Vendemmia è una parola che rende molte persone felici perché porta con sé compagnia e gioia sia durante il lavoro stesso che quando si degusta il prodotto finale di questa attività. Molto spesso si tratta proprio di un’attività familiare alla cui possono anche legarsi amici, conoscenti e turisti.

Oggi questa parola in croato “Berba” e di grande significato si inserisce nel nome di uno dei viticoltori istriani la cui popolarità sta gradualmente aumentando. Il marchio Berba Bertoša è il risultato di molti anni di investimenti e sviluppo avviati dall’enologo Robi Bertoša nella zona di Kaldir nel 2006, motivato dall’ambizione di creare un qualcosa che tutti possano gustare con amore.

Robi Bertoša è famoso soprattutto per il suo Pinot Grigio. Si tratta di un vino che vi conquisterà con il suo profumo e il gusto particolari. Oggi il Pinot Grigio è marchiato da un’etica narrativa che conduce ogni degustatore direttamente nel mondo della Berba Bertoša. Insieme al Pinot Grigio, Robi ci ha presentato le altre quattro etichette del suo marchio raccontandoci la storia del suo marchio e della sua regione.

UN AMORE CHE È DIVENTATO UN BUSINESS

– I vini Bertoša sono un grande progetto familiare iniziato quando ho iniziato gli studi al liceo agrario. L’amore per il vino è sempre stato presente nella nostra famiglia e siamo sempre stati legati all’agricoltura. Mio padre ha sempre amato il vino e ne produceva quantità giusta per il consumo durante il lavoro nei campi, ma non si è mai dedicato alla produzione in modo professionale. Dopo il liceo mi sono iscritto agli studi di enologia a Parenzo e nel 2006, quando ero ancora giovane e mio padre era in buona salute, abbiamo iniziato a piantare le nuove viti e in tal modo a iniziare la formazione dell’attività che stiamo tuttora costruendo. Siamo partiti dal nulla su un terreno abbandonato. Negli anni ’80 iniziarono le privatizzazioni, con le quali tutti correvano per cercare lavoro altrove, mentre il lavoro in agricoltura non era molto interessante. Abbiamo iniziato con il primo impianto di 1,5 ettari con Malvasia e Pinot Grigio, poiché la mia grande passione per il Pinot è nata durante i miei studi. Abbiamo gradualmente ampliato la piantagione e abbiamo raggiunto oggi quasi 7 ettari, cioè 4 di nostra proprietà e 3 affittati come terreni demaniali con vecchie piantagioni di Terrano, che a Montona erano rappresentate come tutte le zone dell’Istria dove c’erano grandi complessi che erano in cooperative di cui alcune fallirono. Lì una parte è stata restaurata, una buona parte è rimasta trascurata perché la gente invecchiava e non aveva nessuno da mettere al loro posto. Non volevamo che tutto andasse sprecato e abbiamo deciso di lavorare in 5 località nella zona di Kaldir e Montona. Nel 2009 abbiamo avuto la nostra prima vendemmia, durante la quale abbiamo prodotto Malvasia, Pinot Grigio e Terrano, e poi abbiamo continuato con la nostra crescita graduale di anno in anno.

LA VITE È VIVA

– Questo è un lavoro che si ama e vive. La viticoltura e la vinificazione si legano all’amore. Questa è la mia vita. La vite è viva. Ogni anno ti regala qualcosa da cui crei il vino con cui tutti godiamo. In cantina è possibile degustare sempre qualcosa di nuovo e provare nuovi abbinamenti. Mi pongo costantemente nuovi desideri e obiettivi e cerco di realizzarli gradualmente con qualità. Se ami la vinificazione, per te nulla è né facile né difficile. La cosa più difficile è quando ti dedichi con impegno e poi incontri qualcuno che non lo apprezza e non lo rispetta. Non è la fine del mondo, ma comunque ci rimani male. Quando lavori con le persone, e noi lavoriamo con le persone perché questo è un prodotto che la gente beve e rappresenta un prestigio, un lusso, sai che non tutti valuteranno il tuo prodotto allo stesso modo.

PRODUZIONE DI VINO

– Se il vino è troppo acido, allora quel vino non è tecnologicamente corretto e qualsiasi prodotto che non sia tecnologicamente corretto non è nemmeno salutare. L’agricoltura odierna, compresa la vinificazione e la viticoltura, è molto diversa da quella che avevamo vent’anni fa. Ci sono tante innovazioni, desideri e davvero non sappiamo dove ci sia un limite a questo sviluppo. Qui in Istria abbiamo una produzione classica, o convenzionale, che tollera i valori limite con protezione in vigna e in cantina e che, da un lato, è più economica perché vi sono concesse delle azioni che facilitano il lavoro stesso. Poi abbiamo l’agricoltura ecologica, che ormai è sempre più diffusa, e con essa si presta una maggiore attenzione alla qualità di ciò che si beve e si mangia. Come terzo ramo abbiamo la biodinamica, che ora sta diventando sempre più popolare. Con lo sviluppo, cambiano le tecnologie, cambiano le persone e la professione è sempre più presente. Le persone si istruiscono e producono vini sempre più buoni.

