Esistono strumenti che producono un suono ed esistono quelli che raccontano una storia. La fisarmonica appartiene al gruppo degli strumenti che raccontano una storia. Nei suoi mantici non respira soltanto l’aria, ma anche il ricordo, la gioia, la nostalgia, l’orgoglio e quel qualcosa di difficile da descrivere che unisce le persone senza nemmeno una parola pronunciata. Quando la prende tra le mani qualcuno che ne comprende la natura, come lo fa Ivan Licul, la fisarmonica diventa un’estensione del carattere, un atteggiamento, una firma.

Per Ivan Licul, la musica non è uno sfondo, è una forza motrice. Non è solo abilità, ma disciplina. Non è solo emozione, ma responsabilità. Il suo percorso non è stato costruito dall’oggi al domani, ma attraverso ore e ore di lavoro, attraverso dubbi che lo hanno rafforzato e attraverso un pubblico che ha riconosciuto la sincerità. Perché la musica, quando è autentica, trova sempre la sua strada.

La fisarmonica nelle sue mani sa essere potente e delicata allo stesso tempo. Può far alzare in piedi migliaia di persone, ma anche far tacere uno spazio con una sola lunga frase carica di emozione. Proprio in questo equilibrio, tra tecnica e sentimento, tra il grande palcoscenico e lo sguardo ravvicinato dalla prima fila, si nasconde la sua particolarità.

In una piacevole conversazione abbiamo conosciuto Ivan e il suo percorso musicale.

PERCORSO MUSICALE IN 3 PAROLE
– Direi: passione, perseveranza, persone. La passione è stata la prima cosa. È ciò che ti spinge a prendere la fisarmonica tra le mani e a tornare alla musica anche quando sei stanco. La perseveranza è arrivata con gli anni, perché nulla arriva dall’oggi al domani. Ogni esibizione, ogni prova e ogni volta che ti sei chiesto: “Sono davvero fatto per questo?”, in realtà ti costruisce. E le persone sono la parte più importante della mia storia, perché la musica non è solo una canzone suonata, ma un’emozione che si condivide. Quando vedi che le persone ricordano le tue esibizioni, che tornano da te e che si fidano di te, sai che stai facendo qualcosa che ha senso.

FORMAZIONE ATTRAVERSO IL LAVORO E LE CIRCOSTANZE DI VITA
– Sinceramente, mi hanno formato soprattutto il lavoro e le circostanze della vita. Il talento è un buon inizio e può aiutarti a progredire più velocemente, ma è il lavoro che ti mantiene stabile e che ti distingue dagli altri. La musica richiede disciplina, dalle prove, ai sacrifici, fino al desiderio costante di essere migliore di ieri. E le circostanze della vita sono spesso il tuo più grande maestro, perché ti insegnano come tirare fuori dalla musica qualcosa di personale, qualcosa di vero. Il pubblico arriva poi come la ciliegina sulla torta perché quando il pubblico riconosce ciò che fai, ti spinge ulteriormente in avanti.

CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVA
– La mia visione della musica è cambiata soprattutto quando sono salito per la prima volta sul palco a Cave Romane e all’Arena di Pola. Sono momenti che non puoi dimenticare, perché improvvisamente capisci quanto la musica possa essere grande e quanta emozione possa trasmettere. Quando sali su un palco del genere, senti il peso dello spazio, della storia e dell’atmosfera, ma anche la responsabilità verso il pubblico. In quel momento la musica smette di essere solo un lavoro o un hobby e diventa qualcosa di molto più grande. È una sensazione che ti cambia e dopo non guardi mai più un’esibizione allo stesso modo.

RICONOSCIMENTO DEL PUBBLICO
– Quando qualcuno mi dice che è venuto da un’altra parte dell’Istria solo per ascoltarmi, è qualcosa che ti colpisce davvero e ti rimane nel cuore. Senti anche quell’energia quando il pubblico smette di ascoltare soltanto e comincia a cantare, a ballare, quando tutti si uniscono in un’unica atmosfera. Mi colpisce di più quando dopo l’esibizione vengono, ti stringono la mano, si fanno una foto e dicono: “Era proprio quello.”. Quel momento ti conferma che li hai conquistati.

NOĆI ISTARSKE
– “Noći istarske” è una di quelle canzoni che non puoi suonare in modo “meccanico”. È sempre diversa, perché dipende dal pubblico, dallo spazio, dall’energia e dal momento. A volte le persone iniziano subito a cantare, a volte l’atmosfera si costruisce lentamente, e a volte senti che quella canzone deve essere più intensa, più emotiva, con più improvvisazione. Ed è questo che per me è più bello, perché la fisarmonica è uno strumento che “racconta”, e queste canzoni ti danno lo spazio per raccontare ogni volta una nuova versione della stessa storia.

PERFEZIONE TECNICA E SINCERITÀ EMOTIVA
– Per me la perfezione tecnica è estremamente importante, e chiunque mi conosca sa che sono fatto così. L’emozione è il cuore della musica, ma senza tecnica non puoi essere tranquillo sul palco. Sono il tipo che preferirebbe fare una prova tecnica fino all’ultimo minuto prima dell’esibizione piuttosto che salire sul palco e che qualcosa non funzioni come dovrebbe. Mi piace che tutto sia pulito, che il suono sia buono, che la fisarmonica si senta come deve, che il microfono e l’impianto audio funzionino perfettamente. Solo quando so che tecnicamente tutto è sistemato posso rilassarmi e dare il 100% di emozione. Per me l’ideale è quando si uniscono entrambe le cose: quando è tecnicamente preciso ed emotivamente sincero.

LEZIONE DALLE ESIBIZIONI NON ANDATE SECONDO I PIANI
– È successo durante la stagione, in due serate. Il motivo è stata la tecnica, cioè cose che non puoi sempre controllare e che possono rovinarti l’impressione generale. In situazioni del genere impari quanto sia importante rimanere calmo e professionale, perché il pubblico forse non sa cosa sta succedendo, ma percepisce se tu ti perdi. Questo mi ha rafforzato ancora di più nella mia insistenza sulle prove e sulla preparazione. Ho imparato anche che devi sempre saperti adattare. A volte salverai la situazione con l’improvvisazione, a volte con la comunicazione con il pubblico, a volte semplicemente con la calma. E alla fine questo ti rafforza come artista.

COLLABORAZIONE DESIDERATA
– Collaborerei con Saša Kovačević. Ha quello stile che unisce emozione, qualità e pubblico, e penso che la fisarmonica in una storia del genere potrebbe suonare incredibilmente bene. Le sue canzoni hanno atmosfera, hanno melodia, e a me piace quando la fisarmonica può essere moderna ed emotiva allo stesso tempo. Penso che sarebbe una collaborazione che potrebbe sorprendere le persone, ma nel miglior modo possibile, qualcosa di nuovo, ma comunque riconoscibile.

TI ASPETTIAMO
– Oggi mi motivano soprattutto le persone e il fatto che siano sempre di più. All’inizio ti motiva il desiderio di riuscire, di dimostrare il tuo valore, di essere notato. Oggi invece mi motiva il sostegno che ricevo e il fatto che le persone vogliono ancora di più. Quando vedi che il pubblico cresce, che ritorna, che ti segue, che condivide video e manda messaggi, questo ti dà forza. La cosa più bella è quando qualcuno dice: “Ti aspettiamo di nuovo” oppure “C’ero la volta scorsa, devo venire anche questa.”. È una motivazione sincera che ti spinge a essere ogni volta ancora migliore. (foto – Srećko Niketić)