
Il ciclismo è uno dei pochi sport in cui l’uomo, oltre a competere con gli avversari, ogni giorno compete anche con se stesso. I limiti della resistenza, la forza di volontà, la disciplina e la stabilità mentale sono importanti quanto la preparazione fisica. In bicicletta non esistono scorciatoie, perché ogni salita, ogni goccia di sudore e ogni caduta fanno parte del percorso che forma lo sportivo, ma anche l’uomo.
Uno di quelli che vivono questo percorso con sincerità e grande passione è David Sandić, giovane ciclista che non ha mai vissuto lo sport come un obbligo, ma esclusivamente come un atto d’amore. In una conversazione interessante, David ci ha raccontato apertamente della pressione, della motivazione, dei momenti di dubbio, ma anche della bellezza del ciclismo che ancora oggi lo spinge ad andare avanti.
MOMENTI DI DUBBIO
– Non ho mai vissuto il ciclismo come un obbligo, ma esclusivamente come qualcosa che faccio per amore. Tuttavia, con i progressi è cresciuta anche la pressione e sono passato attraverso una crisi in cui ho pensato di non farcela più. In quei momenti mi sono ricordato del mio impegno e del sostegno degli allenatori, degli sponsor e della famiglia.
LA REALTÀ NASCOSTA DELLO SPORT
– Penso che chi non ha mai provato qualcosa del genere non possa nemmeno immaginare l’insieme di emozioni durante una gara: la tensione prima della partenza, la lotta tra mente e corpo durante la competizione e la sensazione all’arrivo. Inoltre, dietro la gara stessa, che è l’unica mostrata al pubblico, ci sono anni di allenamenti e sacrifici.
UN LUOGO SPECIALE PER ALLENARSI
– Vorrei sottolineare l’area del bike park di Rabac e i sentieri circostanti come luoghi speciali per l’allenamento. Lì ho trascorso molto tempo ad allenarmi e ciò che lo rende particolare è la vicinanza al mare: dalla maggior parte dei sentieri si vede il mare e quella bellezza rende l’allenamento meno faticoso.
DIALOGO INTERIORE NEI MOMENTI PIÙ DIFFICILI DELLA GARA
– In quei momenti la forza mentale è decisiva e, oltre alla forma fisica, si rafforza anch’essa durante gli allenamenti. Sembra una discussione tra la parte buona e quella cattiva. Una ti spinge a mollare e rallentare, mentre l’altra ti spinge ad andare avanti. Come mi dicevano: «Spingi forte, e quando diventa difficile, allora spingi ancora di più».
CARRIERA SPORTIVA = VITA
– Ritengo che qualsiasi carriera sportiva sia come la vita. Si attraversano vittorie, infortuni e risultati negativi, ma solo i più perseveranti restano. Il ciclismo mi ha insegnato in modo particolare la perseveranza, la disciplina e la pazienza.
ROUTINE PRIMA DELLA GARA
– Ascoltare musica mi aiuta a prepararmi mentalmente. Il giorno prima della gara segue il sopralluogo del percorso e, dopo, un’attenta sessione di stretching; il giorno della gara, invece, la cosa più importante è un buon riscaldamento per poter partire subito a tutta. Durante tutto il periodo non si deve trascurare una corretta alimentazione.
UNA VITA SENZA RINUNCE
– Ritengo di non aver fatto finora sacrifici a causa del ciclismo. In alcuni momenti ho dovuto rinunciare a gite, uscite o simili, ma sono sempre riuscito a combinare tutto. Ho concluso le scuole superiori con ottimi risultati e ora frequento la Facoltà di Ingegneria Elettrica e Informatica a Zagabria.
LA PRESSIONE DELLE ASPETTATIVE
– In un breve periodo ho sentito una certa pressione, ma direi che me la creavo da solo. Penso che per me sia stato più facile perché non mi sono mai imposto obblighi rigidi, ma avevo obiettivi che avrei voluto raggiungere, soprattutto per me stesso.
ASCOLTATE IL VOSTRO CORPO
– Direi a tutti i nuovi ciclisti di non caricarsi del peso dei risultati e di non forzare oltre i limiti, ma di ascoltare il proprio corpo. Inoltre, le amicizie nate grazie al ciclismo e i momenti vissuti alle gare restano nella memoria molto più a lungo delle uscite passeggere. (foto – Denis Peroš)
