Loro sono qui tra di noi. Li vediamo immediatamente o di passaggio, siamo consapevoli che ci sono e che possiamo, se vogliamo, integrarli nella società. Alcune persono dicono che non sono normali, ma qual’ è la misura della normalità? Ognuno di noi è diverso a suo modo, e così anche loro. Se veniamo a conoscenza di questo e se iniziamo a valutarlo bene, la convivenza diventa più bella e piena di serenità.

Stiamo parlando di bambini con la nota malattia neurologica di autismo. Come con un grande numero di termini, l’ autismo c’è noto in un modo superficiale, e abbiamo deciso di chiedere alla persona che incontra ogni giorno i bambini con tali disturbi d’aiutarci a conoscere meglio le esigenze di questi bambini.

Leggete in seguito quello che abbiamo imparato dall’ annalista certificata della terapia ABA per aiutare i bambini con autismo Nirvana Kos da Rovigno.


DISTURBI NEUROLOGICI

– L’autismo è un disordine neurologico, ma non è sufficientemente definito. Ci sono un sacco di teorie per quanto riguarda l’autismo, i vaccini, le cose ambientali che aiutano un bambino fino ai farmaci. Tutto può causare l’autismo, ma non c’è nulla di concreto e specifico. Infatti, secondo una scala psicologica, ci sono alcune categorie che classificano il bambino nello spettro dell’autismo. Questo spettro è molto ampio. In quindici anni non ho visto nemmeno un bambino con la stessa personalità, stesso livello d’ autismo ed il modo in cui si manifesta. Si tratta di un disturbo sensoriale neurologico in cui i bambini hanno un qualche tipo di stereotipo e comportamenti stereotipati, un modo diverso per comunicare, alcuni agitano le mani, certi si fissano verso un certo punto e poi simulano visivamente.

IDEA SBAGLIATA

– In Croazia, le persone sono ancora un sacco stigmati quando si parla di bambini con bisogni speciali. Non vogliono che nessuno lo sappia, non vogliono che si veda, ignorarano la situazione con l’idea che questo bambino non ha niente e che parlerà prima o poi. I pediatri spesso trascurano l’importanza d’ un intervento precoce, che è praticamente la chiave. È presente l’idea sbagliata che con un bambino si dovrebbe aspettare ma in realtà i primi quattro anni di vita sono la chiave per fare qualsiasi mossa. Spesso prendendo vari farmaci, ma il trattamento è più importante di qualsiasi forma di spettro autistico perché la terapia li sblocca e contribuisce ad innescare nel mondo sensoriale dov’erano precedentemente chiusi. La terapia li porta ad aprire e imparare varie virtù di cui hanno bisogno per un’ ulteriore crescita e lo sviluppo.


TOLLERANZA VERSO I BAMBINI CON AUTISMO

– Si tratta di bambini che hanno le esigenze proprio come qualsiasi altro bambino. Non si deve fissarli e non guardarli in un modo inadeguato. Soprattutto non si devono aggiugere dei commenti che sono figli maleducati. Ci sono situazioni in cui le persone vengono verso i loro genitori nel parco giochi con un appello che dovrebbero controllare il bambino, ma non sanno e non vedono che sono presenti i segni d’autismo e quel bambino ha un disturbo dello sviluppo e le esigenze specifiche. Si dovrebbe diventare un po’ più tollerante. Il sistema educativo non educa ne i bambini, ne gli insegnanti, ma nemmeno i genitori per una relazione con i bambini con disabilità. Tutti hanno le loro idee, li guardano e spesso altri bambini non vogliono giocare con i bambini autistici perché non li capiscono. Dovrebbe svegliarsi l’intero sistema per modificare il trattamento di questi bambini, ma altrettanto includerli in qualsiasi gioco e aiutarli quant’è possibile.

PROBLEMA NEL SISTEMA

– Tutto qui s’è un po’ fermato. I bambini con l’autismo sono in un numero sempre crescente. Il nostro sistema scolastico non è adatto a tutti. Hanno messo questi bambini nel normale svolgimento delle lezioni accompagnati da assistenti che sono persone con istruzione secondaria che hanno completato un piccolo corso di 20 ore e sono stati gettati nel mondo della scuola con i bambini i cui bisogni non sono in grado di sopportare. Non ci sono classi speciali. Si spegne un piccolo fuoco e di fatto precipitato problemi. Questo non è un problema individuale, ma un problema del sistema che non supporta il normale sviluppo della formazione. Dobbiamo fare delle piccole classi in modo che gli insegnanti possano occuparsi meglio dei bambini.

FOCUS SU UN’ATTIVITÀ

– I bambini con l’autismo hanno un po’ le coazioni verso le cose che amano. Abbiamo sentito parlare di bambini che ascoltano la musica e poi possono esibirsi immediatamente. Questi bambini non hanno ancora incontrato di persona. Hanno qualcosa che amano e praticano quello che potremmo chiamare un comportamento stereotipato. Non è bene concentrarsi solo su qualcosa specifica. Io consiglio ai loro genitori di cambiare spesso il gioco. Se giocano per due ore a dadi, far loro cambiare almeno per dieci minuti il gioco con qualcosa d’altro al fine di espandere le loro conoscenze del gioco. Ho avuto tre bambini che si sono socialmente integrati dopo che hanno imparato a suonare il pianoforte. Potevano poi sentirsi bene nel sistema scolastico, avere un paio d’ amici ed imparare alcune virtù.

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