Grazie alla corsa umanitaria “Ne ću ben, hodi zajno!” dell’Associazione delle donne GEA Pola, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Maja Ferjančić, che da anni partecipa alla corsa stessa.

Come rappresentante della Club atletico di Medolino, Maja Ferjančić ci ha sorpreso con la sua forte personalità, che è il risultato della sua continua attività nel mondo dello sport, iniziata all’età di sei anni. Guidata dalla sua ricetta, Maja non ha abbandonato lo sport neanche dopo gli infortuni, ma ha continuato semplicemente a correre e divenne quello che oggi chiamiamo un buon esempio non solo per coloro che vogliono fare atletica, ma anche per altri atleti e ricreativi.

DALLA GINNASTICA ALLA CORSA

– Sono entrata a far parte del mondo dello sport quando avevo sei anni e la ginnastica è stata il mio primo amore. Da mia nonna, che è stata campionessa croata di ginnastica, ho ereditato alcune predisposizioni genetiche, come la flessibilità, ma anche l’amore per quello sport. Mi sono allenata per cinque anni finché un giorno, mentre mi muovevo al piano terra, sono rimasta letteralmente senza aria e questo mi un po’ ha spaventato. Dopo quel che è successo ho detto a mia mamma che volevo correre e lei mi ha portato allo stadio, e da allora che semplicemente ritrovo innamorata della corsa. La mia prima corsa che fatto nella mia vita è stata ad Albona. Ho corso attraverso il paese su una meravigliosa pista ondulata e ho goduto per ogni secondo. Lo ricordo come se fosse ieri, anche se da allora sono passati 20 anni.

TRE COSE FONDAMENTALI PER GLI ATLETI

– Tre cose sono importanti per ogni atleta: un buon allenamento, un riposo adeguato e una corretta alimentazione. È la cosiddetta La santa trinità in corsa. È estremamente importante che tutte le tre componenti siano allineate perché senza di esse non si può progredire. Inoltre è importante anche il supporto, qualcuno che ti dia una mano quando ti senti giù. Questo non ha prezzo.

LA SPECIALITÀ DEL CROSS

– Il cross, insieme alla maratona, è la disciplina atletica più difficile perché correre su terreni sconnessi e saltare gli ostacoli richiede non solo una buona forma fisica, ma anche delle buone capacità motorie e la coordinazione. Il cross è molto più di questo. È innanzitutto una disciplina atletica essenziale e ciò che rende speciale il cross è il correre nella natura. Esiste qualcosa di più bello di questo?

GLI INFORTUNI SONO INEVITABILI

– Quando si pratica sport gli infortuni sono inevitabili, sono parte integrante dello sport. E questa è la cosa peggiore per qualsiasi atleta, ma penso che alla fine siano gli infortuni a renderci più forti mentalmente. Posso dire per esperienza: “Ciò che non ti uccide, ti rende più forte”. Proprio la scorsa stagione ho avuto due infortuni, ma questo non mi ha impedito di correre il PH di sci di fondo per sei settimane e il PH su strada il fine settimana successivo.

UNA SFIDA

– Conciliare la vita privata e lavorativa con gli allenamenti quotidiani e le gare può essere una vera sfida. E a dire il vero la mia vita privata ne risente perché tutto è subordinato alla corsa. Ma è una decisione che ho preso consapevolmente e la sostengo. Alla fine, se vuoi ottenere qualcosa, l’unica ricetta è ordine, lavoro e disciplina, tanta pazienza e tenacia, amore, passione e uno stato di impegno totale.