Il desiderio di ritrovare se stessa è ciò che indica la famosa cantante istriana Angelica Zacchigna in ogni incontro con i media quando ripensa ai suoi due indirizzi, uno a Trieste e l’altro in Istria. La talentuosa musicista trasforma questo suo desiderio in successi che entrano rapidamente e facilmente nell’orecchio dell’ascoltatore, e proprio con questi successi si connette a un pubblico sempre più ampio con l’emozione che si sente sia nei testi che nella musica che ottiene con la costante collaborazione con Francesco Cainero.

Ha condiviso con noi le sue emozioni presentando il suo nuovo brano “She” con il quale ha fatto ancora una volta un passo avanti nella sua crescita musicale sia con il suono eccellente che con il testo che trasmettono la malinconia che accompagna costantemente la cantante.

SHE

– La canzone è stata scritta di getto, in un modo impulsivo, cioè in un momento, due anni fa, quando mi sono seduta davanti al piano, ed è semplicemente apparsa l’ispirazione per i testi e gli accordi. In quel momento i miei pensieri ruotavano intorno alla situazione che stavo attraversando con una persona e avevo la sensazione che quella stessa persona in quel momento stesse pensando a me. Associo il testo alla sensazione di perdersi, cioè di non comprendere la propria vera identità, il luogo in cui ci si sente davvero a casa, che nel mio caso, come dico spesso, è il fatto che mi sento un po’ persa quando sono a Trieste, ma anche quando sono in Istria perché mi manca sempre l’altra parte. Sia in Istria che a Trieste sono sempre io, ma ci sono differenze significative nel mio attegiamento il che ritengo positivo perché è culturalmente arricchito da esperienze diverse. Oggi questo mi fa piacere, ma quando ero piccola, nel periodo della crescita, m’era abbastanza difficile a comprenderlo. In quel periodo, mentre andavo a scuola a Trieste, ho avvertito la comprensione dell’ambiente, ma non completamente. Anche Istria, mentre stavo con i parenti e amici, non mi sentivo compresa fino in fondo. Ma non capivo del tutto nemmeno gli altri. Una specie di labirinto in cui cerchi costantemente te stesso e vuoi sentirti bene in tutte le situazioni, anche se spesso ti perdi perché pensi di avere una comprensione inadeguata di tutte le situazioni. Oggi mi rendo conto che non ha importanza. L’unica cosa importante è vivere la vita pienamente. Questa canzone da un lato indica la sofferenza dovuta a tutte queste incomprensioni e dall’altro rappresenta il fatto meraviglioso che mi sento a casa ovunque che sia e mi sembra di volare con i buoni sentimenti di appartenenza in entrambi gli ambienti. Insieme alla sofferenza, possiamo sentire contemporaneamente questo appagamento sentendo ogni ambiente come casa propria. È un miscuglio di rapporti che prima non capivo, ma che oggi mi rendono felice.

La canzano è stata realizzata in collaborazione con Francesco Cainero. Dopo che ho finito il testo e gli accordi, lui si è occupato dell’arrangiamento della canzone, e Sergio Cinghiale si è occupato del video musicale. Mantengo le buone collaborazioni. Io e Francesco ci capiamo molto bene. Quando scrivo un testo gli dico che tipo di musica di sottofondo vorrei e lui capisce subito cosa voglio ottenere e lo realizza. Nella mia vita si ripete continuamente che incontro le persone giuste per caso. Non li cerco, semplicemente appaiono sul mio cammino. Gli incontri con le persone con cui nutro una forte fiducia fin dal primo incontro è un fattore molto importante nella mia vita professionale e privata. Se una persona non ha fiducia, non può aprire il suo cuore agli altri. Scrivere e comporre musica è un atto molto intimo perché lo mostri agli altri mentre è ancora in fase di sviluppo, proprio come quando condividi il tuo cuore con un’altra persona e se quella persona non è buona e ti ferisce con il suo gesto, ti sentirai male. È come un bambino appena nato. Devi prestare particolare attenzione alla sua testa perché un neonato ha una testa molto morbida. Dobbiamo pensare di non farci del male in qualche modo e di condividere le idee con rispetto, sentimento ed empatia, cosa non sempre facile perché non siamo tutti uguali e tutti collaborano con le altre persone.

MALINCONIA

– Volevo far sentire la malinconia nella canzone e sono felice quando la gente la nota, non solo per il testo e la voce, ma anche per la musica. Questa sensazione mi segue tuttora, ma oggi cerco di affrontarla e di comprendere di più i miei pensieri e sentimenti. Sebbene la sofferenza faccia male, le persone sentono e vivono proprio attraverso la sofferenza. La nostalgia può condurre ogni persona verso una realtà parallela dove può conoscere meglio se stesso e le sue affinità.

MORCHEEBA

– Mi sono sempre piaciuti molto i Morcheeba perché appartengono agli anni di musica a cui fondamentalmente aspiro. La loro è una musica di nicchia e ogni canzone è speciale non solo per la voce della cantante Skye Edwards, ma è un’intera produzione di suoni, frutto di una ricerca stilistica, che ricorda l’acqua e ai sogni, per il suono delle chitarre e dei solisti, ma allo stesso tempo ha una sua direzione focalizzata a suscitare forti emozioni negli ascoltatori. Sembra che una persona stia essenzialmente ascoltando il proprio subconscio attraverso la loro musica. Ogni canzone è speciale a modo suo.

CONDIVISIONE DI EMOZIONI

– Ciò che trovo mportante riguardo la mia musica è che attraverso di essa condivido l’emozione che provo quando la compongo una canzone. Ognuno lo sentirà a modo suo, ma se anche solo una persona mi dice che ha condiviso le mie emozioni anche se non gli ho detto nulla a cui stavo pensando mentre componevo la canzone, per me è un fatto meraviglioso.