La spontaneità della musica attiva la nostra mentre, lo spirito ed il corpo. In un paio di passi, il nostro cuore comincia a battere in un modo diverso, cambiano i nostri sentimenti, passiamo da uno stato completamente tranquillo ad uno stato di tristezza e nostalgia oppure ad uno stato di immensa felicità e buon umore. Proprio questa spontaneità ci rende più aperti verso le novità e ci rivela la nostra natura e l’appartenenza a qualcosa. Proprio grazie alla spontaneità, Miron Hauser ha scoperto d’esser nato per suonare il trombone e con il tempo è diventato il primo trombonista jazz croato. In seguito, scoprite qualcosa in più sulla sua scoperta spontanea del mondo.

SI NASCE TALE

– Non si può diventare trombonista, si nasce tale. Non ho incontrato molte persone che mi hanno detto di voler suonare il trombone. Tutto succede sempre spontaneamente. Così è successo anche a me. Principalmente ho iniziato a suonare il violino. Ma non m’era interessante. Volevo lasciar perdere la scuola di musica. Ma, durante una passeggiata in città, mia madre ha incontrato il professore di trombone Željko Riker e gli ha chiesto se poteva istruire ed il giorno dopo ho avuto la mia prima lezione di musica con il trombone.

PROCESSO COMPLESSO

– Suonare il trombone è un processo molto complesso fisicamente, mentalmente e spiritualmente, come ogni qualsiasi altra arte. Suonare il trombone è qualcosa di molto specifico difficile a spiegare alla gente. Si tratta di uno strumento che non ha l’ancia. Ha un solo boccaglio in cui si mettono entrambe le labbra e loro vibrano. Il trombone si potrebbe interpretare come amplificatore siccome il vero strumento è in realtà l’uomo che lo suona. Faccio le vibrazioni con le mia labbra, ed il trombone le amplifica, nonché le aumenta.

MUSICA COME VIBRAZIONE

– Per me la musica è tutto, la vita. È un movimento, una vibrazione. Jazz è solo un modo con cui qualcuno interpreta la musica. La musica è un ampio concetto e ce ne è tanta. Mi è difficile seguire tutti i generi d’oggi. C’è un milione di generi entro ogni genere di base. Il jazz ha un milione di generi come ce ne hanno gli altri tipi di musica al mondo. È importante solo quanto una persona in tutto questo riesca a cavarsela. La più bella esibizione m’era quando l’orchestra ha suonato il mio programma d’autore. È veramente grandioso quando scrivete un intero concerto per l’orchestra e poi lo sentite suonare. In A-strana svolgo il lavoro del collaboratore esterno di HRT. Si tratta di un ottimo lavoro, ma lo vedo a punto come lavoro. Ogni nostro concerto di jazz viene registrato per poi mostrarlo in TV. In questo c’è anche un po’ d’arte, ma tutto nei limiti determinati. Più alto è il valore artistico, minore è il pubblico.  (foto: Dejan Štifanić )

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