Quando vi siedete in un teatro, vi staccate dal proprio presente e lasciate andare la mente con l’opera presentata sul palco, che vi fa vivere intense emozioni di passione, desiderio, paura, rabbia e felicità grazie all’interpretazione artistica dei cantanti d’opera che trasformano il lavoro drammatico con le loro capacità vocali e di recitazione in un’esperienza unica.

Il famoso Teatro alla Scala di Milano è uno dei quindici teatri più famosi al mondo ed in esso si sono presentate opere e balletti, con artisti a livello mondiale come Jessye Norman, Luciano Pavarotti, Giuseppe di Stefano, Placido Domingo e Angela Gheorghiu. L’elenco degli artisti sul grande palcoscenico del famoso teatro è stato arricchito anche con il basso di Pola Toni Nežić.

Abituato ad un’alta qualità d’interpretazione artistica, il pubblico del Teatro alla Scala è esigente per ogni rappresentante d’opera. Nežić ci ha raccontato brevemente come l’esperienza del Teatro alla Scala si riflette nella sua crescita professionale, cosa lo ha motivato di esibirsi nell’opera, qual’ è la posizione d’opera oggi, come si prepara per le esibizioni e quanto siano importanti il vibrato e la recitazione per l’opera.

ESPERIENZA INESTIMABILE AL TEATRO LA SCALA

– Esibirsi alla Scala, con il debutto con Verdi, è certamente il mio sogno diventato realtà. La Scala, come una delle principali istituzioni liriche del mondo, è un grande traguardo per ogni artista e sicuramente un enorme riferimento per la carriera. In termini di esperienza, ciò che ho vissuto in questi mesi è inestimabile. Vale a dire, mentre interpretavo tutte le esibizioni di Rigoletto che erano previste, il 9/9, senza alternanza, accanto al grande maestro Nucci, ho acquisito la fiducia, “la routine nel interpretare il ruolo”, mi è stata dato un grande sapere, ho anche imparato alcune cose su di me e sul mio canto che non sapevo fino ad adesso. La scena insegna inevitabilmente al cantante da sola e ti chiede progressi continui in tutti gli aspetti. Ad ogni ulteriore esibizione, ho cercato di aggiungere ulteriori “livelli interpretativi” sotto forma di interpretazioni vocali e recitative, oltre a fondere i due. Penso di aver fatto un grande passo avanti come cantante e performer e cresco nell’esibizione da uno spettacolo all’altro.

RECITAZIONE NELL’ OPERA

– L’opera è, come sappiamo, l’arte dello spettacolo, quindi la recitazione è una componente molto importante in qualsiasi interpretazione del ruolo. Trovare la naturalezza del movimento di scena correlato a ciò che stai presentando ed interpretando attraverso la parte musicale è un processo complesso che affrontiamo ogni volta nel preparare un ruolo con il direttore d’opera. Quindi inserire tutto ciò nella visione del direttore e creare il personaggio, sia fisicamente che emotivamente, sono una parte essenziale della professione che svolgo. In globale, vedo la recitazione come una “reazione all’azione” in relazione con i colleghi, reagire agli stimoli che si ottengono dai colleghi sul palco, nonché reagire al flusso di pensieri e allo stato emotivo del ruolo che si sta interpretando sul palco in quel momento. Quindi la recitazione cessa di essere “recitazione” e ottiene la logica e la naturalezza del movimento ed allora il personaggio diventa convincente e profondo. Comunque, nell’arte lirica, trovo che la musica condiziona molte cose tra cui anche il canto, che penso debba essere d’alto livello affinché l’interpretazione abbia successo. Un’interpretazione ispirata senza un background di canto, secondo me, non è sufficiente.

DECIDERSI PER L’OPERA

– Sono stato motivato principalmente dal desiderio di sviluppare la mia voce. Dopo aver scoperto le prime arie e la sensazione di poter contribuire all’opera lirica, ho cercato di fare del mio meglio per avere successo ed il processo di prova dura ancora oggi e spero che duri per molti anni. In collegamento ad esso, l’amore verso l’opera si sviluppa con il tempo.

LA POSIZIONE ATTUALE DELL’OPERA

– Vedo la posizione attuale dell’opera in tutto il mondo in modo positivo. Penso che l’opera nella maggior parte dei paesi in cui abbia una tradizione stia molto bene. Un nuovo pubblico sta cercando di crescere, quindi molte opere hanno programmi per i giovani sotto i 30 anni, per la scuola materna e i bambini in età scolare. Attraverso le arti visive e il posizionamento di titoli d’opera nei tempi più moderni, si sta lavorando sulla popolarità del genere. Penso che si stia iniziando a prestare troppa poca attenzione alla componente musicale, e con il rapido aumento del numero di produzioni, sia diminuita la qualità delle performance, musicali e di canto, rispetto ai tempi precedenti. Nella maggior parte dei casi, la musica e i testi delle opere, in particolare di grandi compositori, sono opere senza tempo che rappresentano le più belle pagine scritte a mano, esprimendo così tutte le emozioni, buone o cattive, che ogni individuo vive ancora oggi. Quindi l’opera nel mondo con i suoi temi è rilevante oggi come lo era nel passato. Questo, ovviamente, non significa che l’opera non abbia dei problemi, ovviamente esistono come in qualsiasi professione.

MANTENERE LA VOCE

– Mantengo la voce principalmente esercitandomi, e poi dormendo. Penso che accanto ad un allenamento vocale adeguato e regolare, il buon sonno svolga un ruolo molto importante. E poi segue tutto quello che serve per mantenere una buona salute, alimentazione, esercizio fisico e tutto il resto. Dietro ad un’uscita sul palcoscenico ci sono anni di “formazione” e istruzione all’interno sistema di educazione musicale classica ed altrove. L’investimento su sé stessi è molto importante, dietro ogni produzione c’è un grande numero di prove e ore dedicate ad un’opera specifica che si svolge e, prima di questo, anni spesi lavorando sui propri progressi.

VIBRATO

– Il vibrato è spesso, secondo me, mistificato dal grande pubblico. Il vibrato è una conseguenza logica del canto lirico e dovrebbe contribuire ad un piacevole ascolto. Dovrebbe anche verificarsi come conseguenza naturale del canto corretto, spontaneo. Il che significa che non dovrebbe essere udibile nel senso che l’ascoltatore noti una variazione del tono di più toni o che interrompa la linea vocale o la bellezza della linea vocale. Secondo me, il vibrato fa parte della personalità di ogni voce, qualcosa che dà particolarità ed il colore alla voce stessa. (foto:Marko Pletikosa)