
A volte si deve semplicemente rischiare nella vita e provare ciò che si ritiene giusto per il proprio bene. Se ascoltiamo il nostro istinto e il nostro “io” interiore, la vita ci ricompenserà con esperienze meravigliose. Un premio tale ha ricevuto Antonio Scarpa quando, insieme all’amico, ha rischiato presentandosi ad un provino come attore, nonostante quella non fosse la sua professione. Grazie a questa sua decisione si è cambiato il corso della sua vita con un percorso interessante legato alla sua carriera di attore con cui ha sperimentato diversi ruoli e scoperto un mondo che non aveva mai conosciuto prima.
La dedizione di Antonio alla recitazione è evidente nel suo coinvolgimento in numerose produzioni cinematografiche. La sua profonda conoscenza delle tecniche di recitazione e dell’ampio lavoro di regia, insieme alla sua straordinaria capacità di trasformare il suo aspetto, le espressioni facciali e la voce, gli hanno permesso di presentarsi al pubblico in una varietà di ruoli.
Durante una breve conversazione, l’affascinante Antonio ha condiviso con noi l’importanza dei suoi 10 anni di carriera d’attore, durante la quale ha lavorato a progetti importanti come ” „Hitman’s Wife’s Bodyguard”. „The Last Prosecco”, „Red Land”, „Nedelja”, „Non Odiare”, „Diabolik”, „Rafaël” e molti altri.

FINGENDO DI ESSERE UN ATTORE
– Ho iniziato a recitare circa dieci anni fa, quando ho fatto un provino per un film. Cercavano attori che conoscono il croato o il serbo. A quel tempo non lo facevo ancora a livello professionale, ma in qualche modo sentivo dentro di me che potevo farcela. Anche i miei amici mi hanno incoraggiato e ho deciso semplicemente di provarci. Non volevo perdere l’occasione e incolparmi un giorno per non averci almeno provato. Non volevo provare alcun rimorso. All’audizione mi sono presentato come attore insieme ad un mio amico. Abbiamo fatto un provino, o meglio, abbiamo recitato un provino. C’erano anche alcuni giornalisti e ci siamo presentati come attori. Durante l’audizione abbiamo incontrato il regista, il produttore e l’assistente e ovviamente ci siamo presentati come attori. Abbiamo detto che avevamo interpretato vari ruoli, ma non abbiamo dato delle informazioni precise, così non hanno potuto controllarci. Non dimenticherò mai la conversazione che abbiamo avuto dopo l’audizione. Stavamo camminando verso la macchina e il mio amico mi ha detto che tutti credevano davvero alla nostra storia che eravamo degli attori. Al che gli ho risposto che siamo davvero attori siccome abbiamo recitato con successo ben tre volto nello stesso giorno, davanti ai giornalisti, poi davanti al regista e al produttore, e poi abbiamo recitato bene nel provino, e ho aggiunto che se non siamo attori noi, chi lo è. Dopo un mese ci hanno comunicato che i ruoli sono nostri e siamo addirittura finiti sul manifesto del film. Di seguito, ho fatto molti altri provini, ho fatto vari casting, ruoli, workshop e a volte ho lavorato anche dietro la telecamera.
