
Nella marea di opzioni sportive, sembra difficile scegliere lo sport giusto per noi stessi. Ma se una persona si riconosce in uno sport ed inizia a costruire gradualmente le proprie capacità in esso, con impegno ed un buon ambiente, il successo è inevitabile anche in giovane età. Iva Samovojska ha avuto l’occasione di scoprire molto presto il fascino che offre il karate con il Karate club Finida di Parenzo, e ha trovato il kata fa per lei. Sebbene sia stata attiva nel combattimento per quattro anni, ha optato per il kata perché questa attività si lega al suo carattere, calmo e forte. Non parla con gli altri riguardo i proprio obiettivi, ma a noi ha confidato gli aspetti della sua carriera sportiva e le sue ambizioni, e in seguito potete leggere riguardo il modo di pensare della giovane atleta di Parenzo.
KARATE COME ABITUDINE
– Le mie sorelle hanno provato ad allenarsi e mia madre mi portava con lei quando le veniva a prendere. Ho visto di cosa si tratta, mi è piaciuto e ho iniziato ad allenarmi. Mie sorelle hanno smesso di allenarsi mentre io ho continuato. Poco più di un anno mi sono fermata, ma mi mancavano gli allenamenti, gli amici e gli allenatori e ricominciato ad allenarmi. Il karate è un’attività che per me è diventata un’abitudine e mi sento meglio quando mi alleno. I miei allenatori, Mirko Banović, Sanja Bokun, Tamara Banović, Stefan Banović e Amira Rešidović mi stanno accanto. Mi danno sempre il loro supporto. Sono particolarmente importanti nei momenti difficili. Loro mi calmano e mi incoraggiano a continuare a gareggiare. Una volta quando volevo arrendermi, l’allenatore mi ha incoraggiato e alla fine ho vinto una medaglia. Spesso il supporto che mi danno gli allenatori mi porta verso degli risultati inaspettati, soprattutto quando si tratta di competizioni nazionali e internazionali.
MEDAGLIE COME MOTIVAZIONE PER CONTINUARE
– Ci sono stati momenti in cui sono rimasta delusa. In quei momenti mi sento demotivata, ma poi questo da una motivazione ad impegnarmi di più e vincere quando si presenta una prossima opportunità. I risultati poi sono anche migliori. Ogni volta quando vinco qualcosa mi sento bene e quando vedo le medaglie sul muro mi sento orgogliosa. Le medaglie mi ricordano quei momenti speciali. Quando vinco qualcosa è una sensazione speciale legata all’orgoglioso e cresce anche la mia autostima e poi faccio meglio anche le altre cose.
SPENDERE IL TEMPO CON OBIETTIVI PRECISI
– A causa degli impegni scolastici, non ho tanto tempo per me stessa perché abbiamo lezioni ogni due settimane nel pomeriggio e torno a casa la sera dopo le 21. Al liceo è molto più difficile rispetto a quello che era alle elementari. Abbiamo molti più obblighi, ed il nostro tempo libero è ridotto. Mi piace allenarmi, gareggiare e viaggiare con gli amici. Andiamo spesso in viaggio, almeno così era prima del periodo del coronavirus. Nel tempo libero mi piace disegnare e uscire con gli amici visto che ci vediamo solo nei fine settimana.
RIMANERE NELLO SPORT
– Un giorno voglio iscrivermi alla facoltà di chinesiologia perché lì posso imparare molto su diversi sport e posso diventare un’allenatrice. Voglio rimanere nel mondo dello sport. Non ho un obiettivo specifico in termini di raggiungimento, perché se mi pongo degli obiettivi, c’è la possibilità che non li raggiungò e poi rimanere delusa.
KATA
– Ho scelto il kata perché non puoi farti molto male nel kata. Puoi farti male solo un po’ con i salti, ma non è niente in confronto agli infortuni nei combattimenti. Ho praticato il combattimento dai sei ai dieci anni. Ma ho scelto di continuare a gareggiare e ad allenare il kata. Non sono un tipo da combattimento, anche se mi lego a qualcosa, è importante per me raggiungere il mio obiettivo e lavorare finché non lo raggiungo. Tengo i miei piani futuri per me. Non voglio che mi si rinfacci qualcosa quando non ottengo ciò che mi sono prefissata.
