
La connettività è ciò che rende un uomo un uomo. Una condizione che si può raggiungere sia con delle persone che con le abitudini. Il legame con le buone abitudini ci porta a sviluppare il nostro potenziale, che incoraggia la connessione con le persone con cui condividiamo gli interessi. Dopo aver acquisito delle buone abitudini nello sport, Valerio Ricchiuto le ha utilizzate nella musica e si è collegato con nomi famosi della scena musicale croata, Bruno Krajcar e Jacques Houdek, condividendo con loro gli interessi, cioè il desiderio di suscitare emozioni negli ascoltatori delle loro canzoni.
L’ex membro del gruppo Brnistra e l’attuale cantante solista Valerio Ricchiuto ha attirato l’attenzione con le sue esibizioni ai festival musicali ma anche con il suo carattere allegro ed altrettanto affascinante. Ci ha parlato apertamente riguardo i suoi inizi, ma anche dello sviluppo della sua carriera e anche riguardo i grandi cambiamenti a cui si è dovuto abituare.
CONNESSIONE DELLO SPORT CON LA MUSICA
– Ho iniziato a praticare la musica quando ero ancora un bambino. Allora suonavo solamente, non cantavo. Ho iniziato con le tastiere e dalla prima elementare fino alla pubertà ho suonato il sintetizzatore ed il piano. Durante la pubertà, ho messo da parte la musica e sono passato allo sport. Ho giocato a pallamano per l’Arena, poi sono passato per un po’ alla vela e poi al tennis, dove sono stato per sette anni. Mentre studiavo l’economia a Zagabria, non praticavo lo sport, ma quando sono tornato a casa ho iniziato con il boxe ed il kickboxing. Oggi mi alleno ogni tanto. Direi che la musica e lo sport hanno dei legami. Mentre mi preparavo per le partite di pallamano e tennis, ho sviluppato lo spirito di competizione che ancora uso quando gareggio in eventi musicali. Ed anche i preparativi sono simili. Anche se si prepara per lo sport in un modo e per la musica in un altro, ci sono sempre delle regole determinate, bisogna sempre allenarsi e prepararsi. Attraverso lo sport ho imparato ad essere responsabile e cosa significa impegnarsi se si vuole ottenere un risultato.
FORMAZIONE MUSICALE
– Nel 2016 ho iniziato a praticare seriamente la musica cantando con il gruppo Brnistra. Il gruppo stava cercando un tenore e dopo aver passato l’audizione, ho iniziato a cantare con loro.
Dato che d’allora ho iniziato a cantare, mi sono rivolto ad un professore di canto per imparare la respirazione e la postura della voce. Per alcune persone è facile impararlo, per altre no. Dipende sempre dalla persona se ha talento o meno, ma dipende anche da quanto gli interessa. Così come è facile per qualcuno giocare a calcio, afferrare immediatamente tutto ciò che è necessario ed andare avanti verso la vittoria, altri rimangono da qualche parte in secondo piano. Tutto dipende dall’uomo, ma posso dire che davvero non è facile come anche in qualsiasi altra cosa nella vita se si vuole ottenere qualcosa. Tutto richiede tempo e fatica. Il canto mi è stato insegnato da Ester Marin, Giorgio Šugar e Katarina Jurić e poi anche da Jacques Houdek attraverso il suo programma Talent class. Posso dire che stare vicino a Houdek è stato davvero un qualcosa di particolare. Eravamo una quindicina e lui lavorava con ognuno separatamente, conosceva i difetti di ciascuno e lavorava davvero sodo con tutti. Essendo un tenore, ero infastidito cantando in toni alti. Mi ha mostrato come senza sforzo cantare correttamente i toni alti. Sono contento di aver scelto di averlo scelto come mentore, è esperto e proprio come tutti lo chiamano “The Voice di Croazia”, Signor Voce.
DA BRNISTRA A BRUNO KRAJCAR
– Ho cantato con il gruppo Brnistra per cinque anni. Prima ero nella posizione del secondo, e poi nella posizione del primo tenore. Abbiamo ottenuto numerosi risultati, tra cui il secondo posto nel festival Le serate della canzone dalmata a Sebenico insieme alla cantante Elis Lovrić, abbiamo vinto il terzo posto al Festival dei gruppi dell’Istria e del Quarnero.
Avevamo davvero un sacco di esibizioni, per i compleanni e matrimoni e, quello che mi piaceva di più, partecipavamo spesso alle serate dei gruppi. Ogni gruppo suonava tre canzoni e più tardi uscivano tutti insieme a cena. Per me cantare con il gruppo era come un hobby e un divertimento legato alla musica. Mi manca tuttora il canto il gruppo perché proprio mi davvero divertivo. La vita ci ha portato ad andare ognuno dalla sua parte ed il gruppo non esiste più. Non potendo lasciare la musica, ho iniziato a cantare da solo. Bruno Krajcar ha riconosciuto il mio talento e ha iniziato a creare canzoni e musica per me. Tutte le mie canzoni, che finora ho presentato, sono state quasi tutte messe in musica da lui. Gli autori dei testi e gli arrangiatori cambiano, ma Bruno è sempre presente. Lavorare con lui è la cosa migliore che mi sia mai capitata. È semplicemente incorrotto, buono e sempre pronto a scherzare, diffonde l’energia positiva ovunque appaia. Sono contento che sia il mio mentore e persino il mio manager. Mi sono esibito come cantante solista al Festival della canzone in ciacavoa Castua, Melodie dell’Istria e del Quarnero, e al festival italiano Dimela cantando. Mi piacciono i festival, sia quando mi esibisco che quando esco con i musicisti.
IL CANTO IN GRUPPO VS CANTO DA SOLISTA
– Il canto in gruppo è significativamente diverso dal canto da solista. Nel gruppo, noi sette abbiamo creato uno spirito comune, insieme dovevamo raggiungere gli ascoltatori e stimolare le emozioni. Il gruppo era forte quanto era forte il suo membro più debole. Dovevamo creare una sinergia tra di noi e conoscerci bene, anche privatamente. Durante l’esibizione della canzone, noi sette dovevamo farci sentire come se cantasse una sola voce. Nel canto da solista sono solo, non ho nessuno accanto, devo eseguire e interpretare la canzone da solo e progredire verso l’ascoltatore. C’è una grande differenza nel canto stesso e per me è stato un grande cambiamento, ma sono riuscito a superarlo rapidamente.
