
Il comfort, ma nello stesso tempo la creatività giocosa sono le caratteristiche che possono essere attribuite alla stilista Ivana Tomić.
Il suo lavoro è apprezzato sia in Croazia che all’estero, specialmente a Madrid dove ha aperto il suo negozio online, ha avuto una sfilata personale ma anche ha fatto un brand del suo nome personale sulla scena della moda.
Abbiamo accolto la designer nel nostro ufficio ed abbiamo parlato con lei circa lo sviluppo dei suoi modelli di moda, la sua carriera e la ragione per cui si deve fissare un deadline.
CREARE QUALCOSA CON LE PROPRIE IDEE
– Nella vita, ogni decisione che fai ti porta in qualche direzione. Non l’avevo sognato quando ero una ragazzina, ma in qualche modo la vita m’ha indirizzata in quella direzione. Ho capito che il design, non la moda, è il creare qualcosa di nuovo con le mie idee, e questo è quello che sento che devo fare nella vita. Mi sono laureata alla Facoltà di Tessile e Abbigliamento a Lubiana, e là ho imparato la teoria, ma con la pratica e la volontà, che sono per me le più importanti, ho acquistato il sapere. La facoltà è eccellente perché ci imparano le basi, ma nessun corpo è corretto cosicché tutto quello che s’impara è molto relativo e penso che sia una grande sfida fare dalle basi un proprio modello. Le circostanze m’hanno portata anche a fotografare per la necessità di registrare tutti i modelli in un modo semplice e veloce. Ho lavorato con fotografi, ma non sono mai riuscita a ricevere quello che volevo. Tutto dipende da come si è impostato. Non mi denominerò mai fotografo perché lo sto facendo da dilettante e per un mio piacere di farlo.
DIREZIONE VERSO LA MODA INTELLIGENTE
– Non posso dare delle caratteristiche al mio lavoro, posso dire che vado in direzione di semplificare la vita in cui è prima di tutto presente il comfort. È importante che si trascorra quanto meno tempo è possibile sull’apparenza. Guardo questo come una direzione di una moda più intelligente. Non deve sembrare “natural and easy”, ma semplicemente deve essere più comodo per chi la indosserà. I miei clienti all’estero stanno adottando facilmente la moda più articolata mentre quì sono ancora molto chiuse e sterili e se vogliono qualcosa di diverso, vanno a coppiare quello che mostrano le ragazze fashion su Instagram. Penso che la gente quì non abbia ancora sviluppato la propria consapevolezza sulla moda e copiano le cose che sono già state testate.
NON ESISTE NIENTE CHE SIA IRREALIZZABILE
– Nella progettazione, per me è importante l’intero processo, dall’inizio fino al pezzo finale d’abbigliamento. Devi sempre iniziare a pensare ad un’idea in realtà estremamente astratta, anche se ciò che è il risultato finale è piuttosto diverso dall’idea iniziale, ma ogni passo del processo porta verso il risultato finale. Questo è molto difficile da descrivere, ma in realtà inizia sempre da un’idea che è solo nella mia testa, ed è estremamente astratta e difficile da realizzare perché c’è la ricerca del materiale e colore adatto, e poi l’accordo delle boards che allontanano dall’idea finale. Le sarte lavorano su esempi già controllati mentre i designer preferiscono lavorare con qualche tipo di materiale astratto e risolvere i problemi. Penso che sia questo sia proprio il design, il semplificare del tutto. In un modello si possono collegare anche materiali diversi e ci sono diversi modi di collegamento. Non esiste niente che sia irrealizzabile. Forse il risultato finale non è quello che s’ha immaginato, ma c’è sempre un modo per migliorare. Si tratta di sperimentare e pensare che uno schizzo sia imposto su un corpo 3D.
IL DEADLINE
– Ho i miei deadline, decido che fino a quando devo finire la collezione, fotografarla ed inviarla alle boutique. Mi impono da sola queste deadlines, che dipendono da come funziona la stagione. Se fai tardi di un mese ed hai i modelli di transizione, potrai presentarla appena nella prossima stagione per la vendita. Oggi è tutto accelerato e si dovrebbe essere sempre in qualche modo al passo con i tempi.
