazze e che il pubblico non vede sono ore di duro lavoro, successi e cadute, sacrifici, dedizione, lavoro di squadra e grande sostegno reciproco, ma soprattutto grande costanza e desiderio di migliorarsi. È una danza che non si può imparare dall’oggi al domani. Per padroneggiarla, sono necessari mesi e persino anni di lavoro costante, che richiede molta pazienza, perché il successo non si ottiene dall’oggi al domani.
LA COMUNITÀ CHE LE UNISCE
– Oggi, in un periodo in cui viviamo in modo digitale, frenetico e prevalentemente sedentario, è necessario che bambini e giovani, fin dalla prima infanzia, attraverso il gioco, la danza e la socializzazione, imparino e sviluppino competenze sociali e relazionali, perché in questo modo contribuiscono anche al proprio sviluppo psicologico e fisico. Il nostro obiettivo è che bambini e giovani acquisiscano abitudini di lavoro, disciplina, perseveranza, costanza e responsabilità individuale, sia nei confronti dell’attività scelta sia nei confronti della squadra. Quando le bambine più piccole hanno l’opportunità di osservare continuamente le ragazze senior, che un tempo erano a loro volta quelle stesse bambine che non vedevano l’ora di diventare proprio le ragazze che sono oggi, ragazze piene di sicurezza, empatia e solidarietà reciproca, che offrono un grande sostegno alle più giovani e hanno inoltre la possibilità di trasmettere le conoscenze acquisite alle nuove generazioni, in cambio ricevono la gratitudine dei bambini, la fiducia e un sorriso sincero. Quando uniamo la vivacità dei bambini, la serietà e l’esperienza delle nostre senior, otteniamo ciò di cui una squadra ha più bisogno, ovvero la comunità, e credo che sia proprio questa la forza che ci spinge, anno dopo anno, a crescere e svilupparci.
IL CAMPIONATO EUROPEO A UMAGO 2025
– Avere l’opportunità di fare una cosa del genere e, allo stesso tempo, riuscire a realizzarla nella propria città è un grande onore e un privilegio. Siamo molto felici di aver potuto permetterlo ai nostri concittadini, ma anche agli ospiti e ai passanti, di vivere in prima persona ciò che è realmente lo sport delle majorette. Commenti come “non pensavamo fosse così” ci danno la conferma di quanto il campionato europeo fosse realmente necessario per la nostra comunità. È sempre una bella sensazione vincere una medaglia e farlo nella propria città davanti al pubblico di casa è una soddisfazione ancora più grande. Una medaglia conquistata ha il suo peso e quando la vinci capisci per quale motivo fai tutto questo. Le medaglie sono un promemoria che ci ricorda che si può sempre fare meglio, ma che le cose possono anche andare peggio; indipendentemente dal risultato, però, non bisogna mai arrendersi. E quando è più difficile bisogna ricordarsi che una bambina sta proprio guardando te e che tu sei la sua più grande ispirazione.
TUTTO È POSSIBILE
– Quando desideri davvero qualcosa, quando sei abbastanza perseverante e paziente, tutto è possibile. Tutto ciò che facciamo, non solo io ma anche il mio team professionale, perché questo è uno sport di squadra e ci sosteniamo e ci spingiamo avanti a vicenda, lo facciamo per il bene dei bambini, della generazione presente ma anche di quelle future. Ventotto anni dedicati a questo sport, alla danza, sono un periodo sufficientemente lungo per acquisire l’esperienza, la disciplina e l’organizzazione necessarie, facendo in modo che nessuno venga penalizzato. Essere allenatrice oggi è una grande sfida, ma allo stesso tempo dà molta soddisfazione.
L’allenatrice è contemporaneamente educatrice, psicologa, animatrice, amica, ma soprattutto una persona che vede il potenziale di ogni bambina, anche quando loro stesse non lo vedono o non sono ancora consapevoli della propria forza e delle proprie capacità. Credere nei bambini e allo stesso tempo essere per loro un sostegno, perché io sarò qui indipendentemente da come finiranno l’allenamento, l’esibizione o la competizione: in questo modo i bambini acquisiscono una fiducia che li aiuta ad affrontare le sfide della vita e, cosa più importante, sanno di non essere soli. E anche questo tipo di “rigore” contribuisce alla loro crescita e al loro sviluppo. Quanto dai, tanto ricevi. Non esiste una formula magica. A volte è necessario trascorrere del tempo parlando, motivare il bambino, premiarlo, ma non intendo una gratificazione momentanea come un dolce o un giocattolo. Creiamo ricordi insieme, organizziamo gite e momenti di socializzazione affinché i bambini possano legarsi, conoscersi meglio e trascorrere del tempo insieme anche fuori dalla palestra. Siamo un piccolo esercito femminile, perché questo sono le majorette, un piccolo esercito, dove l’allenamento con gli attrezzi non è soltanto allenamento, ma anche una piccola scuola di vita, nella quale responsabilità, costanza e rispetto reciproco devono essere una priorità.
I bambini, già a partire dai 6 anni, possono vedere che il percorso nelle majorette non termina a 15 o 18 anni, alcune ragazze iniziano il loro percorso proprio allora. Ed è questo ciò che costruiamo: costruiamo il carattere per la vita che le aspetta dopo gli impegni scolastici. Viaggiamo abbastanza spesso e anche i nostri allenamenti non sono mai monotoni o sempre uguali, quindi forse è proprio qui che si nasconde il segreto per cui i nostri bambini rimangono con noi per tanti anni.
IVANA ALL’INIZIO DEL SUO PERCORSO CON LE MAJORETTE E OGGI
– Probabilmente quella Ivana, allora, non era nemmeno consapevole delle proprie possibilità. Ce l’ha fatta e, nonostante innumerevoli cadute e risalite, è rimasta fedele a se stessa e ha realizzato tutto ciò che aveva pianificato, e anche più dei suoi stessi progetti. Se una o due ragazze dell’attuale generazione senior continueranno il mio percorso, il mio obiettivo sarà raggiunto. Spero che tra dieci anni una bambina di oggi possa raccontare a una bambina che è appena all’inizio del suo percorso nella danza delle majorette dei bei ricordi, delle occasioni trascorse insieme e dei viaggi, dei risultati raggiunti, raccontandole che all’inizio è difficile, che servono tempo e tanto lavoro, ma soprattutto che da un’attività possono nascere grandi amicizie capaci di durare tutta la vita. (foto – Associazione Gaia, Tea Teodorović)
