
L’equitazione non è solo uno sport, ma anche un dialogo speciale tra cavaliere e cavallo. In questo rapporto di fiducia, pazienza e forza nasce la vera magia di ogni competizione. Ogni movimento, ogni sguardo e ogni passo riflettono comprensione e connessione reciproche. In questo legame fatto di energia e delicatezza si sprigiona un senso di libertà, ma anche di responsabilità, perché in gara, proprio come nella vita, il successo arriva quando il cavaliere e il cavallo diventano una cosa sola.
Per Karla Faraguna, atleta del Club Ippico Istra, ogni competizione è molto più di una semplice sfida sportiva. È un’occasione preziosa di crescita, di apprendimento continuo e una forte fonte di motivazione.
Il suo percorso, che parte dai primi passi nel salto a ostacoli fino ai successi nell’endurance, equitazione di lunga distanza, testimonia una dedizione straordinaria in cui il cavaliere e il cavallo sono inseparabili. Karla ha costruito una storia sportiva unica, fondata su una profonda comprensione e rispetto per il suo cavallo. Non a caso, gran parte del suo approccio si concentra sui bisogni e sulle capacità del cavallo, convinta che la felicità, la salute e la motivazione dell’animale influenzino direttamente sul successo della coppia.
La sua filosofia si basa sull’ascolto attento di ogni segnale, sull’adattamento degli allenamenti e dei tempi di recupero e sulla cura costante della condizione fisica e mentale del cavallo.
Vi invitiamo a leggere il racconto sincero di Karla sulla sua carriera sportiva, in cui svela come questo legame profondo e l’attenzione al benessere del cavallo abbiano plasmato il suo percorso e le abbiano regalato le più grandi soddisfazioni e insegnamenti.
GARA DIVERSA DALL’ALLENAMENTO
– Ho iniziato a montare a cavallo ad Albona, dove mi allenavo nel salto a ostacoli. Oggi sono socia del Club Ippico Istra di Manjadvorci, che nel 2014 ha organizzato l’Alpe Adria Cup a Barbana. Per caso mi sono trovata ad assistere a una parte di quella gara e mi ha subito colpito il fascino della cavalcata nella natura. Già il fine settimana successivo sono andata a Manjadvorci e così è iniziata la mia storia con l’endurance. Dato che all’epoca nel club c’erano molti cavalieri che praticavano questa disciplina, ho iniziato gradualmente ad allenarmi con loro fino ad arrivare alla mia prima competizione, che si è svolta a Đurđevac, dove ho partecipato insieme ai miei compagni di squadra. La gara è completamente diversa dall’allenamento, i cavalli non conoscono il terreno, ci si imbatte in situazioni e ostacoli imprevisti che bisogna affrontare. Tuttavia, grazie al rapporto di fiducia tra cavaliere e cavallo, tutto va bene. Ogni gara per me è una motivazione in più e mi rende particolarmente felice vedere i progressi del cavallo, soprattutto nel suo comportamento, perché di gara in gara diventa più sicuro. Come in ogni sport, ci sono stati alti e bassi, ma grazie ai miei compagni di squadra e al mio allenatore Zoran Uravić, senza il cui supporto tutto ciò che ho raggiunto finora non sarebbe stato possibile, ho trovato la forza per andare avanti. Il mio risultato più importante finora è stato nel 2019, quando sono diventata campionessa di Croazia nella categoria juniores. Dopo la visita veterinaria finale, sono stata sopraffatta da emozioni di felicità, gioia, ma soprattutto di orgoglio, in particolare per come il mio cavallo aveva affrontato in modo impeccabile tutta la gara. Da quell’esperienza ho imparato che il successo richiede molto lavoro, tempo, impegno e sacrificio, ma anche che la perseveranza ripaga sempre.
ALTI E BASSI FANNO PARTE INTEGRANTE DELLO SPORT
– Durante una gara di qualificazione due anni fa sono caduta e non sono riuscita a qualificarmi per il Campionato Balcanico, che si è svolto in Bulgaria. Dopo una pausa piuttosto lunga sono tornata a montare, e presto anche alle competizioni. Da quell’esperienza ho imparato che gli alti e bassi fanno parte integrante dello sport, ma anche della vita. Non tutto va sempre secondo i piani, ma è importante non arrendersi mai.
PREPARAZIONE
– Gli allenamenti si svolgono cinque volte a settimana, a volte con un ritmo più lento, altre volte più intenso. Per le gare più lunghe facciamo anche allenamenti in salita e al galoppo per migliorare la condizione del cavallo. Prima e dopo ogni allenamento è fondamentale preparare il cavallo: spazzolarlo, rinfrescargli le gambe, curare l’attrezzatura, ecc. La preparazione per le gare comincia due o tre mesi prima della competizione. Prima di ogni prova, diamo un occhio al terreno, valutando se la superficie è più morbida o più dura. Questo è particolarmente importante per la ferratura, e in base a ciò adattiamo il tipo di allenamento. Durante la gara è fondamentale gestire correttamente l’andatura in funzione del terreno, per salvaguardare al massimo il benessere e la sicurezza del cavallo. Oltre a montare, vado tre volte a settimana in palestra per lavorare sulla forza. Siccome nelle competizioni ci sono tratti in cui bisogna correre accanto al cavallo per alleggerirlo, ogni tanto pratico anche la corsa. La preparazione mentale è altrettanto importante: in questo, la squadra di supporto gioca un ruolo essenziale, restando al mio fianco durante tutta la gara.
RIZIKO
– Al Campionato Balcanico gareggerò con Riziko, il cavallo con cui ho fatto anche la mia prima gara di endurance. Riziko appartiene al mio allenatore Zoran Uravić e lo conosco da quando è arrivato a Manjadvorci. Insieme abbiamo affrontato molte sfide e ottenuto tanti successi, perciò tra noi si è costruito un rapporto di fiducia reciproca. Oltre all’allenamento, è fondamentale anche il legame quotidiano con il cavallo, dalla spazzolatura alle uscite al pascolo, fino alla cura della sua condizione e del suo benessere generale.
UNO SPORT IN CUI CAVALIERE E CAVALLO SONO UNO
– Prima di ogni gara il nervosismo è inevitabile. L’endurance è uno sport di squadra in cui il cavaliere e il cavallo formano un tutt’uno. C’è sempre una certa preoccupazione su come si comporterà il cavallo e se tutto andrà per il meglio siccome ci si trova in un terreno sconosciuto con un animale sensibile. Cerco di concentrarmi al massimo su di lui, per affrontare insieme la competizione nel miglior modo possibile.