NATURALEZZA DAVANTI ALLA TELECAMERA
– Un attore dovrebbe essere sempre naturale, soprattutto quando recita davanti alla telecamera. La telecamera vede tutto. Non si può mentire davanti alla telecamera. Essere naturali davanti alla telecamera è un MUST. Si vede subito se stai mentendo. Essere naturali di fronte a lei è qualcosa di necessario per far sì che tutto sembri realistico e credibile. Altrimenti, potrebbe tutto trasformarsi in una recitazione esagerata e in una brutta caricatura, oppure in una variante in cui tutto è facilmente notabile e la gente non crede a ciò che sta guardando. È importante che la tua recitazione incoraggi lo spettatore a credere in ciò che sta guardando. In quel momento diventi una persona diversa, diventi ciò che forse non sei mai stato e che non sarai mai. La naturalezza deve essere sempre percepibile. Naturalmente, spesso la gente mi chiede quando non recito perché pensa che anche nella vita privata io sia un attore. Allora li devo spiegare che una delle mie motivazioni principali per cui ho intrapreso la carriera di attore è stata la possibilità di non dover recitare nella mia vita privata. Davanti alla telecamera posso recitare qualsiasi cosa mi venga assegnata, ma quando le telecamere si spengono, voglio essere me stesso, voglio essere Antonio. Allora non mi interessa chi mi apprezza, voglio solo essere me stesso e originale. Penso che tutti noi recitiamo nel nostro lavoro, dagli idraulici, ai medici, ai venditori, agli attori. Se le persone non agissero nel loro lavoro, non avrebbero un lavoro. L’unica differenza tra attori e altri è che la recitazione si mostra direttamente nella descrizione professionale del lavoro degli attori.

SODDISFAZIONE PROFESSIONALE
– Sono veramente soddisfatto, soprattutto quando mi rendo conto che tutto è iniziato dal nulla e che ormai sono 10 anni che lo sto facendo. Quando penso un po’ a tutto quello che ho fatto e a tutti i progetti a cui ho partecipato, al mio contributo alla cinematografia, sono assai contento. Ho avuto il privilegio di lavorare su alcuni progetti davvero interessanti, ricoprendo ruoli particolari. Devo ammettere che vorrei avere altri ruoli del genere ed è nella natura umana che quando si ottiene qualcosa di buono si voglia ulteriormente migliorare la propria esperienza. Finora ho recitato in film, serie e spot pubblicitari nazionali, ma anche in progetti italiani, americani, britannici, cechi, belgi, olandesi, norvegesi, svedesi, austriaci, tedeschi e serbi. Ho avuto la fortuna di presentarmi a vari set e questo mi incoraggia ulteriormente a continuare a costruire la mia carriera. Spero solo che la mia salute mi accompagni in tutto ciò che faccio e che riempia la mia carriera di bei ricordi e successi a lungo tempo.
SFIDE DI RECITAZIONE
– Ogni volta, con ogni ruolo, abbiamo l’opportunità di scoprire qualcosa su noi stessi. Ci sono alcune situazioni in cui ci si chiede se sia possibile riprodurle. La persona si chiede da dove ricavarlo, ma alla fine in qualche modo tutto viene fuori. Da qualche parte c’è quella parte di te che può incarnare quel personaggio. Non saprei indicare il ruolo in cui mi sono ritrovato di più. Ogni ruolo mi sorprende, ma ogni ruolo anche mi motiva ad esplorare me stesso. Se all’inizio mi accorgo che un ruolo non fa per me, ma poi vedo che il regista l’ha scelto per me, mi guardo un po’ dentro e scavo in profondità finché non mi rendo conto che si tratta di un ruolo che ho ottenuto per una ragione e accetto quel ruolo come una sfida. Più o meno non è difficile. Bisogna essere consapevoli che si ha a che fare con persone e che ognuno ha la propria visione, il proprio carattere, il proprio modo e l’approccio al lavoro. Per poter presentare certi personaggi, un attore deve essere flessibile. Deve anche essere abbastanza flessibile da poter collaborare con registi più aperti e con altri più chiusi, e con attori che hanno avuto carriere di successo più grandde della sua, così come con altri meno noti. Naturalmente, c’è sempre una lotta con l’ego. Tutto può essere ugualmente difficile e ugualmente facile. Tutto dipende dall’individuo. Posso dire di essere fortunato ad aver lavorato molto con le persone prima di iniziare la mia carriera di attore e ho acquisito una certa pazienza e comprensione per le opinioni altrui, che applico nel mio lavoro d’oggi. La cosa più difficile è affrontare se stessi e i propri demoni per trovare dentro di sé il carattere che si desidera incarnare e il modo in cui presentarlo agli altri. Tutti noi abbiamo giornate facili e giornate difficili. Tutto dipende da come ti svegli alla mattina. (foto- Antonio Scarpa: Archivio)
