In un mondo che ci invita costantemente a essere più veloci, più efficienti e più disponibili, è sempre più difficile trovare un momento in cui non dobbiamo dimostrare nulla. Le giornate si riempiono di impegni, i pensieri continuano a correre anche quando il corpo chiede riposo, e il bisogno di tenere tutto sotto controllo ci allontana spesso da ciò che ci è più vicino: noi stessi. Proprio per questo, a volte l’uomo non ha bisogno di un altro traguardo, di un nuovo obiettivo o di un’ulteriore motivazione. Ha bisogno di uno spazio in cui potersi fermare, fare un respiro profondo e sentire di nuovo la propria presenza.

Lo yoga ci ricorda che la forza non deve sempre significare resistere ancora un po’, che la flessibilità non è solo la capacità del corpo di assumere una determinata posizione e che il progresso non deve per forza essere visibile agli altri per avere valore. A volte il cambiamento più grande avviene nel silenzio, nel momento in cui prendiamo coscienza del respiro, riconosciamo i nostri limiti o, per la prima volta dopo tanto tempo, ci permettiamo semplicemente di essere. Unendo movimento, respirazione e attenzione focalizzata, lo yoga apre uno spazio per una conoscenza più profonda del proprio corpo, ma anche del modo in cui reagiamo alla vita quotidiana.

Il suo valore non risiede nella posizione perfetta né in quanto lontano riusciamo ad arrivare. Risiede nella relazione che costruiamo con noi stessi, nella pazienza che impariamo a sviluppare e nella capacità di riconoscere i nostri bisogni prima che siano l’esaurimento e la fatica a segnalarceli.

È proprio questo lo sguardo sullo yoga coltivato da Barbara Kešmer, fondatrice dello Yoga Tree Studio, uno spazio che ha ideato come molto più di un semplice luogo in cui fare esercizio. Il suo percorso dimostra come la pratica personale possa, con il tempo, trasformarsi in una filosofia di vita, una vocazione professionale e il desiderio di condividere con gli altri il benessere della propria esperienza. Oltre allo yoga, Barbara coltiva anche un grande amore per la corsa, le maratone e le ultramaratone, così nel suo approccio si incontrano resistenza, disciplina, consapevolezza e bisogno di equilibrio.

Yoga Tree Studio nasce dal desiderio di creare un ambiente accogliente e inclusivo in cui ognuno possa trovare il proprio ritmo, indipendentemente dall’esperienza precedente o dalle capacità fisiche. A rendere speciale lo studio contribuiscono inoltre i diversi stili di yoga e quattro insegnanti che, con le loro conoscenze, esperienza e personalità, avvicinano i frequentatori ai diversi percorsi della stessa pratica.

In una conversazione con Barbara abbiamo scoperto come lo yoga sia diventato una parte indispensabile della sua vita, perché i cambiamenti che porta vadano oltre il livello fisico e come sia creare uno spazio in cui le persone possano sentirsi benvenute, al sicuro e connesse con se stesse.

LO YOGA COME PERCORSO DI VITA
— Lo yoga è entrato nella mia vita attraverso una scuola di sviluppo personale. All’inizio era solo una delle tante attività, ma lentamente, quasi impercettibilmente, attraverso anni di pratica, studio, lavoro su me stessa e nuove consapevolezze, è diventato molto di più. Non posso isolare un singolo momento in cui è avvenuto questo cambiamento. Semplicemente, con il tempo lo yoga è diventato una parte indispensabile della mia quotidianità e ho iniziato a organizzare i miei impegni e i miei programmi intorno ad esso. A volte rido da sola perché in realtà non so cosa succeda in città la sera: o tengo una lezione di yoga o sono a lezione dalla mia insegnante, nel ruolo di studentessa. Oltre allo yoga, la mia grande passione è la corsa. Corro maratone e ultramaratone, ed è proprio lo yoga che mi aiuta a trovare l’equilibrio tra gli sforzi fisici intensi, gli impegni di lavoro e la vita di tutti i giorni. Per me queste due attività non sono opposte, anzi si completano perfettamente. Ed è proprio questo che amo dello yoga: per quanto impariamo e progrediamo, rimaniamo sempre studenti.

PIÙ DI UN MOVIMENTO FISICO
— Desidero innanzitutto che la persona, con il tempo, inizi a sentire, conoscere e comprendere meglio il proprio corpo. Attraverso il lavoro con il corpo sviluppiamo la consapevolezza del respiro, ed è proprio questa connessione tra corpo, respiro e mente uno degli aspetti più preziosi dello yoga. Vorrei che i partecipanti non lasciassero la lezione solo con la sensazione di essersi sgranchiti o rafforzati fisicamente, ma che portassero con sé anche una sensazione di pace interiore, leggerezza e connessione con se stessi. Lo yoga ci insegna la presenza, ed è qualcosa che possiamo portare con noi anche fuori dal tappetino, nella vita quotidiana.

