
D’origine egiziana, è nato in Slavonia, professionalmente cresciuto in Danimarca e ha scelto Pola come il suo paradiso terrestre. È noto come autore di una serie di fotografie dei defunti fatte al cimitero di Pola e come il fondatore della galleria Makina. Lui è Hassan Abdelghani, il fotografo che con il suo spirito e le sue attività diffonde l’amore, sia verso le sue radici africane che per la fotografia, il cinema, la recitazione, la trasmissione del sapere, la fotografia analogica e la sua sempre cara galleria Makina.
Anche se adesso cerca di stare di più davanti alla telecamera come attore, gli occhi di Hassan brillano quando parla del fascino della fotografia analogica, come un mondo che allo stesso tempo lo allontana e lo avvicina all’ambiente. Durante la conversazione nella bellissima galleria Makina, Hasssan ci ha rivelato tutti i suoi amori e vi invitiamo a scoprirli con noi.
AMORE – AFRICA
– Sono nato ad Essecio e sono cresciuto in Cairo. Ho da sempre uno spirito inquieto e ho viaggiato molto per il mondo. L’Africa è il mio più grande amore dato che mio padre è egiziano. Un giorno, mentre cercava il suo albergo a Parenzo, vide una bellissima donna di cui si innamorò e quello era mia madre e per questo sono per metà croato, per metà egiziano. Sono cresciuto in Egitto. Per molti anni ho vissuto con la mia ragazza di allora, mia moglie attuale, a Copenaghen. Ho studiato fotografia lì ed in seguito ho trovato un lavoro alla Danish Film Academy.
AMORE – CINEMA
– Oltre alla fotografia, l’altro mio grande amore è il cinema e sono sempre stato felice di impegnarmi nel processo di realizzazione dei film. Siccome visitavo spesso l’Istria alla fine degli anni ’90, essendo un grande amico di Boris T. Matić, il fondatore del Motovun Film Festival, ho deciso di restare qui. Ci siamo trasferiti a Pola e pensavamo di rimanere solo due anni, ma quando abbiamo capito che non c’è posto migliore in cui vivere dell’Istria, abbiamo deciso di restare. I nostri figli sono cresciuti qui in un ambiente sano. In Istria ho trovato la mia pace, il mio amore, il mio tutto. Essendo per metà egiziano, non tollero il rigido inverno di Danimarca. Non so come ho resistito stare per 18 anni a Copenhagen.
AMORE – ISTRUIRE RIGUARDO LA FOTOGRAFIA
– Ho lavorato nell’industria cinematografica danese per 18 anni. Ero il capo del dipartimento di fotografia e video e lì ho fondato la Global Fotoskole, dove avevo una trentina di studenti ogni giorno. Sono strettamente legato alla Prague Film School in cui ho incontrato molti fotografi, ho fatto un proprio piano scolastico quadriennale e con l’aiuto del rettore ho scritto il manifesto della scuola di fotografia. Questo manifesto è di gran stima siccome si tratta di un timbro danese con cui si indicava che la scuola viene controllata dal ministero danese. In questo modo ho scoperto il mio amore per l’istruzione riguardo la fotografia. Mi sono reso conto di quanto potessi parlare bene riguardo la fotografia così ho anche cominciato ad insegnare a scuola. Sono da anni docente di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Essecio e da 10 anni faccio dei workshop di fotografia a Pola, che ho iniziato con il mio caro amico, soprattutto un brav’uomo, Daniel Kršić. Abbiamo tenuto insieme una scuola fotografica, con il supporto della Città di Pola e del Centro per gli studenti, in cui l’accesso a tutti i partecipanti era gratuito. Lui si è fermato, ma io ho continuato. Quando ero in Asia, un monarca buddista mi disse che secondo il buddismo non devi interferire in ciò che non sai e che la conoscenza deve andare oltre, cioè quando sai qualcosa dovresti trasmetterlo ad altri. A scuola faccio un corso introduttivo riguardo alla fotografia analogica e presto a ciascuno una macchina fotografica analogica con un incarico mensile in cui devono essere attenti perché ogni ripresa deve essere perfetta, i miei amici insegnano agli studenti il tipo di fotografia utilizzata nel loro settore lavorativo, quindi abbiamo i workshop legati al mondo dell’architettura, al paesaggio, ecc. E tutti danno anche ai partecipanti un compito fotografico. Quando i partecipanti escono dalla camera oscura con la propria fotografia, si tratta di qualcosa di particolare per loro.
