Una storia che iniziata spontaneamente e che ha prodotto risultati eccezionali si lega alla vita sportiva del membro della nazionale croata Valentino Ravnić.

Il famoso giocatore di pallamano Valentino Ravnić sta vivendo i suoi anni migliori in cui si uniscono la giovinezza e la grande esperienza. Con il suo gioco ma anche con l’impegno, ispira sia i giovani giocatori di pallamano che il pubblico curioso che lo ha seguito fedelmente sin dai suoi inizi quando era un giocatore importante nel club di pallamano maschile di Umago, motivo per cui è stato premiato come miglior atleta di Umago per un paio di anni, nel gioco con il PPD Zagreb e per la nazionale.

Umile e modesto nonostante il suo grande successo, Valentino ci ha raccontato come ha iniziato a giocare a pallamano, chi sono le persone che lo hanno maggiormente influenzato, cosa pensa sia speciale nel suo gioco e cosa consiglierebbe ai giovani giocatori.

PALLAMANO AL PRIMO POSTO

– La pallamano non è stato il mio primo amore. Prima giocavo il tennis da tavolo. Mentre ci allenavamo nella palestra dove si tenevano gli allenamenti di pallamano, seguivo attentamente ogni loro allenamento. Non ricordo esattamente come andò la storia poiché avevo solo sei anni, ma mio padre me lo ripete spesso. Rimanevo sempre a guardare la pallamano e in un’occasione mi ha chiesto se volevo provare a giocare questo sport. È così che è iniziato, facevo allora la prima elementare. I miei genitori mi hanno messo nello sport esclusivamente in modo da occuparmi di qualcosa, e gradualmente è cresciuto un grande amore rispetto a pallamano. Non ho mai smesso di allenarmi né ho praticato altri sport. Oggi mi alleno ancora. Posso anche dire che anche ci guadagno. La pallamano è sempre nella mia mente, ma anche nel mio atteggiamento. Non ho delle altre grandi passioni oltre alla pallamano. Durante la scuola, la pallamano era sempre presente. Da quando ho cominciato a praticarlo in una direzione professionale, ho due allenamenti al giorno e per questo non ho molto tempo per qualcos’altro. Mi piace riposare tra gli allenamenti e poi, come un classico uomo di oggi, giocare i videogiochi ed uscire con la mia ragazza.

FORTI IMPATTI

– Non posso mettere in evidenza un solo allenatore. Molti di loro hanno influenzato lo sviluppo della mia carriera, a cominciare da Saša Ilić, Boris Lisica e Lino Červar. Saša Ilić è stato il primo ad invitarmi nella prima squadra di Umago, dove ho iniziato a giocare con i senior all’età di quindici anni. Poi è arrivato Boris Lisica con cui mi sono rilassato e ho veramente giocato come meglio sapevo. Credeva in me e potevo proprio fare quello che volevo accanto a lui. Qualunque cosa avessi fatto, avrei giocato per 60 minuti e questo mi ha aiutato a svilupparmi meglio. In seguito, Lino Červar mi ha invitato ad unirmi alla squadra nazionale croata. Con i suoi consigli e la sua esperienza è riuscito ad aiutarmi molto nella mia carriera.

ESPLOSIVITÀ E VELOCITÀ

– Onestamente non mi piace parlare troppo su di me, ma guardando da una prospettiva diversa, secondo i commenti dei miei compagni di squadra, potrei sottolineare la mia velocità ed esplosività, così come il mio riflesso, tiro in sospensione. Dicono che pochi giocatori hanno il tipo di riflessione che ho io, e quindi penso che questo sia una caratteristica che mi rende speciale.

PERSISTENZA E PERSEVERANZA

– Quello che consiglio a chi sta appena iniziando a giocare a pallamano è di essere persistente e perseverante ma anche di credere che un giorno vedranno un risultato e che ne saranno ricompensati. La cosa più importante è di giocare con amore. Da bambino, non pensi come un giorno guadagnerai da questo, come neanche io lo sapevo. Non giocavo a scopo per guadagnarci, ma per l’amore che nutrivo a riguardo. Quando ho visto che poteva venirne fuori qualcosa, ho investito totalmente in quella direzione. Mi è stato tutto ripagato, e questo lo auguro anche ai giovani di oggi. Se vogliono praticare uno sport, allora dovrebbero concentrarsi verso uno sport che gli piace davvero. Devono semplicemente lavorare sodo ed essere persistenti perché sicuramente ne saranno ripagati.