
Le abitudini sane costituiscono la base di una vita di qualità e appagante. Influenzano la nostra energia, il nostro umore, la produttività e la salute a lungo termine, indipendentemente dal fatto che pratichiamo sport o meno.
Anche se spesso sappiamo cosa dovremmo fare, ciò che ci manca è proprio la costanza. È qui che entrano in scena i giovani atleti. Con il loro approccio, la disciplina e le decisioni quotidiane, ci ricordano quanto le piccole ma regolari abitudini siano fondamentali per ottenere grandi risultati. Il loro stile di vita può essere una forte fonte di ispirazione per chiunque voglia fare un cambiamento positivo.
Ivano Čelić è uno di questi esempi. Ivano si allena con chiarezza di obiettivi e un’intensità che non può essere simulata. I suoi allenamenti non sono casuali. Ogni movimento ha uno scopo, ogni sforzo ha una ragione. Ciò che lo distingue particolarmente è la combinazione tra disciplina e consapevolezza del proprio corpo: sa quando spingersi al limite, ma anche quando fermarsi per diventare ancora più forte nel lungo termine.
Attraverso il suo lavoro dimostra che lo sport non è solo attività fisica, ma uno stile di vita, e proprio dalla sua esperienza ha individuato alcuni importanti esempi di abitudini sane che possono essere utili a tutti.
#IDRATAZIONE
– Considero l’idratazione una delle cose più importanti, non solo nello sport ma anche nella vita quotidiana. La disidratazione può causare stanchezza, debolezza e mal di testa, e spesso il problema è che non la riconosciamo in tempo. Quando sentiamo sete, siamo già leggermente disidratati, per questo cerco di bere acqua regolarmente durante tutta la giornata. È importante sottolineare che bevande come succhi e drink energetici non contribuiscono all’idratazione come l’acqua. Spesso capita che un atleta abbia un allenamento peggiore e non sappia il perché, mentre in realtà il problema è un insufficiente apporto di liquidi. Per questo faccio attenzione all’assunzione di acqua ed elettroliti. Una semplice regola che seguo è un bicchiere d’acqua ogni ora.
#ALIMENTAZIONE
– L’alimentazione è fondamentale perché determina da dove il corpo trae energia durante l’allenamento e la competizione. Cerco di mangiare in modo vario ed equilibrato, ma nel tempo ho imparato anche alcune cose in più. Ad esempio, ho sentito teorie sulla separazione tra proteine e carboidrati per motivi digestivi, e anche se non è una regola rigida, a volte lascio un po’ di tempo tra i due. Ho anche capito quanto i grassi siano importanti negli sforzi prolungati, mentre i carboidrati sono fondamentali per esplosività e forza. Nello sport moderno spesso si combinano diverse fonti di energia, soprattutto per il recupero, ed è importante ascoltare il proprio corpo. Anche se mi alleno regolarmente, sono consapevole che una cattiva alimentazione ha comunque conseguenze. Forse sono minori rispetto a chi non si allena, ma influenzano comunque le prestazioni. Se voglio migliorare e raggiungere un livello più alto, devo fare attenzione a ciò che introduco nel mio corpo. Il “junk food” può rallentare i progressi e rendere più difficile il recupero, quindi cerco di ridurlo al minimo.
#SONNO
– Il sonno e il riposo sono la base del progresso. Senza un sonno di qualità non c’è nemmeno un allenamento di qualità. Spesso mi è capitato di esagerare con gli impegni durante la settimana e questo si è sempre riflesso sulle mie prestazioni. Il corpo si consuma durante l’allenamento, mentre durante il riposo si rigenera e diventa più forte. Ho anche imparato che la mancanza di sonno “si accumula”. Se una notte dormo meno, devo recuperare in seguito. Per questo cerco di dormire almeno 8 ore, e idealmente anche di più quando è possibile.
#PROTEINE
– Non considero le proteine come un sostituto dell’alimentazione, ma come un’integrazione quando non riesco ad assumerne abbastanza con il cibo. Sono fondamentali per il recupero e la costruzione muscolare. Le utilizzo soprattutto dopo l’allenamento, quando non ho appetito o non ho la possibilità di fare un pasto completo. In questi casi rappresentano una soluzione pratica, soprattutto la sera quando il corpo entra nella fase di recupero.
#VISUALIZZAZIONE
– La visualizzazione è per me uno strumento mentale molto importante. Esistono diversi approcci. A volte penso al peggior scenario possibile per essere pronto a tutto, e questo mi aiuta a non farmi sorprendere da nulla. Dall’altra parte, spesso visualizzo lo svolgimento della gara, come affronterò determinate fasi e quale piano seguirò. Questo mi dà sicurezza. Nei momenti di stress utilizzo anche tecniche di concentrazione sul corpo e sulla respirazione, che mi aiutano a calmarmi e a tornare al presente.
#RECUPERO
– Il recupero attivo è molto importante per me, soprattutto dopo allenamenti intensi o nei periodi senza competizioni. Non significa stare completamente fermi, ma svolgere attività leggere che mantengono il corpo in movimento. Può essere andare in bicicletta, nuotare o fare attività ricreative leggere. In questo modo recupero, ma rimango comunque attivo, il che mi aiuta nel lungo periodo a mantenere la continuità.
#RISCALDAMENTO
– Prendo seriamente il riscaldamento prima dell’allenamento perché mi prepara allo sforzo e riduce il rischio di infortuni. Non deve essere necessariamente intenso, ma deve essere fatto bene. Mi piace dedicare abbastanza tempo allo stretching dinamico e prestare particolare attenzione alle parti del corpo più sensibili. Allo stesso modo, lo stretching dopo l’allenamento mi aiuta nel recupero e riduce i dolori muscolari.
#DIARIO
– Tenere un diario degli allenamenti mi ha aiutato a capire meglio i miei progressi. Non annoto solo cosa ho fatto, ma anche come mi sono sentito, cosa è stato difficile e cosa facile. In questo modo posso vedere dove sto migliorando e dove ho ancora margine di lavoro. Oggi esistono anche applicazioni che facilitano questo processo, ma per me la cosa più importante è essere sincero con me stesso.
#ASCOLTO
– La differenza tra “buon” e “cattivo” dolore arriva con l’esperienza. Da più giovane facevo fatica a riconoscerlo: o ignoravo il dolore o mi fermavo troppo presto. Con il tempo ho imparato ad ascoltare il mio corpo. La domanda più importante che mi pongo è: questo dolore porterà a un infortunio oppure no? Il problema è che a volte non è facile essere obiettivi, perché nessuno ama il dolore. Ma proprio questa capacità di distinguere fa una grande differenza nel progresso a lungo termine.