CORPO, MENTE E VITA QUOTIDIANA
— Il corpo e la mente sono continuamente connessi, solo che nella frenesia quotidiana spesso non ne siamo consapevoli. I partecipanti mi dicono di frequente che, da quando praticano yoga, si sentono persone diverse. Sono più calmi, riconoscono meglio le proprie reazioni e affrontano più facilmente le sfide di tutti i giorni. A volte basta solo fermarsi e prendere coscienza del proprio respiro. Questa cosa all’apparenza piccola può cambiare il modo in cui reagiamo in una situazione di stress. Lo yoga non può proteggerci da tutte le sfide della vita, ma può aiutarci ad affrontarle con più consapevolezza, calma e stabilità interiore.


CAMBIAMENTI CHE VANNO OLTRE IL CORPO
— Molti arrivano allo yoga per dolori alla schiena, rigidità, bisogno di muoversi o semplicemente per il desiderio di fare qualcosa di buono per sé. Con il tempo, tuttavia, i cambiamenti diventano molto più ampi di quelli meramente fisici. Noto che i partecipanti diventano più calmi, più aperti, più sinceri con se stessi, accettano più facilmente i cambiamenti e reagiscono diversamente alle situazioni di stress. Mi fa particolarmente piacere vedere come si sviluppa la loro fiducia nel proprio corpo, ma anche la pazienza verso se stessi. Nello yoga impariamo che non dobbiamo ottenere tutto subito, che il progresso non è sempre lineare e che è importante rispettare le proprie possibilità. Penso che questa sia una delle lezioni più belle che lo yoga possa trasmettere nella vita di tutti i giorni.

UN’OASI VERDE PER TUTTI
— Il desiderio di avere un mio studio di yoga è nato quasi subito dopo aver completato il mio primo corso di formazione per insegnanti. Volevo creare uno spazio che non fosse solo un luogo in cui esercitarsi, ma un posto in cui le persone si sentissero a proprio agio, rilassate e accolte. Chiamo spesso lo Yoga Tree Studio la mia oasi verde. È proprio la sensazione che volevo trasmettere attraverso l’arredamento: il calore del legno, il colore verde rilassante, gli elementi naturali e un’atmosfera in cui già all’ingresso senti di poter rallentare un po’. Per me è importante che chiunque entri nello studio si senta il benvenuto, a prescindere dall’età, dalle capacità fisiche o dall’esperienza precedente con lo yoga. Mi fa particolarmente piacere condividere oggi questa mia oasi verde con altre tre meravigliose insegnanti. Nello studio siamo in quattro: Sena insegna Raja yoga e yoga prenatale, Ilijana Dharma yoga, Lucija Hatha yoga e io Iyengar yoga. Ciascuna di noi ha il proprio approccio, la propria esperienza ed energia, ma tutte condividiamo lo stesso amore per lo yoga e il desiderio di avvicinarlo alle persone. Vorrei che lo Yoga Tree Studio fosse un luogo dove le persone non vengono solo perché hanno una lezione prenotata, ma perché lì si sentono bene, connesse con se stesse e con gli altri. Un luogo in cui tornare volentieri.


LO YOGA NON HA PREQUISITI
— Lo yoga è per tutti! Non dovete essere flessibili, forti, giovani, né avere alcuna esperienza precedente. Servono solo un po’ di curiosità, un cuore aperto e la disponibilità a concedersi un’opportunità. Dico sempre: venite a provare, senza aspettative né pregiudizi. Lo yoga non è una competizione né l’obiettivo è eseguire la posizione perfetta. Ognuno parte dalle proprie possibilità e si sviluppa al proprio ritmo. Nello *Yoga Tree Studio* abbiamo diversi stili di yoga, il che ritengo sia un nostro grande vantaggio. Ciascuna di noi insegnanti porta qualcosa di personale, un approccio e un’energia differenti, ed è proprio per questo che credo che ognuno possa trovare la pratica più adatta a sé. Forse basta solo venire alla prima lezione e lasciare che lo yoga vi sorprenda.

LA FORZA DI TORNARE A SE STESSI

— Lo yoga è la mia terra. Lo dico sempre. Per natura sono una persona molto energica, sempre in movimento, con molti impegni, interessi e sfide. Corro maratone e ultramaratone, amo la dinamicità, il movimento e il superamento dei miei limiti. E lo yoga è ciò che mi riporta sempre a me stessa. È il mio radicamento, il mio equilibrio e il luogo in cui ritrovo la pace, indipendentemente da tutto ciò che accade intorno a me. Lo yoga non mi è stato accanto solo nei momenti belli e di successo, ma anche in quelli più difficili, quando è stata proprio la pratica ad aiutarmi a trovare la forza e a ripristinare l’equilibrio. Nel corso degli anni mi ha insegnato la pazienza, l’accettazione e il fatto che non devo sempre correre in avanti. A volte il progresso più grande arriva proprio quando ci fermiamo ad ascoltarci. Il lavoro con le persone è per me una ricchezza inestimabile. Ogni persona che viene alla mia lezione porta la propria storia, le proprie possibilità, i propri limiti e bisogni. Pensare a ciascun individuo, cercare il modo di avvicinarmi a lui e aiutarlo a progredire attraverso la pratica mi spinge continuamente a imparare. Credo che sia proprio questo rapporto con le persone a rendermi un’insegnante migliore, ma

anche una persona migliore. Forse è una delle cose più importanti che ho imparato attraverso lo yoga: che non smettiamo mai di essere studenti. Né sul tappetino, né fuori. (foto – Bojana Milašinović)