
Nel calcio, il percorso verso la panchina di un allenatore raramente si svolge completamente secondo i piani. A volte sono gli anni di lavoro a determinarlo, altre volte le opportunità e, in alcuni casi, sono le circostanze a cambiare, in un determinato momento, il modo di vedere lo sport. Per Elvis Kastrati, proprio uno di questi momenti ha segnato il passaggio dall’amore adolescenziale per il calcio a una vera e propria vocazione.
Il suo percorso è stato caratterizzato dalla crescita dei giovani giocatori, dal lavoro quotidiano sul campo e dal desiderio di guardare al calcio andando oltre il semplice risultato. In un’epoca in cui i giovani calciatori vengono spesso valutati attraverso numeri, risultati e prestazioni immediate, la crescita, la pazienza e la continuità del lavoro diventano elementi altrettanto importanti della storia di un calciatore.
Oggi Kastrati appartiene a una nuova generazione di allenatori che, attraverso l’esperienza, il lavoro e la formazione continua, costruiscono la propria filosofia calcistica. Il suo approccio si basa sull’idea che una squadra debba avere una propria identità, che il giocatore debba comprendere il gioco e che l’allenatore debba essere pronto ad adattarsi quotidianamente alle nuove sfide.
Abbiamo parlato con Elvis Kastrati dei suoi inizi, del lavoro con i giovani giocatori, delle sfide dell’allenatore, della crescita maturata negli anni e del calcio che desidera costruire.
DAL GIOCO ALLA VOCAZIONE
– Fin da piccolo ho dimostrato un grande amore per il calcio e sono sempre stato un grande appassionato di questo sport. Tuttavia, il momento in cui sono stato convocato in prima squadra come giocatore, posso dire che ha cambiato il mio modo di vedere il calcio. Fino ad allora era un divertimento, da quel momento posso tranquillamente dire che è diventato una vocazione. Volevo intraprendere la carriera di allenatore già da quando ho iniziato la scuola superiore. Mi interessava molto. Per una serie di circostanze, ho subito un grave infortunio all’inizio della mia carriera da giocatore e, a 19 anni, ho avuto l’opportunità di lavorare nel NK Jadran Poreč. Ciò che mi ha attirato maggiormente è la possibilità di lavorare quotidianamente con le persone, con i giocatori, seguirne la crescita e i progressi e, soprattutto, avere un’influenza su di loro, non solo come giocatori, ma anche come persone.
IL RISULTATO NON È L’UNICO VALORE
– È una linea sottile tra le priorità, ovvero il risultato che compare sul tabellone e ciò che un giocatore impara e porta con sé dopo una partita, considerando che ho lavorato a lungo nel settore giovanile. Lì la cosa più importante è sempre stata educare i giocatori e fare in modo che tornassero ogni volta all’allenamento ancora più motivati, con la voglia di imparare qualcosa di nuovo. D’altra parte, c’è il calcio senior, dove alla fine si vive di risultati. Allo stesso tempo, però, sono il primo a voler costruire il risultato attraverso il buon gioco e il lavoro, senza guardare a tutti i costi soltanto il tabellone.
VOGLIA E MOTIVAZIONE SENZA SCUSE
– Direi che oggi ciò che manca maggiormente a un giovane giocatore per fare il salto nel calcio senior è il livello di voglia e motivazione. Quando esce dalla propria zona di comfort, non deve arrendersi e cercare scuse, ma continuare a lavorare su se stesso, perché la differenza più grande nel determinare chi riuscirà ad arrivare al calcio senior la fanno proprio loro, i giocatori stessi.
SEMPRE PIÙ MOTIVATO
– Sono molto felice e soddisfatto del fatto che il mio approccio cambi di anno in anno. Sono sempre più motivato, ho una grande voglia e credo di poter raggiungere il successo in questo sport. Quello che vorrei fosse riconoscibile è lo stile e il modo di giocare, la visione del calcio dei miei giocatori, l’idea stessa di gioco, affinché siamo sempre piacevoli e interessanti da vedere. Sono un allenatore a cui piacciono molto le sfide, soprattutto quando è difficile, quando bisogna lavorare tanto per vedere dei progressi. Quello che ho capito attraverso gli anni di lavoro è che uno degli aspetti fondamentali del lavoro di un allenatore è la capacità di adattarsi e il modo in cui l’allenatore prende e affronta decisioni difficili. Ogni giorno è una nuova opportunità per avere successo.
ORGOGLIOSO DEI MIEI GIOCATORI
– Ho allenato un gran numero di giocatori e ragazzi davvero talentuosi e posso dire che ce ne sono stati alcuni dei quali avevo intuito che avrebbero potuto fare qualcosa di importante. Non vorrei fare nomi, ma posso anche dire che alcuni di loro oggi ricoprono ruoli importanti nei loro club, sia in Croazia che all’estero, e questo mi fa davvero piacere e mi rende orgoglioso di loro. Auguro loro tanta fortuna e tanto successo.
