La cultura è moderna quanto gli artisti la fanno tale. Una forte espressione del modernismo possiamo notare nelle opere di Eugen Varzić, nonché attraverso gli occhi dei ritratti delle persone con cui l’autore racconta il mondo che ci circonda.

Dopo che ha completato gli studi in pittura presso l’Accademia di arti applicate di Fiume, Eugen ha perfezionato le sue conoscenze con Eloy Morales e Antonio Garcia Lopez a Madrid e ha attirato l’attenzione degli amanti dell’arte moderna e contemporanea in Croazia, Italia e Spagna.

Eugen ci ha aperto le porte delle sue creazioni artistiche, dove ci ha presentato cosa significa essere un artsider, come si esprime attraverso i volti degli altri che seleziona con cura nel cerchio dei suoi amici e come si trova in una costantemente corsa con se stesso.

CHE COSA SIGNIFICA ESSERE UN ARTSIDER?

– Una delle caratteristiche è sicuramente avere un infinito senso di libertà ma allo stesso tempo di responsabilità, che sei libero di scegliere quando, dove e come la tua opera d’arte viaggerà nel mondo. Questa è una mia scelta da molti anni, anche se l’ambiente in cui creo mi abbia in qualche modo indirizzato verso questa scelta, sul che mi sento immensamente grato. Il senso di non appartenenza impone un alto livello di disciplina del lavoro, dell’apprendimento costante. Non è facile, non si impara da nessuna parte. Quando non sei nel mainstream della scena artistica, non fai parte delle forme formali e informali dell’associazione artistica, ma ti trovi in uno spazio che è del tutto tuo, al passo con il tuo ritmo. Trovo che in questo modo si usa bene l’energia creativa.

ESPRESSIONE ATTRAVERSO I VOLTI DEGLI ALTRI

– La gente vorrebbe che io lI dipinga e quando li dipingo raramente mi chiedono di farlo di nuovo. Faccio i ritratti da molto tempo, ho sperimentato molto con l’arte, tecnicamente, e ciò che mi interessa è la psicologia, l’espressione facciale, quanto le nostre vite emettono i segni sui nostri volti. Perché dopo i trenta, esce tutto dalla nostra faccia, tutta la nostra vita. Spesso attraverso i modelli che dipingo, esprimo delle cose e degli argomenti a cui penso. Nel nuovo ciclo, quasi tutte i modelli sembrano essere dipinti in un momento prima dell’alba, quando il corpo è stanco e gli occhi sono assonnati. Metto i modelli praticamente nei ruoli, che accettano e lo fanno quasi professionalmente. Attraverso i loro occhi ed il viso, parlo del mondo che mi circonda, su quello che vivo ogni giorno.

MODELLI ATTENTAMENTE SELEZIONATI

– Dipingo i miei amici, che scelgo con cura e osservo, ed il modello che voglio dipingere, lo vedo in vari motivi, anche li trucco e vesto. A volte le persone che voglio dipingere non rientrano non riescono ad adattarsi, non lo è facile. Ma, in maggior parte, le esperienze sono eccellenti. Recentemente, dipingo i modelli anche più di una volta, in vari modi, faccio molti schizzi, osservo e gioco con i formati dei dipinti.

LA VITA PIENA DI AZIONI ARTISTICHE

– Tutta la mia vita si intreccia con l’arte, questo è il mio lavoro, hobby. Imparo molto, utilizzo le tecnologie moderne, cerco di essere nei luoghi dove si incontrano le tradizione ed il futuro. Mi occupo di varie forme di espressione visiva, da mosaici, illustrazioni, video, fotografia, lavorando con i giovani, futuri studenti e studenti delle accademie d’arte, conducendo seminari d’arte, che ora sono online a causa della pandemia. In questo momento, queste sono tutte esperienze che influenzano la mia espressione artistica.

IN GARA CON SÉ STESSO

– Sono costantemente in gara con me stesso, mi pongo dei compiti difficili, e vivere in un altro modo non lo posso nemmeno immaginare. Personalmente, preferisco il processo di creazione piuttosto che la perfezione. Certamente, nelle mie opere, si può fortemente notare l’influenza della pittura spagnola, il paese in cui risiedevo e imparavo dai migliori pittori della scena artistica. Nel nuovo ciclo, uso molto trucco sulle facce dei modelli, parrucche colorate, smorfie, da una parte, mentre dall’altra parte faccio delle opere quasi monocromatiche che emanano una storia fredda e diametralmente opposta. Ho bisogno di questa polarità, dell’equilibrio. Ricevo in questo modo varie emozioni che posso elaborare. Sono andato oltre e vado oltre i confini verso una mia storia, un’idea. Nelle ultime due opere sono stato affascinato dal rapporto tra la luce e l’ombra, cioè, dal modo in cui la luce si sottomette al colore. Cosa voglio sottolineare nei nuovi dipinti? Il fatto che sto ancora divertendomi, imparando, giocando e amando quello che faccio.