Il polistrumentista che, con il suo approccio unico e mistico verso la musica, crea nella mente dell’ascoltatore un’altra realtà che piace a tutti, Franko Krajcar sta preparando un nuovo materiale in cui presenterà i vecchi suoni in modo moderno.

Ha acquisito l’esperienza nel campo della musica lavorando in Italia, Svizzera, Austria, Paesi Bassi e Germania, e dal 2007 ha iniziato ad utilizzare le sue conoscenze e gli elementi della cultura istriana per creare le proprie opere che sono state presentate negli album Pensieri, Indivia, Rožice e Aleja glagoljaša e recentemente nell’album Greatest hits collection.

In questo periodo insolito in cui la maggior parte di noi viveva in qualche forma di isolamento sociale, Krajcar si è orientato verso la natura come alle esibizioni in natura che ha registrato e condiviso con il suo pubblico su Facebook. Leggete sotto su di che stava ulteriormente riflettendo in questo periodo.

IL PERIODO DI RIFLESSIONE

– Prima avevamo ben poco, eravamo modesti ed eravamo felici. La mia infanzia è stata stupenda. Rispetto alla situazione d’oggi, non avevamo assolutamente niente oltre una compagnia meravigliosa. Oggi abbiamo tutto e non è mai abbastanza. Ci siamo completamente rovinati con tutte le forme di consumo. Prima mangiavamo così tanta polenta, così tanta l’avremo mangiata, e oggi ci appoggiamo ai vari prestiti senza pensare a quello che pu accadere proprio come è sorto il problema con il virus Corona. Certo, ora abbiamo vari problemi, e certi hanno riflettuto un po’ durante questo periodo, letto qualcosa, mentre altri diventeranno peggiori rispetto a quello che erano prima. In qualche modo ci siamo spinti verso la fratellanza e all’unità, e noi abbiamo trovato una foresta e ci siamo allontanati dai centri commerciali. Osavo suonare gli strumenti in natura e mia sorella mi ha filmato e voleva metterlo su Facebook. Non glielo ho concesso, ma alla fine ho pubblicato da solo una registrazione in cui ho suonato il flauto. Una mucchio di Like si è raccolto rapidamente e poi ho iniziato a pubblicare le registrazioni ogni secondo giorno. Era il mio modo di sfogarmi, la meditazione con la musica, come se avessi avuto una specie di concerto.

L’INTIMITÀ ATTRAVERSO LA MUSICA

– Quindici giorni prima che scoppiasse il problema con il virus Covid 19, Croatia Records ha pubblicato la mia Greatest hits collection, che include i successi dei miei primi due album, che danno importanza al mio lavoro svolto in tutti questi anni. All’età di 39 anni, ho pubblicato il mio primo album, Pensieri. Non sono mai stato guidato dal desiderio di essere popolare, ma di esprimere in qualche modo la mia intimità, il mio piccolo mondo. Non mi sono esposto mai troppo. La mia intimità è emersa attraverso la musica il che mi rende molto felice perché tutto è iniziato per caso. Ho lavorato ad un progetto con Morosin ed il nostro comune amico Tijardović ha commentato che ero interessante e che avevo una mistica particolare in se. Pensieri riflette il tempo d’adesso, ma anche il passato ed il futuro. Tutto ciò che possiamo immaginare è legato al passato, e tutto ciò che desideriamo ed il motivo per cui dobbiamo vivere è legato al futuro.

https://www.youtube.com/watch?v=MtwLOwU3zsU

Nella mia carriera, ho avuto due fasi creative attraverso cui ho fatto tutti i miei lavori ed il ciclo dei miei quattro album mi ha portato molte cose belle. Mi piace condividere la mia intimità con gli amici. Penso che siano come una famiglia per me. È il mio piccolo mondo all’interno di tutta questa realtà confusa. Non registro per tutto il tempo, ma solo quando mi viene. Dopo che ho dieci giorni di realizzazioni creative, e quindi nessuno ha bisogno di chiedermi qualcosa in senso creativo. Non ho intenzione di partecipare a dei festival perché ho altre priorità nella vita legate ai miei figli. Ho provato a fare qualcosa al confine con la musica commerciale con la canzone Jobrni je jobrni e ho mostrato a se stesso che si può fare qualcosa di allettante per il pubblico.

I SUONI D’UNA VOLTA IN UN MODO MODERNO

– Il mio interesse si lega al world music ed alla musica etnica, al Mediterraneo ed ai Balcani. Ascolto spesso musica aborigena. Sono molto interessato alla musica etnica di tutto il mondo, alle novità di ogni area, sul come la musica si suonava 300 anni fa, alla mistica delle regioni celtiche. Vorrei occuparmi di più di questi oggetti d’antiquariato e spero di poterlo fare per il resto della mia vita. Voglio collegare i suoni d’una volta con l’elettronica, per mostrare i suoni d’una volta in un modo moderno. Penso che quest’anno realizzerò un materiale che sarà più strumentale che cantato, anche se finora non ho nemmeno cantato poi così tanto, e si tratterà di una opera leggermente più lunga.

LA VOCE È LA VOCE

– Penso che finora ho suonato più di quanto ho cantato. La voce ha una funzione di uno strumento all’interno della canzone. Adoro quando tutto è al servizio della musica. Spesso nella buona musica, uno strumento può portare una storia quanto una voce, ma in una canzone commerciale di qualità, un buon cantante con la sua voce può rendere la canzone per 30% migliore in confronto ad una composizione puramente strumentale. La voce è la voce, uno dei migliori strumenti musicali. Oggi si sentono voci davvero belle nei giovani di talento, ma mancano i compositori che li dirigano a creare delle buone canzoni.