Il gruppo musicale Parni valjak è fonte di ispirazione per molti. Fondamentalmente, molte persone sono cresciute con questa band, affezzionati al carattere e il fascino di Aki Rahimovski. Il suo successore nella band, Igor Drvenkar, ci ha ispirato con la sua esibizione impressionante, ma anche con l’approccio che ci ha mostrato in una breve conversazione sulla sua storia musicale, su come è diventato membro del gruppo Parni valjak, sulle sue abitudini quotidiane e su suoi obiettivi a lungo termine. Si è presentato come una personalità molto interessante che continua a svilupparsi sia nel mondo della musica che nella recitazione e nel tempo libero pratica pure lo sport.

Per avere un impatto più durante le future esibizioni del Parni valjak, vi invitiamo a conoscere meglio il talentuoso cantante, che con il fascino e con la voce affascina il pubblico con l’emozione che trasmette in ogni canzone nuova o vecchia della leggendario gruppo musicale.

GRADUALE SCOPERTA DELLA PASSIONE PER LA MUSICA E LO ESIBIZIONE PUBBLICA

– La mia storia musicale è iniziata alle elementari, più precisamente al 6° o 7° grado. Ho sempre amato ascoltare la musica e canticchiare accanto alla radio, ovvero mettere una cassetta nella radio e registrare le mie canzoni preferite per poi suonarle e cantarle. Stavo spesso a casa di mia nonna e nel soggiorno, dove raramente arrivava qualcuno della famiglia, passavo l’intero pomeriggio, alzando al massimo il volume della radio e cantando le canzoni. Dato che vengo dalla Podravina, a scuola c’era un’attività legata al tamburello e ovviamente mi sono unito alla banda e ho iniziato a suonare scoprendo che ho orecchio per la musica. Ho iniziato a cantare e il mio talento è stato notato da un mio professore che ha iniziato ad insegnarmi il canto. Al liceo ho conosciuto l’amico con il quale ho formato la mia prima band. Abbiamo iniziato a suonare, ci siamo concentrati sui festival, dove abbiamo presentato i nostri primi concerti, e in me sono cresciuti l’amore e il desiderio per le esibizioni. Mi sentivo proprio bene mentre mi esibivo, anche se nessuno nella mia famiglia è appassionato di musica. Questa era una sorta di passione e amore con cui volevo svilupparmi fino al momento in cui ho finito il liceo e ho deciso di fare il grande passo e andare a Zagabria, come mi piace dire, da solo e per espandere le mie cerchie. Mi è stata data l’opportunità di approfondire la mia conoscenze e mi sono iscritto a varie scuole, corsi e produzioni. Ho deciso di impegnarmi con tutte le mie forze per far sì che la musica sia assolutamente presente in ogni momento della mia vita e ora sono davvero felice e privilegiato che questo si sia averato.

STIAMO CRESCENDO COME BAND E COME FAMIGLIA

– È assolutamente impossibile sostituire Aki. È un’icona e una leggenda così grande, così originale, che nemmeno un clone potrebbe sostituire ciò che in realtà lui è stato, ovvero un uomo pieno di emozioni e di voce, il miglior frontman in questa regione da cui un musicista come me può sicuramente imparare molto. La collaborazione è iniziata quando Bere Blažević, il tastierista della band, mi ha invitato ad una prova per provare a suonare un po’ insieme. Non era un provino qualunque, l’abbiamo postposto per 3 o 4 volte siccome ero affetto il covid proprio in quel periodo. Finché non mi sono sentito un po’ meglio, abbiamo rimandato le prove, ma alla fine è successo. Non appena sono entrato nella stanza e ho incontrato la band, qualcosa è scattato. Abbiamo iniziato subito a scherzare e abbiamo iniziato a sentirci a nostro agio come collettivo. Abbiamo suonato e non so dire se andava bene o male, ma poi mi hanno richiamato il secondo e anche il terzo giorno ed è così che abbiamo iniziato la collaborazione e da più di un anno e mezzo stiamo crescendo come band e come famiglia. Passiamo davvero ore e ore insieme. Nei momenti in cui sono con la band, sono davvero preso al 100% da tutto il processo in cui si suona e si registrano le nuove canzoni, e poi quando qualcuno mi chiede com’è a Parni Valjak, non so come rispondere perché ancora non riesco a crederci che ne faccio parte. Penso che mi ci vorrà molto tempo per iniziare a credere in generale che questo stia davvero accadendo, ma la band è davvero meravigliosa con me fin dal primo giorno, sono pieni di supporto e mi rendono davvero più facile il mio processo di crescita professionale. Non mi hanno mai chiesto o si aspettavano da me che facessi qualcosa come Aki perché davvero non avrebbe avuto senso. Aki come uomo era grande e forte sul palco. Penso anche che non ci siano somiglianze tra noi. Penso che io e Aki siamo davvero diversi nelle interpretazioni e forse anche nell’esibizione. Anche se, come ho detto, posso davvero imparare molto da quello che ci ha dato e credo che ci saranno sempre dei confronti da parte del pubblico perché queste sono le canzoni in cui tutti ascoltiamo proprio lui. Aki vive ancora con noi attraverso le canzoni del Parni valjak.

