
A volte basta solo lasciarsi andare, vivere semplicemente con gli occhi aperti e godersi il momento, come fa l’allenatrice dell’USB Lejla Hasanagić nella sua amata città di Parenzo. Lavorando costantemente su se stessa, cosa che ha imparato a fare fin dall’infanzia, Lejla ha avuto una grande metamorfosi durante la sua crescita, con la quale vive tuttora seneramente. Con il suo sorriso contagioso, istruisce i gruppi più giovani di USB, mentre con gli altri gruppi crea contenuti interessanti con i quali riesce a comunicare con il pubblico in un modo del tutto particolare. Di seguito, potete leggere della metamorfosi di Lejla, riguardo il suo linguaggio usato per la comunicazione nel proprio ambiente e della sua esperienza di vita a Parenzo, e forse vi decidete di fare la stessa trasformazione che ha fatto Lejla con la mediazione dell’associazione USB.
LA METAMORFOSI DELL’ATLETA
– Dall’inizio fino alla fine della scuola elementare ho praticato la ginnastica ritmica. Sono stata molto attiva in questo sport, proprio come un piccolo soldato. Durante la pubertà, mi sono resa conto che tre ore di allenamento sulla base giornaliera erano troppe per me perché non avevo una vita sociale a causa di questo, e ho rinunciato alla ginnastica ritmica. Ma dopo un anno, mi sono resa conto che non potevo rimanere a non far niente. Guidata come sempre dalla mia cugina, come nel caso della ritmica, sono entrata a far parte dell’associazione. Nel frattempo, lei ha rinunciato, mentre io sono rimasta e lavoro nell’associazione da oramai 10 anni. La mia allenatrice Ivana Domazet ha prima trasformato il mio spirito sportivo in uno spirito di ballerina e poi ha aperto il mio orizzonte nella danza.
LA LINGUA DELLA COMUNICAZIONE
– La danza è originariamente la lingua con cui le persone comunicano. Tutti i tipi di danza sono essenzialmente dei gerghi. La mia visione della danza iniziò a svilupparsi attraverso il lirical, cioè la comunicazione del testo di una canzone attraverso il movimento, allora iniziano a svilupparsi il moderno, il jazz e altri tipi di danza. Seguo attivamente il balletto da quando avevo sei anni e lo associo alla tecnica basilare e alla ripetizione degli stessi esercizi. Mantengo l’atteggiamento verso danza come una lingua, considerandola una delle lingue più pure che ci sono, perché con la danza, quello che vedi, consideri. Ogni ballerino cerca di trasmettere qualcosa e perlopiù riesce a trasmettere qualche idea. Il bello è che tutti quelli lo guardano in un modo particolare e creano la propria immagine a riguardo.
ADOZIONE DI TECNICHE DI BASE
– Accanto a tutto quello che facevo, praticavo sempre il balletto. Accanto al jazz, il balletto è una delle tecniche di base e semplicemente lo devi sapere. La conoscenza delle tecniche viene valutata durante le competizioni. Il balletto sviluppa tutti i gruppi muscolari che sono molto necessari nella danza. Quando si partecipa alle lezioni di danza classica, ci sono esercizi sistematici che il corpo impara a memoria e quando inizi a farli automaticamente e il tuo cervello può rilassarsi ed è per questo che mi sono innamorato del balletto. Per me è come una specie di meditazione. È meglio quando si inizia in giovane età perché i corpi allora sono molto più flessibili. È più facile per loro sviluppare e adottare il linguaggio della danza. Se una persona non ha ambizioni per le competizioni mondiali ma vuole praticare il balletto in modo puramente ricreativo, può iniziare in qualsiasi momento. Il balletto è molto utile e si possono rilevare alcuni gruppi muscolari che sono più forti nelle donne che negli uomini.

RISULTATI
– Per quanto riguarda il riconoscimento, considero il momento più prestigioso quando ho vinto il premio per il miglior talento femminile al concorso statale nel 2013. Quello è stato una grande sorpresa per me, ma credo che non lo fosse per la mia allenatrice. Quello era una conferma che mi trovavo sulla strada giusta. Da quel momento, considero ciascuna delle nostre vittorie come se fosse una mia vittoria personale perché mi sono innamorata delle coreografie di gruppo poiché ne sento una grande forza di contatto umano. Personalmente, quello che considero il risultato più importante si lega alla mia ricerca di diversi modi di comunicazione con persone vicine e non così vicine. I miei migliori amici sono persone che ho incontrato attraverso la danza. Penso che grazie al ballo ho ricevuto molto nella vita, anche di quello che non è correlato direttamente al ballo.
LA CONCORRENZA NEI TEMPI MODERNI
– La concorrenza mi dà sempre dei segnali, come i segni sulla strada. Ti prepari per un anno, vieni alla competizione, vedi la tua concorrenza e ti rendi conto di cosa stai facendo. Abbiamo una buona concorrenza. Posso dire che ci sono degli ottimi ballerini in Croazia. Puoi sempre imparare qualcosa e puoi sempre farti una nuova idea perché in generale l’arte incoraggia la creazione di nuova arte. In questo periodo, ci mancano davvero le competizioni, il che si può notare nella motivazione in generale. Quando abbiamo un progetto che si lega a qualche gara e non sappiamo se siamo buoni o cattivi rispetto alla concorrenza, c’è sempre in noi un’energia positiva che ci accompagna fino al culmine della competizione.
Con i media odierni, ai ballerini è nello stesso modo facile e difficile farsi notare. Grazie a TikTok, che si basa sulla danza, i ballerini possono conoscere il lavoro con colleghi di tutto il mondo e acquisire conoscenze su culture e danze diverse, sviluppando così il loro vocabolario. D’altra parte, solo perché tutto è così facilmente presente e tutti possono mettersi in mostra in qualche modo, è un po’ più difficile farsi notare nella moltitudine dei contenuti legati alla scena mondiale. Ovviamente c’è di tutto. Ma comunque, una persona che punta alla qualità può trovare spazio anche per se stessa. Quando ti concentri e lavori su qualcosa di tuo, non hai troppo spazio per guardare oltre il proprio recinto. La qualità si ottiene quando si concentra di più su quello che si sta facendo.
LA VITA A PARENZO
– Sono davvero felice di vivere a Parenzo. Ho viaggiato un po’ per il mondo, ho vissuto un po’ a Berlino, un po’ a Zagabria, un po’ a Rovigno. Sono andata a vedere come va il mondo. Poi, sono tornata a Parenzo e sono felice di vivere in una piccola città perché abbiamo tutto a disposizione, ma è molto più tranquillo rispetto ad altri posti. Vivo giorno per giorno, come mi viene. C’è sempre qualcosa da fare. Abbiamo molti bambini nell’associazione e non sento la necessita di dover cercare qualcosa altrove. Apro solo un po’ gli occhi e tutto è intorno a me. Tutto ciò di cui ho bisogno. Imparo dai bambini a cui insegno. Semplicemente, vivo e cerco di tenere gli occhi aperti.