AMORE – RECITARE
– Per molti anni ho lavorato su film come fotografo di scena, ovvero un maestro che cattura ogni fotogramma del film. È un’occupazione meravigliosa dove devi registrare ogni scena del film. Quelle foto sono state utilizzate nel montaggio del film per dare la continuità, e sono state utilizzate anche per i poster ed altre forme di promozione. Oggi, bloccano semplicemente il filmato nella fotocamera digitale. Ho realizzato una quindicina di lungometraggi mentre vivevo a Copenaghen, e con Zlatko Burić Kića sono diventato uno dei volti di Tuborg recitando nelle loro pubblicità, e così è nato il mio quarto amore, e quello è la recitazione. Ora m’è più facile stare davanti alla telecamera che dietro. La fotografia cinematografica è solo un lavoro faticoso che ho fatto e lo faccio tuttora con amore, ma preferisco davvero stare davanti alla telecamera. Ho avuto due film al Film Festival di Pola di quest’anno, “Otac/Padre” e “The Barefoot Emperor”. Nel secondo film ho lavorato come location manager, ma allo stesso tempo come attore. Il regista americano Mike Cahill mi ha proposto di lavorare per lui come fotografo in un film di fantascienza per Amazon. Ho risposto che voglio stare davanti alla telecamera non dietro. Ha fatto un ruolo per me e ho recitato nel film in cui era presente anche Salma Hayek con Owen Wilson.
AMORE – GALLERIA MAKINA
– Il posto dove oggi si trova la galleria Makina era vuoto ed è stato messo all’asta. Dato che in precedenza ho avuto diverse mostre eccellenti proprio qui, compresa mostra delle fotografie di Renco Kosinožić e Željko Burić delle loro avventure in Sud America, dopodiché mi sono ribellato, la città ha emesso il concorso per la sua assegnazione a scopi culturali. Ho scritto un progetto dando un gran significato alla fotografia, ho ricevuto l’assegnazione del luogo e da allora esiste la galleria Makina, il cui nome è dato secondo il nome della macchina fotografica makina. Oggi, la galleria Makina è aperta verso tutte le forme d’arte, ma il focus rimane sulla fotografia. Finora abbiamo tenuto 150 mostre e abbiamo incontri di culto quasi ogni sera. Quando ti allontani da due nemici, il denaro e l’ ego, e lavori con tanto amore, sei destinato al successo. Oggi, la galleria Makina è un centro di incontri culturali a Pola.
AMORE – FOTOGRAFIA ANALOGICA
– Sono un grande fan e conoscitore della fotografia analogica. Possiedo una vasta collezione di vecchie macchine fotografiche analogiche. Non c’è la cosa più bella di stare in una camera oscura, sentire l’odore delle sostanze chimiche e l’oscurità, e poi la magia quando la carta si mette nello sviluppatore e dai negativi si sviluppano delle immagini. Le fotografie analogiche hanno un inchiostro particolare che nessuna stampante può produrre, ed è questo inchiostro che li da un effetto tridimensionale. Sono diventato famoso per aver fotografato le foto i defunti nel cimitero. Viaggiando in Africa, ho incontrato un austriaco che è diventato un mio carissimo amico. Quando ho avuto una mostra a Graz, l’ho invitato come ospite. Essendo curatore a Judenburg, mi ha invitato di collegare Pola e l’Austria in un progetto. Ho deciso di fare una serie di fotografie al Cimitero Navale dove ho fotografato le fotografie sulle piastrelle di ceramica degli ultimi austriaci che vissero durante l’Impero Austro-Ungarico a Pola. Ho realizzato un ciclo di fotografie, grandi 3×5 metri, chiamato “1914 From a distance” con il quale sono diventato famoso.
