Studiare e collegare il passato con il presente è il lavoro in cui è impegnata ormai da due decenni Elena Uljančić come direttrice del museo di Parenzo e dirigente dei workshop degli Associazione Amici della Giostra.

Per il suo amore verso l’identità della città ed il patrimonio della comunità locale le è stato rinnovato ancora una volta il mandato di direttrice del museo di Parenzo.

Impressionati dal suo amore verso la propria comunità ed il proprio lavoro, abbiamo deciso di chiederle alcune domande, e potete vedere in seguito cosa abbiamo scoperto.


RINNOVATO
IL MANDATO DI DIRETTRICE DEL MUSEO
– In un primo momento, devo sottolineare che sono estremamente grata a tutti gli organi amministrativi che mi hanno affidato un nuovo mandato, in particolare, il Cosiglio Accademico con il quale collaboro strettamente.
Per me, ogni periodo prima della ri-nomina è un periodo interrogativo riguardo ai risultati, una sorta di sottolineamento di un periodo lavorativo di quattro anni che credo sia indicabile ad ogni dirigente.
Davvero posso sottolineare che la vita mi ha assegnato il lavoro che amo, dove posso adempiere pienamente il proprio interesse per la ricerca e la creatività come storico e dirigente del museo. Ma, purtroppo, io sono uno dei pochi sostenitori della cultura a Parenzo che, a cospetto a quelle di altri settori, perde spesso la gara, ma non rinuncia mai a far si che con i propri sforzi megliori la situazione della cultura in città. Costantemente mi cofronto con l’apatia culturale della piccola comunità senza continuità culturale.
Spesso mi fa rallegrare la sola entrata nel cortile del palazzo Sinčić che inspira anche così non rinnovato. In vari periodi del giorno le ombre cadono diversamente sull’ architettura barocca vibrante di cui conoscono ogni decorazione e buco. È bello lavorare con dei colleghi che sono appassionati nel proprio lavoro e che mi arricchiscono ognuno a suo modo sia come professionisti o come umani. Penso che come un collettivo abbiamo sviluppato un alto livello di armonia di lavoro di squadra e supporto interpersonale.

LAVORATRICI CON UN’AMPIA ESPERIENZA NELL’ISTITUZIONE

– Nel museo di Parenzo ho lavorato per vent’anni e sono la lavoratrice con maggior esperienza nell’istituzione. Durante la formazione, la strada mi portava altrove, ma sono sempre tornata alle fonti d’archivio, alla storia ed alla museologia. L’istituzione museale di Parenzo ho incontrato la prima volta nella scuola elementare. Durante la scuola media superiore facevo pratica nel Museo sé l’esecuzione e già d’allora sapevo che ero nata per stare in questa atmosfera d’antiquariato. Lo stessa connessione la sentivo facendo la praticare nell’ Archivio di Stato a Pisino. In qualche modo, questi vecchi scritti mi hanno collegata con le radici della mia famiglia che su entrambi i lati sono sempre stati veramente importanti. Per me, la conoscenza delle varianti istriane del dialetto veneziano ha giocato un ruolo cruciale nella lettura dei documenti e l’assorbimento della storia di Parenzo, che in seguito ha dato vita anche al dottorato. Durante gli anni di servizio presso il Museo ho superato tutti i tipi di posti di lavoro da quelli amministrativi, curatorialu, scientifici a quelli manageriali. Il mio sogno professionale è quello di ripristinare il complesso barocchiale della famiglia Sinčić e aprire una nuova esposizione museale per la quale si sta già preparando la documentazione. Il concetto della mostra permanente porta il titolo: Parenzo – una città d’identità multiple, e mostrerà lo sviluppo storico della città dalla preistoria ai giorni nostri. Spero che il nostro fondatore, la Città di Parenzo, inserirà tra le priorità che deve affrontare i problemi del museo siccome si tratta di una sorta di biglietto da visita della città e della sua storia, che è immensamente importante per il settore economico principale, il turismo, da cui, direttamente o indirettamente, viviamo a Parenzo.

CONOSCERE
L’AMBIENTE
– Penso che molte persone non sono consapevoli di quanto sia importante conoscere la storia dell’ambiente in cui vivono, sia per coloro che sono nati in questo settore, sia per gli immigrati. Al fine di poter amare il proprio ambiente bisogna prima conoscerlo. La conoscenza di base funzioni native storica rientra nella cultura generale che si trasmette di generazione in generazione, sviluppando in tal modo un senso d’ appartenenza, l’unità e l’identità, ma dobbiamo stare attenti che l’atteggiamento verso il patrimonio non si riduca ai souvenir turistici e rappresentazioni culturali fatti male. Il museo ha numerosi progetti per sensibilizzare l’opinione pubblica per quanto riguarda la storia di Parenzo e il patrimonio culturale come lavorare con i membri dell’Associazione degli Amici della Giostra che opera all’interno del museo, attirando numerosi amanti di Parenzo e della sua storia.

STORIA STRATIFICATA E COMPLESSA

La storia di Parenzo è estremamente stratificata e complessa, ed è caratterizzata da numerose interruzioni. Il suo più forte timbro visivo è impresso nell’architettura del centro storico, dove nelle fondamenti d’edifici si possono facilmente fare delle sbirciatine anche per conoscere il periodo romano. La mia ricerca personale risale al periodo della prima età moderna, e per Parenzo si tratta del XVII e XVIII secolo, sui quali sto indagando già a lungo confrontando le fonti storiche sparse per gli archivi di Fiume, Pisino, Parenzo, Trieste e Venezia. Dopo ogni nuova scoperta mi preme un senso d’eccitazione. Tutti questi risultati possono essere letti sui giornali scientifici che pubblico. Mi sto preparando per studiare gli archivi veneziani. Oltre alle registrazioni delle conoscenze della ricerca storica, m’ arricchiscono le registrazioni dei testimoni viventi di determinati eventi o fenomeni del passato di Parenzo.

RITORNO AL BAROCCO

M’è difficile a dire dove mi collocherei a causa del fatto che sono felice di vivere all’incrocio tra 20 ° e 21 ° secolo. Ho abbastanza familiarità con le caratteristiche della vita e della condizione della donna nella storia. A questo va in favore il fatto che sono la prima direttrice del più antico museo in Istria. Se dovrei proprio scegliere, dato il fatto che ho scritto una tesi di dottorato sul barocco di Parenzo, aprirei volentieri la porta proprio del periodo del 18 ° secolo, al fine di vedere se le conclusioni della mia ricerca coincidono con la realtà. Toccherei il tessuto degli abiti fruscianti di cittadini nobili di Parenzo che purtroppo non sono sopravvissuti, e di loro abbiamo solo delle descrizioni. Curiosamente farei una passeggiata tra le mura scomparse della città di cui abbiamo l’aspetto registrato solo tramite delle stampe.

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