FREDDIE MERCURY – INFLUENZA SULLA COSTRUZIONE DELL’IMMAGINE

– Non penso che solo Freddie Mercury abbia influenzato sulla costruzione della mia immagine, anche se ne ho ricevuto parecchi paragoni anche sui social media. Forse ho associato qualcuno con delle pose che faccio. Le pose ed i movimenti mi sono venuti davvero naturali sotto l’influenza di vari cantanti e icone a me cari e, ovviamente, tra di loro ci sono Freddie Mercury, Steven Tyler e Tom Jones. Ho trovato qualcosa in loro che mi piaceva e ho semplicemente provato a creare qualcosa di mio. Sono ancora su un percorso in cui sto imparando a costruire una sorta di mia espressione vera e originale.

ABITUDINI QUOTIDIANE

– La mia giornata inizia con la sveglia verso le 6:30 o le 7 del mattino, e allora faccio il primo allenamento. A cui segue una doccia fredda, poi leggo un po’ qualche libro, mi bevo il caffè in tutta tranquillità e poi inizio la giornata. Vado nel mio studio dove lavoro sulle canzoni e registro, a mezzogiorno torno a casa per pranzo e poi vado a provare con la band. Un fatto che non sapevo prima è che Parni valjak ha un’etica del lavoro basata sulle prove quotidiane, cosa che mi piace molto perché di solito questo tipo di approccio lo vedo in teatro mentre si preparano delle nuove opere teatrali. Le prove sono fondamentalmente la mia attività preferita della giornata, creiamo nuove canzoni e prepariamo vecchie canzoni per i concerti. Durante la giornata cerco di consumare i pasti da 5 a 6 volte al giorno, quando se ne presenta l’occasione faccio degli esercizi vocali e mi esercito a suonare l’armonica, e tutto quello che riesco a inserire nella parte della giornata in cui sono sveglio, quando praticamente non dormo. Nonostante la giornata in qualche modo impegnativa, riesco a riposarmi bene. Quando torno da una prova con la band mi stacco completamente, visto quello che faccio, sono molto introverso per natura e mi piace molto stare da solo per raccogliere nuovamente le energie per tutte le attività della giornata. Lavorare su se stessi è lo scopo della vita e questi sono alcuni dei principi secondo cui una persona dovrebbe vivere. Mi sono ispirato ad alcuni buoni libri nel periodo della pandemia, dai quali ho imparato molto e cerco davvero di vivere secondo questi principi perché penso che sia utile e salutare e mi è stato mostrato in un paio di occasioni che lo è davvero.

GIOCARE SICURO MA ANCHE RISCHIARE

– Ho imparato attraverso la vita che nessun obiettivo può essere raggiunto in un breve periodo di tempo. Per tutte le cose della vita, bisogna assolutamente fare uno sforzo per investire molto tempo. Proprio come mi piace andare sul sicuro, mi piace anche correre molti rischi, ma anche quel rischio richiede un bel po’ di preparazione e pratica per varie reazioni. Non ho alcun obiettivo specifico che vorrei raggiungere, ma sicuramente voglio investire il più possibile nella qualità della vita, lavorare su me stesso, lavorare per rendere gli spettacoli quanto più belli possibile, in modo che il pubblico possa divertirsi il più possibile con noi, diventare un grande attore e anche ottenere alcuni ruoli teatrali che sogno… Ma questi sono tutti degli obiettivi a lungo termine, mentre come obiettivo a breve termine posso menzionare quello di battere un record ciclistico il minor tempo possibile. (foto – Davor Dragičević)