Uno dei momenti più difficili nella vita di una donna è la perdita del proprio figlio. Allora, oltre al proprio dolore, si ritrova di fronte a vari stimoli che influenzano ulteriormente il suo stato d’animo. Il libro “O smrti i životu: Artpsihoterapijski pristup suočavanju sa žalovanjem nakon gubitka djeteta u trudnoći / A proposito di morte e di vita: un approccio d’artpsicoterapia nel confronto con il lutto dopo la perdità del bambino durante la gravidanza“, pubblicato da APT STUDIO, è stato scritto dalla psicologa e psicoterapeuta gestalt Ana Božac come possibile strumento di auto-aiuto per le madri che hanno subito la perdita di bambini. Come ci ha sottolineato l’autrice, il libro non è per tutti, ma è convinta che porterà esattamente ciò di cui hanno bisogno le persone che il libro attirerà , e di seguito potete leggerne la ragione.

PERDITA DI UN BAMBINO

– Sapete che una donna su quattro affronta il dolore della perdita di un bambino durante la gravidanza? Come psicologa, psicoterapeuta che da più di 10 anni lavora con donne che hanno avuto un aborto spontaneo o la perdita di un bambino in gravidanza, sono estremamente sensibile riguardo questo argomento, soprattutto perché viene trascurato dalla società e rientra tra gli argomenti tabù. La società lo tratta come se non esistesse. Non se ne parla, semplicemente si tace, è qualcosa di vergognoso, si finge che non sia successo nulla, la donna si deve riprendere al più presto e andare avanti. Non c’è comprensione, non c’è tempo per riprendersi, le aspettative della società sono spietate e per questo le madri stesse con sé stesse. La perdita di un bambino, indipendentemente dal fatto che il bambino rimanga solo due settimane o per 3 o 9 mesi nell’utero della madre, qualsiasi perdita è estremamente traumatica, lascia un segno profondo e un trauma alla madre, al papà e all’intera famiglia. È davvero importante sensibilizzare a livello personale e sociale l’importanza di tali esperienze spiacevoli. Per uscire dallo stato di trauma è necessario il supporto, la comprensione e la conversazione, esattamente ciò che è più comunemente la società non offre, a partire dal personale medico che sono le prime persone che si incontrano, poi la famiglia e la comunità in senso più ampio. È difficile rendersi conto come e quanto le donne soffrano non solo per la loro perdita del figlio ma anche per l’ingiustizia che della società nei loro confronti che impedisce il loro naturale processo di recupero e infligge sentimenti di colpa e insicurezza. Siccome ho avuto anch’io i peggiori giorni della mia quando ho perso una bambina a 21 settimane di gravidanza, afflitta nel mio dolore, e avendo l’esperienza in psicoterapia, ho deciso di usare il mio sapere e descrivere il mio dolore, disegnare, fare rituali e tutto il necessario nel processo di recupero. Sentendo sulla propria pelle l’insensibilità della società e sapendo sul come questo tipo di episodio, processo, il lutto, viene umiliato nella società, ho deciso di descriverlo nel libro, e di farlo proprio letteralmente. Perché il processo di lutto è profondo e lungo. E ci vogliono più di due settimane che sono date per il congedo per malattia, ci vogliono due anni. Inizialmente, ho scritto per dare un senso alla morte di mia figlia, d’altra parte, per sensibilizzare l’ambiente, o almeno per provare a mettere a luce tutto quello che le donne stanno provando in queste situazioni e quanto sia importante avere la comprensione ed il sostegno.

TECNICHE E RITUALI DI AUTO-AIUTO

– Scrivere questo libro non era un fatto discutibile, attraverso le lacrime ed il dolore, attraverso il fuoco di fiamme creative e pensieri ispiratori, il libro doveva essere stampato e quindi pubblicato, nonostante tutto, e persino i miei sentimenti e l’inconveniente di condividere i miei stessi sentimenti. Il libro offre anche una gamma di tecniche psicoterapeutiche e creative, 40 seminari e 23 rituali, come comportarsi con tutte le emozioni che ci travolgono. Le tecniche ed i rituali sono scritti come auto-aiuto per le madri, ma servono anche come manuale professionale per chiunque che in un certo modo lavori con le madri e le loro famiglie. Ma non solo: si tratta di tecniche per affrontare il dolore, la perdita, la paura, la rabbia, l’ingiustizia, la perdita di fiducia, il perdono, la guarigione che possono essere applicate a qualsiasi argomento in qualsiasi momento. Il libro parla di argomenti estremamente dolorosi e non può essere letto senza un pacchetto di fazzoletti di carta, ma in sostanza è positivo, incoraggiante e regala la speranza, parla del viaggio dall’oscurità verso la luce. Parla della necessità di passare la valle del dolore per conoscere le parti dormienti di sé stessi e uscire da questa battaglia più forti, più saggi, più ricche. Devo ringraziare a tutte le mamme che hanno condiviso con me le loro esperienze dolorose, la loro forza ed il coraggio.

ASCOLTANDO SÉ STESSI

– Per me lo scrivere è collegato ad ascolto di me stessa sotto il mormorio di pensieri, elaborare pensieri, sentirmi viva, chiarire delle ambiguità ed entrare nella profondità dei pensieri. (foto: Anna Gaspotić)