La danza è una storia silenziosa raccontata attraverso il corpo, libera dalle parole e dalle preoccupazioni quotidiane, un linguaggio universale dell’anima che spinge i confini dell’espressione verbale. Attraverso ogni movimento, la danza apre lo spazio a emozioni pure, libertà illimitata ed espressione autentica, permettendo all’individuo di connettersi con il proprio essere più profondo.

È questo potere trasformativo della danza che ha ispirato Chiara Pisak a iniziare il suo percorso creativo all’età di tredici anni, trasformando la sua passione in una straordinaria carriera.

Oggi, come insegnante di danza dedicata presso lo studio di arti performative “MOT 08”, Chiara trasmette con entusiasmo la sua conoscenza e il suo amore per la danza a bambini e ai giovani. Il suo obiettivo va oltre all’insegnamento dei passi. Incoraggia i bambini e i giovani a scoprire la propria forza interiore in ogni movimento, a provare la gioia della spontaneità e a costruire fiducia in se stessi attraverso la danza, liberando la loro energia in un mondo in cui la storia silenziosa del corpo si sente più forte di qualsiasi parola.

UNA STORIA SILENZIOSA ATTRAVERSO IL CORPO

– Per me, il movimento indica la libertà, raccontare una storia attraverso il corpo, ma senza parole. Non mi interessa se tutti lo capiscono. Per me è importante che le persone lo sentano e lo interpretino in un modo del tutto loro. Mentre ballo, mi abbandono completamente al momento, dimenticando ogni preoccupazione e stress. È semplicemente un momento in cui non c’è spazio per i pensieri negativi. Credo che ogni sport e ogni arte debbano avere questo potere di liberarci e portarci pace dalle preoccupazioni quotidiane. Ho iniziato a ballare a 13 anni, il che può sembrare tardi, considerando che pratico ginnastica ritmica a Parenzo da quando ne avevo 7. Tuttavia, questo passaggio alla danza mi è sembrato un naturale proseguimento del mio percorso sportivo. Ricordo bene la mia prima coreografia intitolata “Remember Us”, che ho creato durante la pandemia. È stata estremamente emozionante e speciale, non solo per il tema in sé, ma anche per le circostanze in cui è stata creata. Le ragazze che l’hanno eseguita ora frequentano l’università o si stanno diplomando, e spero che conservino bei ricordi di quella coreografia, come me. Quel processo creativo in condizioni difficili ha lasciato un segno profondo e qualcosa di speciale nel mio cuore.

LAVORO DI INSEGNANTE

– Da quando sono diventata insegnante, per me è stata sempre una grande sfida guardare le mie ballerine salire sul palco che esibirmi da sola. In quei momenti, tutto è nelle loro mani e non ho modo di aiutarle o correggere eventuali errori. Tuttavia, è proprio attraverso queste situazioni che impariamo e progrediamo tutti insieme, e considero gli errori una parte preziosa del processo. La coreografia del gruppo “Dolls – Under the Sea”, eseguita da bambine dai 4 ai 5 anni, è quella che mi ha fatto ridere di più. Non è stata la coreografia in sé a essere divertente, ma il modo in cui l’hanno eseguita in modo così amabile, che ha strappato sorrisi a tutto il pubblico. Per quanto riguarda le sorprese, nessuna coreografia spicca, ma le ballerine stesse sono quelle che mi sorprendono di più. Spesso non mi aspetto la quantità di energia ed emozione che riescono a trasmettere sul palco. Come insegnante, credo che nessun elemento della danza sia più importante di un altro. Ogni ballerino ha le sue qualità uniche. Alcuni si distinguono per la tecnica, altri per l’espressività o il senso musicale. Il mio obiettivo è riconoscere queste qualità e incoraggiare lo sviluppo di ogni elemento, in modo che i ballerini crescano in tutti gli aspetti, ma rimangano anche autentici nella loro espressione. Attualmente dirigo 3 gruppi di danza, dai 7 anni in su.

STILI PREFERITI

– Mi piacciono di più stili come il jazz e il musical, perché si adattano alla mia personalità energica e giocosa. Tuttavia, nella pratica, lavoro principalmente con lo stile lirico, poiché ho riconosciuto per esperienza che questo stile si adatta meglio ai miei ballerini. Nel mio lavoro, è importante che i bambini provino diversi stili di danza per sviluppare la loro espressività, tecnica e sicurezza, e per scoprire da soli dove si trovano maggiormente.

FAI CIÒ CHE AMI

– La mia famiglia, i miei amici e le persone che mi circondano ogni giorno mi danno più energia, soprattutto i bambini con cui lavoro. La loro giocosità, sincerità, abbracci ed energia positiva sono una fonte inesauribile di motivazione. Lavorare con i bambini mi appaga e mi motiva, non solo nel corso di danza, ma anche all’asilo dove lavoro come insegnante. Con i bambini, ti sentirai sempre giovane, non importa quanti anni hai. Il mio motto è: “Fai ciò che ami e non dovrai lavorare un giorno della tua vita”. (foto – archivio di CP)