Quasi ogni giorno avete l’opportunità di sentirla. Lei è estremamente professionale e precisa nella sua attività, ma allo stesso tempo una persona simpatica e calorosa. Il percorso della vita l’ha portata al lavoro radiofonico e, anche se doveva essere solo una stazione di passaggio, Tatjana Kaštelan è rimasta raggiante con il suo coinvolgimento positivo e sempre attivo su Radio Pola per oramai venti anni.

Impressionati dalla sua allegria constante e dal suo lavoro eccezionale, abbiamo fatto una chiacchiera con Tatjana sulla sua carriera e ve ne presentiamo i dettagli.

CON IL MICROFONO SENZA AVERLO PIANIFICATO

– Non ho mai pensato di diventare una conduttrice radiofonica, editrice, giornalista. Ho finito il marketing presso il FET. Tutto è semplicemte successo. Dopo lo studio, ho lavorato a Bouygues, ero presente nella costruzione dell’Ipsilon istriano accanto ai Francesi, e dopo la prima fase, invece di andare a Parigi o in qualche altra destinazione che mi è stata offerta, ho deciso di rimanere comunque a casa. Nel periodo in cui ero in cerca di un nuovo lavoro, mia madre ha sentito che alla radio stavano cercando qualcuno per il lavoro, e pensandoci che si trattava d’amministrazione, ne ho fatto domanda. In pochi giorni di distanza, mi hanno scelta dopo il provino e mi sono ritrovata in redazione. È stato un grande cambiamento, da Bouygues alla redazione di Radio Pola. Due mondi del tutto diversi. All’epoca, la vedevo solo come una stazione di passaggio, perché in parallelo facevo sempre qualcosa. Ma poi mi hanno assunto a tempo pieno, e dall’allora ho superato tutte le posizioni. Il tempo è volato. Sono passati i miei vent’anni nel programma di HRT e oggi mi diverto nell’espressione radiofonica, che è particolare in confronto con gli altri media. La radio è legata al momento, alla realtà, non c’è possibilità di recitazione. È l’unico media che ci accompagna ovunque siamo e qualunque cosa facciamo.

ATTIVITÀ SUL CAMPO

– Oggi è facile. L’esperienza ha fatto la sua parte. Mi sono cimentata in tutte le forme giornalistiche, presentandomi in quasi tutte le aree di monitoraggio, dalla polizia, cultura, economia, politica, salute, allo sport, praticamente in tutto. Dal vivo, in registrazioni, o in ambedue i modi. C’era di tutto. Lo si può descrivere come un vero allenamento. Oggi è mi sento a mio agio sedendomi davanti al microfono e stare in diretta. I media sono il migliore allenamento per le apparizioni pubbliche.

LA PARTE DEL LAVORO CHE FAVORISCE DI PIÙ

– Le scoperte, gli apprendimenti, l’esplorazione. Sono molto curiosa, sempre affamata del sapere. Si trova tutto intorno a noi. L’informazione è importante e questa è la mia principale responsabilità. Le conversazioni con gli ospiti delle trasmissioni, tuttavia, sono educative, ma anche divertenti quando l’ospite si rilassa. Allora il tutto diventa uno show, sia per l’ascoltatore, che per l’ospite che per me.

LA VOCE IN CONTATTO CON IL PUBBLICO

– Una buona voce si sente da lontano! La voce è il mio principale strumento per l’informazione. Per una buona voce c’è bisogno di sforzo e apprendimento. Non basta nascere con una bella voce. Si usa principalmente il croato, perché il programma informativo di HRT si basa sull’uso della lingua standard. E con esso non ho dei sbagli. Sono una perfezionista, mi attengo agli accenti e alla pronuncia esatta. Oltre alla redazione e la conduzione delle trasmissioni informative, sono l’autrice e l’editrice di due programmi specializzati, dedicati alla salute e all’economia, che si legano alla mia professione. Qui utilizzo una voce in una funzione diversa, perché deve essere più rilassata e vicina all’ospite e al pubblico. Si sente tutto attraverso il microfono; e quando sei stanco, allegro, triste, l’ascoltatore può sentirlo e riconoscerlo. E questa è la radio.