BERBA BERTOŠA

– Oggi abbiamo 5 etichette di vini con Malvasia, Pinot Grigio e Terrano, di cui due etichette di Malvasia fresca e Pinot Grigio, poi abbiamo Malvasia invecchiata e Terrano invecchiato ed infine lo spumante. Nei seguenti due anni, o tre, intendiamo presentare altre due nuove etichette, un Pinot Grigio invecchiato e un altro spumante. Ogni anno produciamo circa 30.000 bottiglie con queste cinque etichette per il mercato istriano, ma i nostri vini si possono trovare anche a Spalato e Zagabria. Naturalmente desideriamo che la vendita si diffonda ulteriormente e che più persone possibili possano degustare i nostri vini. Intendiamo ampliare la produzione, ma ovviamente nei limiti di ciò che le nostre cantine possono sopportare per fornire sempre la qualità al degustatore. Mi piace tenere sotto controllo la produzione perché in un certo senso lo facciamo da soli, in famiglia, e solo durante la raccolta coinvolgiamo altre persone. Dopo la raccolta scarico io stesso tutto ciò che è stato raccolto e tutto passa attraverso le mie mani, dalla raccolta alla fermentazione, e non lascio nulla al caso o a nessun altro. Ho un tale carattere e devo avere tutto sotto controllo. Il marchio Berba Bertoša nasce con la consulenza con esperti dove abbiamo incorporato la storia del nostro ambiente che si fonde con la nostra tradizione familiare. Per quanto riguarda il branding, abbiamo iniziato la collaborazione con lo Studio Sonda e insieme abbiamo ribattezzato i nostri vini con lo stesso slogan “Ručno brano s vrhova Istre / Raccolto a mano dalle vette dell’Istria”. Credo che l’indicazione di vendemmia rimarrà nel nostro nome ancora per un periodo più lungo e continueremo a costruire una storia legata al nostro brand. Siamo a Kaldir, nell’Istria centrale, nelle regioni collinari, e questa vendemmia rappresenta tutta la nostra piccola attività vinicola familiare dove raccogliamo a mano e tutto è fatto sotto un elevato livello di controllo per offrire la qualità che tutti noi desideriamo avere. Ogni varietà ha la sua etichetta speciale con una storia visiva che rappresenta quel particolare vino. Quando leggi Berba Bertoša e guardi l’etichetta del vino, la tua fantasia ti porta in un’altra dimensione, cioè ti avvicina al nostro ambiente.

SPECIFICHE DELLE ZONE DIVERSE

– Ogni zona ci dà qualcosa di diverso, qualcosa di speciale, per ogni varietà, ed è così che abbiamo piantato le viti. Nelle posizioni più basse prevalgono le varietà bianche, mentre a partire dai 200 m abbiamo il Terrano. Verifichiamo ogni posizione separatamente, raccogliamo e svolgiamo la fermentazione separata in botte. Dopo la fermentazione, assaggio ogni vino dalla botte separatamente e valuto se le caratteristiche di quel vino corrispondono alla qualità che costruiamo da anni, ovvero l’etichetta di Berba Bertoša. Lo spumante e la Malvasia invecchiata appartengono a serie limitate e per loro viene utilizzata una sola posizione. I vini giovani vengono poi immediatamente imbottigliati, mentre i vini invecchiati si conservano in botti per un anno fino a 18 mesi.

PINOT GRIGIO

– La Malvasia e il Terrano sono le nostre varietà istriane e ogni viticoltore ha la sua visione di come dovrebbero essere questi vini. Il Pinot grigio è la mia varietà, un vino che sicuramente adoro, amo e che mi ha incoraggiato a fare anche altre cose, di cui mi sono innamorato e per questo ho iniziato a coltivare la vite. L’amore è nato durante un viaggio con cui si è anche formata in me una grande ambizione di voler produrre proprio questo vino particolare. In Istria il Pinot Grigio non è una varietà così sconosciuta. È un vino prestigioso perché non si produce una grande quantità di uva all’anno per la quantità piantata, da cui si ottiene una resa in vino del 50%, che è molto poco rispetto alla Malvasia e al Terrano. Questo vino non è molto redditizio a seconda della quantità ottenuta. Si tratta di un vino di quantià limitate e ci tengo anche a sottolineare che secondo me è un vino per dei momenti specificiali. Ne prendi un po’, ma è davvero, davvero bello. Quando ho iniziato la vendita dei vini, la prima scelta dei clienti sarebbe stata il mio Pinot Grigio rispetto alla Malvasia, e posso dire che questo particolare vino è stato il mio trampolino di lancio. Abbiamo il Pinot Grigio come vino fresco e lo utilizziamo anche come vino base per lo spumante.

CONSERVAZIONE DELLE VARIETÀ AUTOCTONE

– I colleghi viticoltori, che 30 anni fa hanno iniziato la viticoltura moderna e la vinificazione con Malvasia e Terana, hanno creato per noi una grande base, con la quale hanno notevolmente facilitato il lavoro di produzione e presentazione del vino. Spetta a ciascun viticoltore decidere quanto effettivamente lo rispetterà. Da parte mia, cerco di stare al passo con loro nella qualità dei vini che offro. Tutti noi viticoltori dovremmo prenderci cura delle nostre varietà autoctone e piantarle ulteriormente, e che le nostre etichette, cioè il vino, arrivino in tutte le parti del mondo affinché veniamo sempre più riconosciuti per la qualità che offriamo.

VITICOLTORE – RISTORATORE

– Questo è molto impegnativo. Facciamo la vendita porta a porta e la degustazione nel nostro ambiente, cosa che considero molto importante, perché attraverso questa degustazione vogliamo presentare la nostra storia legata a Berba Bertoša a ogni persona che ci visita. Questo può richiedere molto tempo perché tutto si deve prepare per i visitatori e anche in seguito a tutti si deve raccontare la nostra storia e, naturalmente, presentare direttamente le nostre vigne, le cantine come i nostri vini. Ogni visitatore deve sentirsi ben accolto, ma deve anche sentire il valore di tutto ciò che abbiamo fatto con le nostre mani e con le nostre ambizioni.