
L’affinità per i giochi dinamici ha portato la giovane Ivana Dojkić in un emozionante viaggio nel mondo della pallacanestro, dove ha scoperto sé stessa e le proprie capacità. Fino ad oggi, da giocatrice, Ivana ha avuto molti successi nella sua carriera professionale, ma crede di non aver ancora raggiunto il suo massimo.
La sua passione è stata riconosciuta dalla Virtus Segafredo, club di serie A del Bologna, che le ha dato l’opportunità di essere una loro rappresentante e questo per il club si è rivelata un’ottima mossa.
In una lunga conversazione con la talentuosa capitana della squadra nazionale croata di pallacanestro, abbiamo scoperto cosa l’ha spinta a giocare a basket, a cosa ha dovuto rinunciare, quali sfide deve affrontare e cosa direbbe a chi è ancora in dubbio se giocare o no la pallacanestro.
AMORE PER LE DINAMICHE DELLA PALLACANESTRO
– Poiché entrambi i nostri genitori sono atleti e lo hanno praticato come professione per tutta la vita, il fratello Marko ed io siamo stati orientati allo sport fin da piccoli. Papà era un allenatore di pallavolo e la mamma era una giocatrice di pallavolo. Non volevano reindirizzarci a uno sport specifico, ma hanno deciso di lasciarlo a noi. Il basket era in realtà l’ultimo di tutti gli sport che ho provato. Prima di pallacanestro, ho praticato tennis, nuoto, ritmica e ovviamente la pallavolo. Ho scelto la pallacanestro perché in quel periodo mi piaceva di più come sport e si adattava al mio carattere. Mi sono innamorata delle dinamiche della pallacanestro, la creatività e la libertà di assumersi responsabilità. Mi motiva ogni giorno il desiderio di raggiungere il pieno potenziale. Credo che non ci siano limiti, se al lavoro si aggiungono la visione e la fede. Allo stesso modo, il desiderio di essere una giocatrice e una persona migliore in ogni aspetto è ciò che mi spinge di più in avanti. Credo di non aver ancora raggiunto il mio massimo nella mia carriera sportiva, tuttavia ricordo con gioia alcuni momenti che sono sicuramente per me importanti, come la qualificazione all’Eurobasket, il passaggio nella stessa fase a gironi competizione, la finale del campionato italiano dell’anno scorso, giocando in Eurolega, e numerosi altri successi in diversi campionati, oltre a quelli di carattere individuale, come il miglior marcatore di Coppa Italia 2022, i primi cinque della Campionato italiano ed altri. Mi piace sempre menzionare che per me il successo più grande è fare ciò che amo ogni giorno con grande passione, progredire in esso come atleta, ma anche come giovane che è cresciuta in una piccola località.
SFIDE NELLA PALLACANESTRO
– Le sfide più grandi nella pallacanestro, come in ogni altro sport, secondo me, sono i grandi sacrifici e la continuità del progresso. Con questo penso alla continuità dell’avanzamento, penso che ogni volta che si presenta un’opportunità di lavoro individuale, dovrebbe essere sfruttata. In questo periodo in cui tutti si riposano fino alla fine della stagione, quello è il momento di investire su se stessi. Forse è lì che è il momento più difficile mentalmente, ma è lì che si fa la differenza tra giocatori buoni e meno bravi. In pallacanestro, le sfide per me stanno diventando sempre più forti ad ogni stagione. Devo diventare sempre più brava rispetto all’allenamento precedente, alla partita precedente. Tecnicamente più corretta, più precisa e presente con la concentrazione, saprò sempre dare il massimo.
GRANDI ASPETTATIVE NEI CLUB ESTERI
– Quando sono all’estero, le aspettative sono molto più alte perché vengo trattata come un giocatore straniero nella squadra. Con questo voglio dire che ci sono aspettative molto più alte per i giocatori stranieri e ci viene chiesto di presentarlo con il nostro gioco, con la qualità e con l’approccio. In Croazia, purtroppo, al momento non abbiamo nemmeno club per competere nei ranghi più seri della pallacanestro europea, e non posso presentare realisticamente la situazione, ovvero le differenze tra Croazia ed Europa.
MOLTE RINUNCE
– Per il bene della pallacanestro, ho dovuto rinunciare alla vita quotidiana normale dei miei coetanei. Molti sacrifici e rinunce sono presenti nello sport d’oggi. Il mio programma settimanale si basa su allenamenti, partite e riposo. Non posso permettermi di commettere errori come non dormire abbastanza la notte, o non allenarmi per molto tempo, quindi puoi immaginare quanti sacrifici quotidiani ci sono. Tuttavia, in qualsiasi programma, può essere concessa un po’ di libertà per fare cose diverse dallo sport. Questa moderazione è la cosa più importante nella vita, quando può essere raggiunta perché non sempre è possibile a causa del programma.
SI DEVE ASCOLTARE PRINCIPALMENTE IL CUORE
– Direi a coloro che sono indecisi se iniziare o meno a giocare a basket di ascoltare principalmente il cuore come anche i propri sentimenti. Finché lo sport darà loro piacere e passione, potranno raggiungere certi successi. Altrimenti è molto difficile, perché richiede tante rinunce, che non si possono superare senza un grande desiderio. Il mio consiglio è che nel primo periodo della pallacanestro non ci si dovrebbe preoccupare troppo delle carenze, ma di godersi lo sport. Il lavoro e i sacrifici decidono, e così vengono soppressi i lati leggermente peggiori. Con grande dedizione e passione per allenamenti e partite, si ottengo i migliori risultati. Mi piace sempre dire che a volte bastano delle piccole cose per realizzare le grandi cose. (foto: Matteo Marchi)
